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Trento
10 luglio | 19:04

"Trentino in stagnazione, persone in difficoltà per il costo della vita ", i sindacati contro la manovra finanziaria: "Emergenza casa, famiglie e rilancio industria le priorità"

Cgil Cisl Uil del Trentino bocciano la manovra finanziaria della Giunta Provinciale: " Il Pil pro capite, vale a dire la ricchezza media per abitante, è fermo dal 2023 e le famiglie sono in difficoltà per il costo della vita troppo elevato, per l’emergenza abitativa, per misure di sostegno pubbliche inadeguate. Serve inversione di rotta"

TRENTO. "Il Trentino è in stagnazione. Il Pil pro capite, vale a dire la ricchezza media per abitante, è fermo dal 2023 e le famiglie sono in difficoltà per il costo della vita troppo elevato, per l’emergenza abitativa, per misure di sostegno pubbliche inadeguate". E’ questo lo scenario che stamattina Cgil Cisl Uil del Trentino hanno illustrato davanti alla Prima Commissione del Consiglio provinciale riportando una serie di dati che non disegnano una prospettiva rosea per il prossimo futuro e che di fatto "bocciano la manovra finanziaria della Giunta".

 

E i segretari Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Largher - sulla base della fotografia del quadro economico locale, confermato dalle analisi puntuali di Istat, Banca d’Italia e Camera di Commercio - hanno dato un giudizio negativo sulla manovra, chiedendo significativi correttivi sia nella direzione di sostenere la ripartenza del settore industriale, trainante per far risalire la produzione di ricchezza in provincia, sia sul piano del welfare pubblico, bocciando senza giri di parole quanto fatto fino ad oggi dall’Esecutivo che, a detta dei sindacati, ha trasformato i sistemi di sostegno provinciale in “una lotteria per pochi beneficiari”. Ad essere chiesto è che le priorità tornino ad essere salute, famiglie ed emergenza abitativa.

 

In particolare, per portare fuori il Trentino dalla stagnazione e sostenere crescita economica e occupazione di qualità, Cgil Cisl Uil ritengono strategico rilanciare la dinamica industriale puntando su tre fattori per completare e integrare il Piano Prospettiva Trentino 2040.

 

Il primo strumento, viene specificato, è "implementare la capacità di analisi degli scenari economici, analisi e dati indispensabili per costruire politiche mirate, tempestive e misurabili" per sostenere l’innovazione e rilanciare la capacità produttiva dei settori più avanzati della manifattura e dei servizi.

 

Il secondo fattore chiave, invece è la leva finanziaria. Per Cgil Cisl Uil è necessario che la Provincia "strutturi meccanismi finanziari evoluti di sostegno agli investimenti" per permettere alle imprese di diversificare gli strumenti per ottenere liquidità e sostenere gli sforzi di crescita delle start up e delle Pmi anche sul fronte manageriale ed organizzativo.

 

Terzo elemento è infine indirizzare risorse adeguate sul sistema scolastico e sulle politiche attive e passive del lavoro.  "L’Autonomia deve saper mettere in atto nuove politiche per rafforzare il capitale umano in un contesto di profonda trasformazione del sistema economico. In particolare vanno rafforzate le politiche attive del lavoro potenziando i servizi pubblici per l’impiego e i meccanismi di apprendimento permanente”, hanno ribadito le tre sigle per le quali l’inclusione sociale è un investimento sulla comunità.

 

A questi tre fattori, per Cgil Cisl Uil, se ne aggiunge un quarto indispensabile: le politiche di welfare locali. Ed è proprio su questo capitolo che l’affondo dei sindacati è più duro con le confederazioni che chiedono investimenti, seri, reali e concreti sulla sanità pubblica, sulle famiglie, sull’emergenza abitativa. Capitolo su cui l’azione della Giunta ad oggi è stata del tutto inadeguata.

 

“Il tentativo della Giunta provinciale di trasformare l’universalismo selettivo dei moderni sistemi di welfare in qualcosa che assomiglia sempre di più ad una ricca lotteria per pochi beneficiari - rimarcano le sigle - sta progressivamente minando la funzione storica delle politiche di inclusione: ridurre le diseguaglianze e garantire alle lavoratrici ed ai lavoratori, alle pensionate ed ai pensionati la possibilità di soddisfare i bisogni primari dall’accesso alla cura al benessere familiare, all’allontanamento del rischio povertà”.

 

Cgil Cisl Uil puntano poi il dito contro misure che definiscono “interventi di dubbia efficacia” che nulla hanno inciso sul problema demografico e il calo delle nascite: come - viene specificato - il bonus terzo figlio, né sui bisogni abitativi come i sostegni per l’acquisto e la ristrutturazione di una casa nei 32 comuni trentini maggiormente a rischio spopolamento, rischio peraltro limitatissimo in Trentino.  "Il tutto mentre per un numero crescente di famiglie - spiegano le sigle - la casa resta un miraggio".

 

E proprio sulla questione abitativa Cgil Cisl Uil non fanno sconti: "Calano gli alloggi pubblici, cala il contributo all’affitto: scelte inaccettabili che pagano i nuclei più fragili".

 

Ad essere richiesta è una "netta inversione di rotta, cominciando dall’indicizzazione dell’Icef". La riforma dell’indicatore e il mancato adeguamento all’inflazione, viene rimarcato, “sono serviti prioritariamente a ridurre la platea dei beneficiari del welfare territoriale e produrre qualche risparmio sulla pelle delle famiglie che sostengono l’Autonomia pagando fino all’ultimo centesimo di tasse e gran parte dell’Irpef devoluta alle casse di Piazza Dante”. E poi il rilancio: "Anche per questa ragione se non arriveranno risposte soddisfacenti siamo pronti ad avviare iniziative pubbliche".

 

Infine la richiesta" di ampliare gli sgravi Irpef con un decalage fino a 50 mila euro e di stanziare "maggiori fondi per i miglioramenti contrattuali dei dipendenti pubblici, nella certezza "che la qualità dei servizi erogati a cittadine e cittadini dipendono anche dall’investimento sulle risorse umane che fanno funzionare il sistema pubblico trentino".

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