"Manovra inadeguata e insufficiente", i sindacati bocciano l'assestamento di bilancio: "La giunta si illude che se Hormuz riapre tutto si risolverà, ma non è così"
Illustrata ai sindacati Cgil, Cisl e Uil la manovra di luglio: "Nessun intervento di sostanza per contrastare il carovita e l’impoverimento di lavoratori e pensionati"

TRENTO. "Un documento del tutto inadeguato e insufficiente per contrastare il carovita e l’impoverimento crescente tra le famiglie di lavoratori dipendenti e pensionati".
Non usano giri di parole i sindacati trentini Cgil, Cisl e Uil nel commentare la manovra di assestamento (qui l'articolo) che andrà in aula a luglio e che è stata illustrata alle parti sociali nel pomeriggio di oggi, lunedì 22 giugno.
"Forse la giunta si illude che con l’accordo tra Stati Uniti e Iran e la riapertura dello stretto di Hormuz, sempre che duri, come per miracolo i prezzi torneranno ai livelli pre crisi – dicono i tre segretari generali Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Largher -. Sappiamo tutti che la situazione è meno rosea. Uno perché gli aumenti subito non vengono recuperati, due perché le criticità determinate dell’ultima crisi internazionale non sono le uniche ad aver agito sull’impoverimento generale del ceto medio e medio-basso trentino, come ha recentemente rimarcato Ispat. Per questa ragione invochiamo misure strutturali sul welfare provinciale, misure di cui non c’è traccia in questo assestamento di bilancio".
Cgil, Cisl e Uil chiedono risorse adeguate per contrastare l’emergenza abitativa e soprattutto dei correttivi sulla nuova formulazione dell’Icef che così come è stato congegnato dalla giunta con gli uffici provinciali taglia fuori un numero crescente di famiglie in un momento in cui, paradossalmente, queste vedono erosa pesantemente la loro capacità di spesa.
Per le tre sigle resta prioritario un adeguamento dell’indicatore all’inflazione per rendere le misure di welfare provinciali più aderenti alla realtà. Allo stesso tempo sono urgenti politiche per la casa, aumentando anche le opportunità nell’housing sociale e i sostegni a chi abita in affitto.
Infine Cgil, Cisl e Uil ritengono che siano necessarie misure concrete e quantificate sul pubblico impiego, a partire dal rafforzamento degli organici nei servizi essenziali. "Serve soprattutto il riconoscimento esplicito del ruolo che il lavoro — pubblico e privato — svolge nel generare il gettito fiscale su cui si regge l’intera manovra. Non è accettabile che chi produce la ricchezza sia sistematicamente l’ultimo nella fila di chi la riceve", concludono.












