Aumentano i prezzi e sempre più famiglie sono in difficoltà. I sindacati: “Servono risorse per contrastare il carovita. Le buste paga non stanno al passo"
Carrelli della spesa semivuoti, ma comunque, parecchio costosi: questo è solo uno degli effetti che l’inflazione ha su famiglie con reddito fisso e di ceto medio basso. I sindacati Cgil, Cisl e Uil intervengono: “Il welfare per famiglie, povertà e casa va aggiornato e reso rispondente ai reali bisogni delle famiglie. La Provincia stanzi risorse adeguate perché non si tratta solamente di aumento di prezzi, ma anche di buste paga che non stanno al passo"

TRENTO. L’inflazione sale e impatta su chi percepisce reddito fisso e appartiene ad un ceto medio basso. I sindacati Cgil, Cisl e Uil intervengono: “La Provincia stanzi risorse adeguate per contrastare il carovita già con l’assestamento di luglio.
È un'impoverimento generale quello che sta colpendo le famiglie trentine: si vedono carrelli della spesa sempre meno pieni, ma che costano sempre di più, e chi ha un’entrata fissa perché lavoratore dipendente o pensionato, fatica a non accusare il decisivo aumento dei prezzi.
“Una giunta inerte sul fronte del contrasto al carovita – lamentano i sindacati -. Non si può pensare che l’unica misura che Piazza Dante introduce per ridurre l’impatto dei costi energetici sia l’abbonamento a 20 euro per il trasporto pubblico, di cui peraltro hanno beneficiato solo 2.300 persone in più dei normali abbonati, pari allo 0,4 della popolazione trentina”.
Di certo, l’abbonamento speciale e trimestrale per il traporto pubblico, presentato dal presidente della provincia Fugatti a fine maggio (e valido da giugno ad agosto), è un importante aiuto e sostengo per famiglie, ma, stando ai fatti, non sembra essere sufficiente: “Il fronte su cui agire è un altro, quello del welfare provinciale” comunicano Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Largher. i
Si chiede, a seguito della criticità della situazione, un adeguamento dell’Icef (Indicatore della Condizione Economica Familiare) all’inflazione e un quadro chiaro dell’impatto del nuovo assegno unico sulle famiglie: “I nuovi criteri hanno impattato in primo luogo sulla stragrande maggioranza dei nuclei in cui lavorano entrambi i genitori e che, da un anno all’altro, si sono ritrovati ricchi senza saperlo né esserlo. Va forse peggio per la quota A dell’assegno unico, il sostegno alla povertà, che sta agendo come una tagliola per alcune famiglie in condizioni di fragilità” denunciano i tre segretari.
Per conoscere l’impatto del nuovo Icef e valutare correzioni/modifiche, è stato anche richiesto da parte dei tre segretari un incontro al vicepresidente Achille Spinelli. Alla richiesta delle tre sigle però non è stato dato alcun riscontro: “E’ urgente, invece, aprire il confronto in vista della definizione di un assestamento di bilancio che sarà tutt’altro che povero visto che nelle casse di Piazza Dante c’è un avanzo d’amministrazione di 1,2 miliardi di euro. Il welfare per famiglie, povertà e casa va aggiornato e reso rispondente ai reali bisogni delle famiglie”.
Poi concludono: “C’è un problema di prezzi elevati sì, ma c’è anche una questione di buste che non al passo coi cambiamenti di mercato. Su questo fronte è fondamentale portare avanti accordi di contrattazione integrativa come stabilito dal Patto per le politiche salariali del luglio scorso. Noi ci siamo. Attendiamo le controparti datoriali”.














