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| 16 settembre | 18:36

“Ad agosto prezzi ancora in aumento”, l'allarme dei sindacati: “Inflazione in Trentino al 3%. Il rialzo si scarica sui redditi bassi e medi"

Gli incrementi maggiori, dicono Cgil, Cisl e Uil del Trentino, sull'abitazione, le utenze e i trasporti: “La Provincia adegui le misure di sostegno”

“Ad agosto prezzi ancora in aumento”, l'allarme dei sindacati: “Inflazione in Trentino al 3%
di Redazione

TRENTO. Caro prezzi, l'allarme dei sindacati in Trentino: “Ad agosto prezzi ancora in aumento, l'inflazione in Provincia è al 3%”. A fornire i dati sono Cgil, Cisl e Uil del Trentino, che sottolineano come gli incrementi maggiori si siano registrati sull'abitazione, le utenze e i trasporti. Ma procediamo con ordine.

 

“E' ripresa la corsa dei prezzi anche in Trentino – ribadiscono le sigle –. Ad agosto l'Ispat fa registrare un aumento medio su base annua del 3%, in salita di 1,2 punti percentuali anche rispetto al mese precedente. Il dato provinciale si colloca al di sotto della media nazionale, che segna un incremento del 3,4%, ma questa constatazione non è sufficiente per rassicurare le famiglie, soprattutto quelle che hanno un reddito fisso da lavoro dipendente o pensione, sulle quali si scarica la maggior parte del peso della dinamica inflattiva”.

 

I rincari maggiori, come anticipato, riguardano poi spese non comprimibili, come quelle legate alle abitazioni e alle utenze: “Che crescono dell'8,1% e i trasporti, con un balzo in alto che sfiora il 5%”. Per Cgil, Cisl e Uil l'aumento dell'inflazione, abbinato alla scarsa crescita del Pil provinciale e al rialzo dei tassi di interesse – che si traduce in mutui e prestiti più cari per le famiglie – determina “un impoverimento dei ceti bassi e di quelli medi, che con le loro entrate fisse non riescono a fronteggiare l'aumento del costo della vita”.

 

“Di fronte a questa situazione – incalzano i segretari generali delle tre sigle, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Largher – che denunciamo ormai da mesi, sconcerta l'immobilismo della Provincia. La Giunta non sta adeguando le misure di welfare, anzi se possibile ha reso meno equo l'assegno unico provinciale, non indicizza l'Icef all'inflazione e non appare intenzionata, ad oggi, a mettere in campo alcuna misura anticiclica per fronteggiare il caro carburanti su imprese e famiglie, né ad incentivare privati ad investire su risparmio energetico e mobilità elettrica”.

 

Nodo critico, ribadiscono i sindacati, resta anche l'abitazione, un bene che pesa in maniera molto significativa sui redditi familiari mandandoli in sofferenza: “Su questi temi – concludono le sigle – Cgil, Cisl e Uil sollecitano un confronto con la Giunta provinciale, nel più breve tempo possibile. Le risposte di Piazza Dante al carovita non possono limitarsi ad uno sconto sull'abbonamento per il trasporto pubblico locale. Resta centrale infine la questione salariale. Cgil, Cisl e Uil ribadiscono la necessità di far ripartire la contrattazione integrativa per ridurre il gap tra aumento dei prezzi e buste paga”.

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