Contenuto sponsorizzato
Trento
28 agosto | 18:11

Icef, Cgil, Cisl e Uil bocciano la Giunta:" Si avvantaggiano i più ricchi". Nel mirino anche l’equiparazione tra autonomi e dipendenti e l’aumento delle tariffe per 20mila famiglie

Per i sindacati i cambiamenti introdotti non risolvono le criticità prodotte con la revisione dello scorso anno, ma vanno nella direzione di rendere l’indicatore meno efficace nel fotografare la condizione reddituale e patrimoniale delle famiglie trentine 

Icef, Cgil, Cisl e Uil bocciano la Giunta:" Si avvantaggiano i più ricchi"
di Redazione

TRENTO. “Si avvantaggia il ceto più abbiente e si premia solo il lavoro maschile”. Cgil Cisl Uil bocciano le modifiche apportate dalla Giunta all’Icef e approvate ieri in IV commissione in consiglio provinciale. 

 

Già nei giorni scorsi le tre sigle sindacali avevano criticato le decisioni della Provincia in merito all'Icef. I cambiamenti introdotti, avevano spiegato, non risolvono le criticità prodotte con la revisione dello scorso anno, ma vanno nella direzione di rendere l’indicatore meno efficace nel fotografare la condizione reddituale e patrimoniale delle famiglie trentine. 

 

Tre le questioni che sollevano i sindacati, il tema del lavoro femminile che rimane penalizzato rispetto a quello maschile nonostante l’aumento delle deduzioni, l’equiparazione tra lavoro dipendente e autonomo a svantaggio del primo, e l’incremento tariffario subito da almeno 20mila famiglie trentine che a causa di un Icef più alto e del mancato adeguamento delle soglie hanno pagato di più i servizi.

 

Sul lato delle donne Cgil Cisl Uil sono nette: “L’aumento da 5mila a 6 mila euro delle deduzioni da lavoro dipendente introdotto dalla Giunta avvantaggia solo i redditi sopra i 25mila euro. Si tratta prevalentemente di uomini, visto che su 85mila lavoratrici dipendenti (operaie e impiegate) circa 70mila hanno un reddito inferiore ai 18mila euro l’anno e non beneficeranno dello 'sconto', che sarà goduto solo dalla componente maschile. Quindi la misura va a vantaggio dei lavoratori e delle famiglie monoreddito, in contraddizione l’impegno, almeno verbale, di voler sostenere l’occupazione femminile”.

 

Altro punto critico è l’equiparazione tra lavoratori autonomi e dipendenti. Una scelta che i sindacati definiscono “iniqua”  perché gli autonomi godono già di un regime fiscale più vantaggioso, quindi vengono “premiati” due volte. Non convince nemmeno la modifica sui patrimoni. Una misura che per il sindacato è a favore dei ceti più abbienti.

Resta infine il nodo delle tariffe: lo scorso anno, tranne poche eccezioni, molte comunità di valle e comuni non hanno adeguato le soglie Icef per le tariffe di nido, prolungamento e mensa scolastica al nuovo Icef. Il risultato è stato che molti nuclei hanno visto schizzare il loro Icef verso l’alto a causa del nuovo indicatore senza aver goduto di un aumento di reddito. Così circa 20mila famiglie, da stime del sindacato, hanno pagato di più perché la Provincia non ha vigilato.

 

Per evitare che il problema si presenti anche quest’anno già oggi Cgil Cisl Uil scriveranno al presidente del consiglio delle Autonomie locali, Cereghini, chiedendo che il Cal affronti la questione provando a trovare soluzioni che la Provincia non ha cercato.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 31 agosto | 20:50
I sindacati Cgil Fp, Fp Cisl, Fenalt, Nursing up e Uil Fp confermano l'assemblea e mobilitazione unitaria di martedì 1 settembre: "Note interne di [...]
Cronaca
| 31 agosto | 20:00
La storia nasce da un pessimo consiglio. Ma le strade di una ragazza bolzanina e di una greca si  sono incrociate nella zona più [...]
Cultura
| 31 agosto | 20:19
A pochi giorni dal concerto assieme ai Negramaro alla Trentino Music Arena, Motta si racconta a il Dolomiti: dal senso di ripercorrere il suo primo [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato