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Trento
15 settembre | 20:02

Economia, i dati della Camera di commercio: “Fatturati +4,3%”. Ma per i sindacati la crescita "è illusione ottica: siamo in stagflazione”

I dati della Camera di commercio e l'analisi dei sindacati: un approfondimento sullo stato di salute dell'economia trentina

Economia, i dati della Camera di commercio: “Fatturati +4,3%”
di Redazione

TRENTO. Fatturati in aumento e andamento leggermente positivo per l'occupazione. Sono questi, in sintesi, alcuni dei dati presentati oggi dalla Camera di commercio di Trento nel riportare il quadro economico in Provincia nel secondo trimestre 2026, di fronte al quale però i sindacati – in particolare i segretari di Cgil, Cisl e Uil del Trentino – lanciano un allarme, parlando di “illusione ottica” per quanto riguarda la crescita e, invece, di uno scenario di “vera e propria stagflazione” per l'economia provinciale. Ma procediamo con ordine.

 

Innanzitutto, come anticipato, dalla Camera di commercio sono arrivati alcuni dati positivi legati al secondo trimestre di quest'anno, nel corso del quale “il fatturato delle imprese registra un aumento del 4,3% rispetto al corrispondente trimestre del 2025, con un'accelerazione positiva rispetto al periodo immediatamente precedente su cui incidono, in parte, anche le dinamiche inflazionistiche”.

 

Le performance più positive, ribadiscono gli esperti dell'Ufficio studi e ricerche della Camera di commercio di Trento, riguardano il settore dei trasporti (+8,7%), del commercio all'ingrosso (+8,2%), dei servizi alle imprese (+7,1%) e delle costruzioni (+5,2%): “Anche il commercio al dettaglio – continuano – e il manifatturiero presentano una variazione positiva (rispettivamente +2,4 e +1,5%) ma più contenuta. Cresce del 2,4% il fatturato realizzato in Provincia di Trento, mentre quello registrato in Italia, ma fuori provincia, segna un incremento più significativo, pari al 5,4%. La componente estera mostra una ripresa rispetto al trimestre precedente e torna a crescere dopo sei trimestri consecutivi in contrazione”.

 

La variazione tendenziale dei ricavi delle vendite è moderatamente positiva per le piccole aziende (+2,9%), con risultati migliori per le imprese di medie (+5,1%) e grandi dimensioni (+4,6%): “Anche in questo trimestre – continua la Camera di commercio – l'occupazione conferma un andamento leggermente positivo (+0,8%), sostanzialmente in linea con il periodo precedente. Gli incrementi più significativi si registrano nel settore della costruzioni (+2,5%), del commercio all'ingrosso (+2,4%) e dei servizi alle imprese (+1,1%), mentre il comparto dei trasporti evidenzia una contrazione della base occupazionale pari a -1,2%. Il commercio al dettaglio (-0,2%) e il manifatturiero (+0,2%) mostrano invece una sostanziale stabilità”.

 

L'occupazione nelle imprese di minore dimensione registra anche nel secondo trimestre del 2026 una variazione negativa (-1,7%): “Si conferma invece una moderata crescita degli addetti – dice la Camera di commercio – nelle imprese di medie dimensioni e nelle grandi imprese, con incrementi rispettivamente dell'1% e del 2,4%. gli ordinativi, a differenza di quanto rilevato nel trimestre precedente, registrano una variazione negativa (-3,5%). Gli andamenti sono differenziati a seconda del settore economico di riferimento. La maggior parte degli imprenditori definisce stabile la situazione economica delle proprie aziende, giudizio che trova conferma anche nelle aspettative per i prossimi mesi. Il 70,5% degli intervistati prevede, infatti, una sostanziale continuità della redditività aziendale”.

 

È di fronte a questa situazione però, e parlando in particolare dell'aumento dei fatturati, che i sindacati trentini offrono una visione diversa, parlando di “illusione ottica” di fronte all'aumento dei costi registrato negli ultimi mesi.

 

“I dati presentati oggi – dicono infatti Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Largher, segretari generali rispettivamente di Cgil, Cisl e Uil del Trentino – dimostrano una sola cosa: in Trentino nel secondo trimestre di quest'anno i fatturati delle imprese locali sono stati trascinati per la maggior parte dall'inflazione, in particolare dei prodotti energetici, provocata dalla scriteriata guerra di Trump contro l'Iran che dura tutt'ora. In alcuni settori, in particolare commercio al dettaglio e industria manifatturiera, la dinamica reale dei fatturati è addirittura negativi. Per questo motivo, l'aumento nominale dei fatturati non può essere interpretato come un indicatore reale di crescita economica”.

 

“Con un andamento dell'economia così asfittico – continuano le sigle – e un aumento dei prezzi ben sopra il 3% infatti, possiamo dire che lo scenario trentino è di vera e propria stagflazione. Ricordiamo che il pil pro capite del Trentino da quattro anni cresce dello 0,1% annuo, mentre nel secondo trimestre di quest'anno la disoccupazione secondo l'Istat in Italia è continuata a calare mentre in Trentino ha rialzato la testa passando dal 2,4 al 3,2%, con un calo degli occupati di circa 2mila unità (il dato potrebbe sembrare in contraddizione con quello riportato in precedenza dalla Camera di commercio per quanto riguarda l'occupazione, i due numeri però non sono direttamente confrontabili: il dato camerale riguarda gli addetti delle imprese del campione, l'Istat misura gli occupati residenti in Provincia, compresi autonomi, pubblico impiego e via dicendo ndr)". 

 

Per i sindacati: “E' difficile immaginare che questo scenario possa migliorare senza interventi mirati e una strategia di sviluppo condivisa considerate le crescenti pressioni inflazionistiche, l'instabilità dei mercati finanziari, i diffusi conflitti geopolitici, la guerra commerciale dei dazi e la competitività delle produzioni cinesi. Per affrontare con successo questi fattori esterni così preoccupanti, è necessario rafforzare e riorientare le politiche economiche provinciali per sostenere crescita, occupazione e competitività del sistema trentino. Bisogna stimolare selettivamente gli investimenti delle famiglie e delle imprese sostenendo in particolare la riduzione dei consumi energetici e quindi delle bollette e puntando sull'innovazione dei settori economici così da aumentare il valore aggiunto delle produzioni manifatturiere e dei servizi tecnologici”.

 

Tutti i dati congiunturali, concludono: “Dicono che il Trentino fa tendenzialmente peggio dell'Italia. I dati evidenziano la necessità di una riflessione sulle attuali politiche economiche e dell'avvio di misure più efficaci a sostegno dello sviluppo del territorio”.

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