Un 2025 di Latte Trento in crescita e con un record di lavorazione ma quest'anno si è aperto con segnali di peggioramento tra calo dei consumi e giacenze di magazzino
La cooperativa lattiero casearia di Latte Trento ha chiamato a raccolta i soci per sottoporre alla loro attenzione i risultati di un anno di attività racchiusi nel bilancio archiviato alla fine di dicembre dell'anno scorso. Un 2025 in crescita ma in rallentamento con un ulteriori segnali di peggioramento. Alla soddisfazione si affianca la preoccupazione

TRENTO. Ricavi in crescita, una maggiore produzione di forme di Trentingrana e la maggior quantità mai lavorata nella latteria. Nonostante le tante incertezze e le difficoltà, soprattutto dall'autunno in poi, tra calo dei consumi, riduzione dei prezzi e difficoltà di collocamento del prodotto, con un conseguente aumento delle giacenze di magazzino il 2025 è stato comunque un anno che si è chiuso positivamente. In questo 2026 non mancano tuttavia le preoccupazioni perché iniziano con ulteriori segnali di peggioramento.
Questo quanto è emerso nella cornice tradizionale del Centro congressi Interbrennero per l’assemblea annuale dei soci della cooperativa lattiero casearia di Latte Trento.
Occasione di incontro ma anche di confronto tra la base sociale e i vertici di una delle realtà maggiormente rappresentative del proprio settore e, più in generale, del comparto agricolo della Cooperazione Trentina. Il focus è stato dedicato all’andamento fatto registrare nel corso del 2025 (bilancio archiviato il 31 dicembre scorso) con numeri e iniziative.
"Il 2025 è partito molto bene e fino al mese di giugno si è contraddistinto da vendite e valori dei nostri prodotti molto buoni", spiega Latte Trento, guidata dal presidente Renato Costa e dal direttore generale Sergio Paoli. "Poi le cose sono via via peggiorate per arrivare alla fine dell’anno con cali molto preoccupanti”. Nonostante l’andamento caratterizzato da alti e bassi il documento contabile è stato archiviato con un risultato positivo.
"Il totale dei ricavi ha raggiunto la cifra di 72 milioni 205 mila 454 euro in crescita nel confronto con lo stesso dato di dodici mesi prima che era stato di 66 milioni 229 mila 137 euro. Se poi lo sommiamo al fatturato di Trevilatte (11.033.062 euro contro i 10.084.829 euro del 2024. Utile di 21.215 euro) il valore sviluppato da entrambe le società supera quota 80 milioni di euro. Il dato più importante appartiene, però, al rendimento medio del latte che è di 0.825 euro al litro".
La produzione di latte: fresco da 21.096.368 del 2024 a 21.109.488 di litri nel 2025; il latte Uht da 20.878.978 a 21.040.900 e il latte microfiltrato da 12.503.100 a 13.776.011 I totali, comprendendo panna e yogurt, sono di 60.209.672 del 2024 a 62.107.411 litri in un anno. “Con un pizzico di orgoglio ci sia permesso evidenziare cheè la quantità maggiore mai lavorata nella latteria”. E' stato inoltre evidenziato il totale forme Trentingrana prodotte nel 2025: 14.033 contro le 12.914 forme del 2024 (+8,7%).
Soci premiati. Un momento emotivamente coinvolgente è stato proposto e vissuto con una breve ma significativa cerimonia di premiazione. Il riconoscimento è stato assegnato dal consiglio di amministrazione alle socie e ai soci che, nel 2025, si sono distinti per tipologia e quantità di latte conferito: Eugenia Bazzoli, Sandro Santolini, Thomas Valenti, Francesco Tonelli, Beppino e Luciano Dalprà, Alex Nicoletti e Azienda Agricola Le Giare.
"In una fase complessa come quella che stiamo vivendo, fare sistema non è più un’opzione ma una necessità. L’accordo tra Latte Trento e Concast va esattamente in questa direzione: rafforza un comparto strategico e dimostra che, quando il mondo cooperativo lavora unito, riesce a costruire risposte concrete. L’auspicio è che questo spirito accompagni anche il 2026”, dice Roberto Simoni, presidente della Federcoop, mentre Stefano Albasini, presidente di Trentingrana e vice presidente della Federazione per il settore agricolo, prosegue: "Non sono mancati momenti di confronto anche acceso, ma è proprio da lì che nasce la forza del nostro sistema. L’unione resta la base per dare risposte ai soci, soprattutto in un contesto segnato dall’aumento dei costi e da un mercato più incerto. Il lavoro del consorzio è orientato a sostenere la filiera e a creare valore: solo continuando a collaborare potremo affrontare le sfide che abbiamo davanti".
Accanto ai risultati positivi, l’assemblea ha evidenziato anche le criticità emergenti. Il 2026 si è aperto con segnali di peggioramento: calo dei consumi, riduzione dei prezzi e difficoltà di collocamento del prodotto, con un conseguente aumento delle giacenze di magazzino. A pesare sono anche fattori più ampi, come la contrazione del potere d’acquisto delle famiglie e le tensioni sui mercati, che favoriscono prodotti a minor valore e mettono sotto pressione le filiere di qualità. In questo contesto, preoccupa in particolare l’eccesso di offerta di latte rispetto alla capacità di assorbimento del mercato, una condizione che rischia di incidere sulla sostenibilità delle aziende agricole del territorio.
“Vedere in platea tanti giovani è un bel segnale che responsabilizza anche le istituzioni”, commenta Maurizio Fugatti, il presidente della Provincia di Trento mette in evidenza la positività dei dati presentati ma ha fatto riferimento anche ai problemi evidenziati nelle relazioni, come il prezzo del latte, la situazione internazionale e il costo di materie prime e dell'energia: "Il momento è molto delicato e l'auspicio ovviamente è che la guerra possa finire. Le istituzioni devono saper guardare a quello che sta accadendo perché il vostro settore, come altri, è determinante per l'economia”.
Sono state accennate le iniziative nazionali per sostenere i settori produttivi mentre la Provincia segue con attenzione l'evolversi della situazione. "Il settore lattiero caseario e quello zootecnico hanno un valore economico e produttivo ma anche culturale per il territorio".
Vedere un settore zootecnico unito è un elemento di responsabilità e un fattore positivo, per l'assessore Mario Tonina: "L’accordo siglato recentemente tra Latte Trento e Concast ha sancito un lavoro importante. L’unità è oggi strategica. I numeri presentati sono positivi ma bisogna guardare avanti nonostante le difficoltà di cui si è parlato. Ci sono ancora margini di miglioramento. Le opportunità che ci sono vanno colte proprio in questo momento, grazie all’unità ritrovata”. Invece l'assessora Giulia Zanotelli ha ricordato l’iter relativo alla certificazione Sqnba (Sistema di qualità nazionale benessere animale): "Il nostro è un territorio di autonomia che ha saputo fare le proprie scelte e che saprà farle ancora in futuro nel segno della responsabilità".
Nonostante lo scenario, la cooperativa guarda avanti con un piano che prevede investimenti strategici: dall’ampliamento della sede di via Monaco a Trento per l’introduzione di nuovi macchinari, alla ricostruzione del Caseificio di Pinzolo, con l’obiettivo di rafforzare la capacità produttiva e consolidare la presenza sul territorio. A intervenire durante l'assemblea anche il sindaco di Trento, Franco Ianeselli, il presidente della Federazione provinciale allevatori, Giacomo Broch, il presidente di Cooperfidi, Guido Leonardelli, il presidente di Promocoop, Arnaldo Dandrea, e il presidente di Codipra, Giovanni Menapace.












