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Trento
15 giugno | 11:26

Cittadini del mondo: Dolomiti Energia e Fondazione Intercultura premiano il talento, l'eccellenza e l'impegno sociale dei giovani protagonisti del futuro

Una nuova fase del progetto “Internazionalizzazione della scuola e mobilità studentesca”: sono 8 i vincitori di un programma Intercultura che li porterà a vivere e studiare in Messico, Honduras, Irlanda, Brasile, Cina, Spagna e Regno Unito, diventando giovani ambasciatori di dialogo e sostenibilità

di Redazione

TRENTO. Sostenere la formazione e creare valore per il territorio, offrire opportunità di crescita personale e professionale ai giovani, dare spazio al talento per prendere il volo e contribuire a formare i leader di domani. Sono questi gli obiettivi di Dolomiti Energia, il colosso trentino ha rinnovato il proprio sostegno al progetto della Fondazione Intercultura.

 

Sono state consegnate a Trento le borse di studio per i programmi di Intercultura a 8 studentesse e studenti meritevoli, che hanno superato una selezione rigorosa. Questa opportunità permette ai giovani di frequentare un intero anno scolastico o periodo inferiore in Messico, Honduras, Irlanda, Brasile, Cina, Spagna e Regno Unito.

 

“Investire nei giovani significa prendersi cura del loro futuro, offrendo possibilità concrete di crescita personale e professionale", dice Marica Massaro, direttrice Risorse umane di Dolomiti Energia. "Abbiamo scelto di farlo, ancora una volta, anche attraverso queste borse di studio che valorizzano il talento, aprono al mondo e responsabilizzano: tre elementi che riteniamo fondamentali per formare persone capaci di contribuire in modo consapevole allo sviluppo sostenibile della collettività e dei territori”.

 

Le borse di studio rientrano nel progetto “Internazionalizzazione della scuola e mobilità studentesca”, promosso dalla Fondazione Intercultura. Il progetto mira a promuovere una buona cultura dell’internazionalizzazione della scuola attraverso ricerca, formazione e borse di studio per la mobilità internazionale dei giovani. Internazionalizzare la scuola non significa solo imparare una lingua straniera: è un vero e proprio processo capace di sviluppare competenze di cittadinanza globale nell’intera comunità scolastica:

 

“In un momento storico segnato da incertezze e divisioni, promuovere l’educazione internazionale e al dialogo interculturale significa educare attivamente alla pace”, spiega Mattia Baiutti, segretario generale di Fondazione Intercultura. "Sostenere il nostro progetto significa, prima di tutto, investire nelle competenze dei giovani affinché imparino a navigare la complessità del mondo con spirito critico e cuore aperto. Ma significa anche credere nel fondamentale lavoro di ricerca e formazione che dà solidità al valore educativo della mobilità studentesca".

 

Le ricerche mostrano che, attraverso l’immersione autentica in una cultura diversa, gli studenti sviluppano il pensiero critico, comprendono più a fondo l’interdipendenza tra locale e globale e costruiscono relazioni che superano le differenze. Il progetto educativo di Intercultura accompagna i ragazzi prima, durante e dopo la permanenza all'estero, grazie al supporto dei volontari, trasformando l’esperienza in un vero set di competenze per la vita.

 

L’impatto profondo di questo percorso è certificato dai numeri: l’indagine Ipsos Doxa realizzata per i 70 anni di Intercultura mostra infatti come l’esperienza all'estero rappresenti un pilastro nella formazione dei giovani, tanto che il 68% degli ex partecipanti la considera il fattore decisivo nella costruzione della propria identità. Oltre alla crescita interiore, i dati evidenziano un rafforzamento straordinario delle competenze trasversali: quasi la totalità degli studenti (97%) riscontra un netto miglioramento nelle proprie capacità relazionali, mentre l’89% sviluppa un’autonomia e una capacità decisionale che risulteranno fondamentali per affrontare con consapevolezza le sfide del futuro.

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