Gli studenti di Belluno premiati per lo studio delle Cer del futuro. “La transizione green non è una moda. La montagna è laboratorio naturale per le energie rinnovabili”
Sono stati premiati alla Sicet tre gruppi di studenti bellunesi che hanno lavorato al progetto “Power Up” del Gruppo giovani imprenditori di Confindustria Belluno Dolomiti. Obiettivo è rafforzare il legame tra scuola e impresa per valorizzare le risorse naturali e puntare a una crescente autonomia energetica del territorio

OSPITALE DI CADORE. Continua l’impegno del Gruppo giovani imprenditori di Confindustria Belluno Dolomiti per la transizione energetica sul territorio bellunese. “La nostra montagna è un laboratorio naturale per le energie rinnovabili e le comunità energetiche sono uno strumento che nelle terre alte farà sempre più la differenza” afferma Margherita Vascellari, delegata education.
Il progetto si chiama “Power Up” ed è dedicato alle Cer, Comunità energetiche rinnovabili, tema su cui anche la provincia di Belluno sta puntando molto. È infatti di pochi giorni fa l’incontro dei vertici di Cer Dolomiti con Enel a Roma per definire alcuni aspetti operativi del service che accompagnerà lo sviluppo della comunità energetica sul territorio, nell’ottica di fare sempre più dell’energia rinnovabile uno strumento per generare valore (qui l’incontro).
Nel frattempo, è stato portato avanti anche questo progetto con le scuole, che ha visto i giovani imprenditori affiancati dagli studenti dell’IIS Segato del capoluogo. Suddivisi in gruppi, gli allievi della classe terza dell’indirizzo Meccanica e meccatronica hanno elaborato il loro progetto di Cer “virtuale”. La conclusione del percorso, con tanto di premiazione, è avvenuta alla Sicet di Ospitale di Cadore, che da oltre vent’anni opera nel settore della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Proprio di recente, non a caso, Sicet, che già gestisce due centrali per la produzione di energia da biomassa legnosa, ha avviato i lavori per un impianto fotovoltaico da installare sul tetto di un capannone di sua proprietà (circa 7 mila metri quadri) che andrà a sostenere lo sviluppo della Cer Dolomiti.
Grazie a una serie di incontri teorici e pratici, gli studenti hanno approfondito il funzionamento delle principali fonti di energia rinnovabile, concentrandosi sull’analisi delle curve di produzione e consumo energetico. Successivamente, hanno progettato virtualmente la loro Cer simulando la presenza di diversi utenti, come abitazioni, aziende, scuole e strutture pubbliche.
“Le continue crisi geopolitiche con l’esplosione dei costi dell’energia - prosegue Vascellari - ci spingono ad accelerare, studiando nuovi sistemi che aiutino ad abbattere la dipendenza energetica dei territori e il caro bolletta che grava su famiglie e imprese. È una sfida di comunità che riguarda soprattutto la scuola e i giovani della provincia di Belluno. Quella che abbiamo davanti è una svolta culturale: la transizione green non è una moda, se mai lo è stata, ma un’urgenza”. Parole non nuove per Il Dolomiti, che ha intervistato Vascellari proprio su questi temi e sul valore dell’autonomia energetica per Belluno e, in generale, tutto il Veneto (qui il video).
Necessario, quindi, valorizzare sempre più le risorse presenti in termini di biomasse, idroelettrico e fotovoltaico, partendo dall’alleanza tra scuola e impresa. Le premiazioni hanno visto sul podio il gruppo di lavoro costituito da Zeno De Toffol, Thomas De Gan, Marco Da Rold e Nicola Grava per il primo posto, mentre l’argento è andato a Jordan Baldissara, Nicola Prado, Davide Zama e Leonardo Zanella. Ad aggiudicarsi il terzo posto sono stati invece Tommaso Barbazza, Christian Rosson, Marco Bettiol, Giovanni e Gabriele De Battista.
“A tutti i partecipanti va il nostro grazie - concludono Vascellari e il presidente Michele Da Rold - perché hanno messo testa e cuore su un progetto che valorizza il cuore della montagna. È stato un vero esercizio di futuro”.











