Mart, visitatori in calo anche nel 2025 e il 43,5% è entrato gratuitamente. Intanto il Cda è "spaccato": il piano per il prossimo anno non è stato approvato
I problemi non sono finiti e non sono solamente di carattere "numerico" (e il report 2025 non è stato pubblicato sul sito, ma i dati possono recuperati dall'annuario realizzato da Ispat), anche se un ulteriore calo delle presenze in quella che è la principale attrazione del secondo centro abitato del Trentino, ha ovvie ricadute sulle attività cittadine. C'è un problema anche di carattere gestionale, visto che il Consiglio d'Amministrazione è "spaccato", a tal punto che ci sarebbe stato addirittura un intervento del Governatore Fugatti per provare a riportare la "pace" tra i vertici

ROVERETO. Qualcosa non va. Anzi, ben più di qualcosa. E la situazione è estremamente complicata, tanto per utilizzare un eufemismo.
Il grido d'allarme lanciato a Il Dolomiti da Marco Fontanari, presidente di Confcommercio Rovereto Vallagarina, è stato significativo, circostanziato e non smentito. Anzi: il Mart di Rovereto non "tira" più, non riesce più ad essere l'elemento trainante del turismo culturale della città della Quercia e in Vallagarina (Qui articolo).
L'avvento di Vittorio Sgarbi alla presidenza del museo roveretano, dopo i difficilissimi - gioco forza - anni del Covid, il 2020 e il 2021, che avevano comportato lunghe chiusure forzate, si era visto eccome, soprattutto nell'ottimo 2023 quando i visitatori furono 139.598, un dato che rappresenta il secondo miglior risultato dalla nascita del museo roveretano (aperto nel 2002), dopo l'exploit di tre anni fa, quando i visitatori superarono addirittura quota 150mila, arrivando a 152.238.
Il 2023 l'anno della rinascita? Nemmeno per sogno, perché nel 2024 si è assistito ad un "crollo" con un totale di 107.944 visitatori (quindi quasi 32mila in meno), come certificato dai dettagliatissimi report che il Mart pubblica in un'apposita sezione del proprio sito.
Nel 2025 la situazione è migliorata? Per scoprirlo abbiamo dovuto spulciare annuario on line realizzato da Ispat, il Servizio di statistica della Provincia di Trento perché, sette mesi dopo la fine dell'anno, del report 2025 sul sito non vi è traccia. E anche la richiesta avanzata da Il Dolomiti, di poter avere i numeri relativi allo scorso anno (e magari, come dato indicativo, anche quelli riferiti al primo semestre del 2026), non è stata soddisfatta.
Scavando però nei meandri dei tantissimi dati elaborati da Ispat, i numeri si trovano. La Tavola VII 11 (Capitolo 7: Cultura e tempo libero) riporta il numero di visitatori dei musei finanziati dalla Provincia suddividendoli per tipologia di biglietto: nel 2025 il Mart è stato visitato da 104.085 persone (quindi quasi 4mila in meno rispetto al 2024), 45.278 dei quali hanno usufruito di ingresso gratuito, per una percentuale che si attesta al 43,5%.
Insomma, poco meno della metà dei visitatori non deve pagare il biglietto. Un dato, questo, in linea con quello del 2024, quando i tagliandi gratuiti sono stati 45.994, pari al 44%.
Ma i problemi non sono finiti e non sono solamente di carattere "numerico", anche se un ulteriore calo delle presenze in quella che è la principale attrazione del secondo centro abitato del Trentino (e, nelle intenzioni, dovrebbe esserlo anche di tutta la Provincia, a fianco di Muse e Castello del Buoncosiglio), ha ovvie ricadute sulle attività cittadine, come certificato non solamente dal presidente Fontanari ma anche da tanti altri - la quasi totalità - esercenti roveretani.
C'è un problema anche di carattere gestionale, visto che il Consiglio d'Amministrazione è "spaccato", a tal punto che - nei giorni scorsi - ci sarebbe stato addirittura un intervento diretto del Governatore Fugatti, collegato in video call, che ha provato a riportare la "pace" tra i vertici della struttura.
La nuova direttrice del Mart Micol Forti, nominata dalla Giunta Provinciale e in carica dal primo dicembre 2025, ha presentato il piano museale per il 2027. Il Cda, del quale fa parte ovviamente anche il presidente Vittorio Sgarbi, che del museo è anche legale rappresentante, ha respinto la proposta all'unanimità.
E, anche di fronte alla richiesta del presidente della Provincia, sarebbe arrivato un ulteriore diniego. Il motivo? Pare che la programmazione non sia stata considerata valida da un punto di vista artistico, non sufficiente a rilanciare un'eccellenza che ha bisogno, eccome se ne ha bisogno, di fare qualità, brand e, ovviamente, anche "numeri".
Il feeling tra la neo direttrice e gli altri vertici non è mai sbocciato ed ora i rapporti sono praticamente ai "minimi termini". Il Mart ha bisogno di rialzare velocemente la testa perché, a parte l'exploit del 2023, i numeri sono decisamente inferiori - e preoccupanti - rispetto a quelli "pre pandemia".
Qualche esempio? Nel 2012 i visitatori furono 118.972 con solo il 19,27% di biglietti gratuiti, nel 2013 vi fu il "boom" con 152.238 visitatori e 80.58% - dato record - di paganti. Nel 2014 le presenze si attestarono a 115.778 (28,52% di non paganti), che scesero a 113.192 nel 2015 (37,11% di ticket gratuiti), risalirono a 120.008 nel 2026 (36,12% di biglietti gratis), prima di un crollo evidente nel 2017, quando i visitatori furono 107.913 (38,87% di biglietti gratis).
Nel 2018 si scese ulteriormente a 103.791 ingressi (il 50,97%, tra l'altro, a titolo gratuito) e nel 2019 - il primo anno "completo" della prima giunta Fugatti - si precipitò a 92.360 visitatori con ben il 60,81% di ingressi gratis.
I due anni condizionati dalla pandemia, 2020 e 2021, non possono essere presi in esame visto che il museo subì ovvie chiusure (50.214 visitatori nel 2020 e 83.259 nel 2021), per poi arrivare al recente passato con una leggera ripresa, rispetto ai dati pre Covid, nel 2022 (102.839), prima dell'exploit del 2023 e degli ultimi due anni contraddistinti prima da un crollo e poi da un ulteriore calo.
Il Mart, insomma, è sempre meno attrattivo e necessita di rilancio immediato, ma nella "stanza dei bottoni" vi è tutto tranne che armonia. I presupposti non sono buoni, cambierà qualcosa? Qualcuno auspica che Vittorio Sgarbi possa riprendere in mano la situazione e tornare ad essere "incisivo" e "decisivo" come qualche anno fa, ma non è detto ciò possa accadere. Nel frattempo, i "rumors" raccontano anche di rapporti deteriorati con alcune realtà lagarine, che in passato avevano collaborato con il museo.
E, allora, cosa succederà? Tutto il Trentino, Rovereto in testa, attende risposte. Immediate.













