"Il Mart non tira più, è finito l'effetto Sgarbi. Anche gli altri luoghi di cultura a Rovereto non sono trainanti. Luglio è stato desolante". Fontanari (Confcommercio) lancia l'allarme
"Mancano i flussi, è inutile girarci troppo attorno, nonostante la città sia a due chilometri dall'Autostrada del Brennero, uno dei "corridoi" d'Europa e il lago di Garda disti appena una ventina di chilometri. Quanti turisti tedeschi, faccio un esempio, dal Benaco si spostano a Verona per una visita in giornata all'Arena e alla casa di Romeo e Giulietta? Tanti. Quanti decidono di trascorrere una giornata a Rovereto e visitare una mostra al Mart? Nessuno. Servono i dati: quanti sono i visitatori paganti?"

ROVERETO. "Luglio col bene che ti voglio" cantava Riccardo Del Turco.
"Ma dove? Forse "una volta"" pensano in coro i commercianti roveretani perché, quello appena terminato, è stato un mese dove "non si è battuto chiodo".
Al di là delle citazioni e delle battute (ma non c'è niente da ridere), c'è grandissima, enorme preoccupazione a Rovereto: le presenze sono al minimo, i turisti non ci sono e se ci sono non consumano e nessuno dei "luoghi da visitare" della città della Quercia, il secondo centro abitato del Trentino, una città di 40mila abitanti, riesce ad essere minimamente "trainante".
Nemmeno il Mart, che rappresenta certamente un'eccellenza trentina e italiana, ma che sta dimostrando di essere molto poco attrattivo.
"La situazione è incredibile, ma con un'accezione negativa - esordisce Marco Fontanari, presidente di Confcommercio Rovereto e Vallagarina e vice presidente provinciale -. Per essere ancora più chiari la definirei scoraggiante, demoralizzante, preoccupante. Io ho aperto il mio ristorante, il Tema, 17 anni fa e non ho difficoltà ad affermare che il mese di luglio è stato uno dei peggiori in assoluto da quando abbiamo iniziato l'attività. Il Mart non "tira", non riesce ad essere quell'elemento trainante che dovrebbe portare un grande indotto a Rovereto, così come tutti gli altri luoghi di cultura della città. C'è poco da fare: il nostro turismo è e deve essere legato alla cultura, i luoghi da visitare non mancano, ma manchiamo completamente di attrattività. Mancano i flussi, non ci sono, è inutile girarci troppo attorno, nonostante la città sia a due chilometri dall'Autostrada del Brennero, uno dei "corridoi" d'Europa e il lago di Garda disti appena una ventina di chilometri. Quanti turisti tedeschi, faccio un esempio, durante la permanenza sul Benaco si spostano a Verona per una visita in giornata all'Arena e alla casa di Romeo e Giulietta? Tantissimi: partono al mattino, trascorrono la giornata nella città scaligera e la sera tornano sul Garda. Quanti di questi decidono di trascorrere una giornata a Rovereto e visitare una mostra al Mart? Nessuno".
I numeri, sono proprio così impietosi? Il Mart, veramente, ha perso tutto il proprio appeal?
"I dati non li conosciamo ma li vorremmo vedere - prosegue - a patto che vengano forniti quelli relativi ai visitatori paganti, cioè coloro i quali portano indotto. In tale conteggio non possono rientrare le scuole: è certamente estremamente importante e positivo che i nostri ragazzi frequentino il Mart e possano ammirare mostre e collezioni, ma dal punto di vista economico non vi è ovviamente "ritorno". Lo stato di salute di un luogo di cultura si misura dal prestigioso dell'offerta, senza dubbio, ma anche dalla risposta di chi, appositamente, si reca in quel posto. Il mio ristorante è situato a poche decine di metri dal Mart e vi posso assicurare che i turisti e i visitatori non ci sono. Più di una volta, in giorni e orari in cui la presenza dovrebbe essere massiccia, mi sono recato personalmente nella piazza del nostro bellissimo museo per toccare "con mano" la situazione e mi sono sempre trovato davanti a spettacoli "desolanti". Sono tornato con tristezza e nostalgia rispetto a quelli che erano i "bei" tempi perché, va detto, l'effetto "Sgarbi" si era visto e la spinta c'era stata".
Il problema non sembra essere legato solamente al Mart.
"Io non so se il problema sia per l'offerta, per la comunicazione o se vi siano altre cause - aggiunge il numero della Confcommercio lagarina -, ma la ricaduta sul territorio è pari a zero. Il Mart è l'esempio più lampante, ma non è che la situazione riferita agli altri luoghi di cultura della città sia diversa. Faccio un altro esempio: Fortunato Depero è un artista di livello mondiale, tutt'oggi in grande ascesa, ma il museo Depero non "tira". Ci sono strutture meravigliose, il Mart su tutte, che tra l'altro ha costi di gestione molto elevati, ma non si riescono a generare flussi. Al di là della preoccupazione, io sono per il confronto costruttivo e, allora, è il momento di sedersi attorno ad un tavolo e pensare ad un piano di rilancio per la città di Rovereto. Così, ed è il pensiero di tutta la categoria, è dura andare avanti. Aspettare non è più possibile. Più visitatori significa più indotti per le attività economiche, con inevitabili ricadute positive anche sul mondo del lavoro".
Luglio, insomma, è stato un vero e proprio "disastro" per i commercianti ed esercenti roveretani.
"La città ospitava i campionati europei Under 18 di pallacanestro - conclude Fontanari -, l'estate ci sono i turisti e, dunque, pensavamo che il Mart potesse funzionare e, invece, la settimana è stata semplicemente desolante. Non una persona in più. Rovereto deve tornare ad essere attrattiva, ha la possibilità di creare flussi, ma così non funziona. Bisogna prendere atto del problema, ammettere che così non va bene e lavorare per migliorare la situazione che, per tanti, non è più sostenibile".
Ci sono poi altri numeri che, attenzione, non possono essere presi come "verbo assoluto", ma sono comunque indicativi. Facendo una ricerca sul principale motore di ricerca mondiale - Google - è possibile risalire al numero di recensioni che gli utenti lasciano dopo le viste.
Il Muse di Trento, ad esempio, ha oltre 25mila recensioni, il Castello del Buonconsiglio supera quota 16mila, mentre quali sono i dati riguardanti le principali attrazioni culturali di Rovereto?
Secondo VisiTrentino, il portale web ufficiale del turismo della provincia autonoma di Trento, tra le "10 cose da vedere a Rovereto" al primo posto c'è il Mart, seguito dalla Casa d'Arte Futurista Fortunato Depero, il Castello di Rovereto (che ospita il Mitag - il Museo Storico Italiano della Guerra), la Campana dei Caduti e il Museo di Scienze e Archeologia.
La somma delle recensioni di tutti questi cinque luoghi non raggiunge nemmeno quella del Castello del Buonconsiglio e, ad eccezione del Mart (7.114 recensioni, quasi tutte positive, va detto), gli altri sono ben distanziati anche da Castel Beseno (5.700 recensioni) che, di fatto, è la seconda attrazione culturale dell'intera Vallagarina.
Un altro esempio? Il Castello di Avio, situato nella frazione di Sabbionara, è senza dubbio meraviglioso, ma per raggiungerlo bisogna percorrere qualche chilometro in auto dall'uscita dell'autostrada e poi i visitatori devono compiere una piccola scarpinata in salita. Ebbene, il maniero che domina la Vallagarina ha quasi 4mila recensioni e, negli anni scorsi, le presenze (quasi tutti paganti) hanno superato quota 40mila l'anno.
La questione Mart è destinata ad approdare, a brevissimo, anche in consiglio comunale con le forze d'opposizione che chiederanno all'assessora compente di esibire il numero di visitatori al Museo d'arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto diretto, dal primo dicembre 2025, da Micol Forti, nominata dalla Giunta Fugatti, chiamata ad un compito tutt'altro che semplice. E, alla luce dell'estate roveretana, adesso ancora più complicato.













