Olimpiadi, Anterselva ci ha solo rimesso? Secondo Verdi, ambientalisti e albergatori sì. "Solo tante spese, tanto traffico e pessime conseguenze per il turismo"
La denuncia di Verdi e ambientalisti: "Due mesi dopo i giochi, non resta nulla se non una sacco di spese e costi fuori controllo"

BOLZANO. Un disastro, un buco nero economico, una disgrazia ambientale.
E non si parla solo dei 310 milioni di rosso denunciati dalla fondazione Milano Cortina dei quali vi avevamo parlato QUI.
Non si parla solo dei 25 milioni di euro che il Trentino Alto Adige dovrebbe tirare fuori per metterci la sua parte fare quadrare i conti.
"La narrazione trionfalistica delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina si infrange contro la realtà dei numeri", aveva dichiarato la consigliera provinciale Lucia Coppola di Alleanza Verdi Sinistra.
“E' successo quello che ci si aspettava: la megalomania altoatesina ha preso il sopravvento”, ha poi rilanciato Michaela Schuster del gruppo d'iniziativa civica Valdaora/Rasun - Anterselva che dal primo momento si è schierata contro l'altissimo impatto ambientale e sociale delle Olimpiadi in Pusteria.
Insieme a Verdi locali e agli ambientalisti, Schuster ha lanciato l'allarme direttamente dall'impianto di Anterselva, dove l'appuntamento olimpico, conclusosi ormai due mesi fa, ha lasciato il vuoto.
Secondo la delegazione, recatasi sul posto proprio per fare il punto della situazione, il bilancio dei giochi per la provincia altoatesina è quasi drammatico, da tutti i punti vista.
“Avrebbero dovuto essere i Giochi più sostenibili della storia. C’era già tutto, non avremmo avuto bisogno di nuove infrastrutture. Eppure, la grande promessa non è stata mantenuta. Ora i Giochi sono finiti e regna un silenzio sorprendente. Nessuna parola su cosa è stato e cosa è rimasto”.
“Da una ristrutturazione da 28 milioni di euro dello stadio del biathlon si è arrivati a un investimento di 58 milioni di euro – spiega Schuster - un’opera per circoli elitari, non per lo sport popolare. Il Comune di Rasun Anterselva è già in serie difficoltà per l’obbligo giudiziario di risarcire 2,5 milioni di euro ad un’azienda svantaggiata per un errore nella gara d’appalto e nell’assegnazione dei lavori mentre resta ancora da chiarire chi sosterrà i costi per la manutenzione del nuovo stadio e del nuovo impianto di innevamento. In tempi di crisi energetica persistente, non è una cosa da poco”.
Alexander Messner, ex consigliere comunale di Rasun - Anterselva, rincara: “Ad Anterselva e dintorni ci si chiede se si sia fatto un uso irresponsabile del denaro dei contribuenti. I fondi olimpici di per sé non esistono e sono semplicemente denaro dei contribuenti”.
Ma non si parla solo di denaro speso o investito in impianti e infrastrutture: si parla anche di un ritorno economico che secondo i verdi, gli ambientalisti e anche secondo Astrid Zingerle, operatrice turistica locale, non c'è stato.
Anzi.
La Olimpiadi non sono state (turisticamente parlando) la gallina dalle uova d'oro che tutti si aspettavano e anzi, hanno fatto più danni che altro.
E non solo nella zona di Anterselva, ma in tutta la provincia.
Secondo Astrid Zingerle e secondo i numeri, l'occupazione è stata scarsa anzi controproducente: chi veniva per le Olimpiadi non si fermava a dormire, chi sarebbe voluto venire in vacanza non lo ha fatto per paura delle troppe presenze e ha scelto una destinazione altra.
E anche il grande ritorno di immagine promesso, secondo gli operatori del settore, non si è visto: “dominava ovunque il nome Milano-Cortina, ma Anterselva è rimasto praticamente invisibile. Sul posto non si sentiva l'atmosfera olimpica, le strutture avevano ancora stanze vuote”.
Insomma tutta una lunga lista di cose secondo i Verdi, gli ambientalisti e gli albergatori, potevano essere previste ed evitate.
E senza considerare le Paralimpiadi, quelle che si sono tenute e Tesero in Trentino. “Per la valle sarebbero state l’occasione ideale per prolungare la stagione, e invece si sono svolte in un altro sito”.
Anche Elide Mussner, co-portavoce dei Verdi e consigliera comunale a Badia si scaglia contro l'evento sottolineando che le Olimpiadi sono state un enorme problema anche sul fronte della mobilità: l'auto privata è stata il mezzo ampiamente più usato per raggiungere la sede di gara.
I verdi hanno depositato due interrogazioni ora in consiglio provinciale per avere lumi e risposte chiare e cconrete.
La domanda è: e adesso? Cosa Resta?
"Cosa resta degli impianti? Cosa resta delle infrastrutture costruire apposta per l'evento? Cosa resta di due ettari e mezzo di foresta disboscata per rifare un impianto che andava già bene prima?".
Si attendono risposte.












