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Trento
21 aprile | 19:58

Profondo rosso da oltre 300 milioni per le Olimpiadi: anche Trentino e Alto Adige chiamate a ripianare il deficit? "La legacy più certa è il debito"

Nell'ultimo Cda la Fondazione Milano Cortina avrebbe presentato un bilancio in rosso tra meno entrate e maggiori spese. Roberta de Zanna (Cortina Bene Comune): "Il Comune di Cortina rischia la bancarotta?". Lucia Maestri (Pd) interroga la Provincia. Lucia Coppola (Alleanza Verdi Sinistra): "La narrazione trionfalistica si infrange contro la realtà dei numeri". Pochi i commenti dalle istituzioni

TRENTO. Un rosso da 310 milioni di euro e la richiesta ai soci - compresi anche Trentino e Alto Adige - di coprire economicamente il deficit riconducibile alle Olimpiadi invernali. Questo sarebbe emerso nell'ultima riunione del Consiglio di amministrazione della Fondazione Milano-Cortina.

 

E i tempi sono anche un po' stretti perché la Fondazione è un ente di diritto privato che termina il servizi il prossimo 31 dicembre con la previsione di un pareggio di bilancio. 

 

In sintesi bisogna trovare le risorse per ripianare un bilancio che sarebbe stato affossato da circa 230 milioni di maggiori costi e da 80 milioni di minori introiti. Si punta a un sostegno da oltre 100 milioni del Cio per poi "spartirsi" il restante ammanco tra i soci e, indiscrezioni vogliono, sulla base delle gare ospitate nei vari territori coinvolti dalle Olimpiadi.

 

Il conto (fermo restando un aiuto del Cio) se le cifre dovessero essere confermate? Circa 26 milioni per la Regione Veneto e il Comune di Cortina d'Ampezzo, altrettanti per Trento e Bolzano (circa 20 milioni a carico del Trentino e 5 milioni per l'Alto Adige) e 60 milioni a carico della Lombardia.

 

I dati sarebbero emersi nella riunione del 9 aprile scorso e per ora non ci si espone troppo, anche perché è un previsionale. "E' tutto assolutamente prematuro". A dirlo a il Dolomiti è Tito Giovannini di Fondazione Milano – Cortina e responsabile del Coordinamento provinciale per le Olimpiadi e Paralimpiadi. "La questione verrà affrontata a tempo debito".

 

C'è poi la questione gestione economica della discussa pista da bob. Un'opera da oltre 100 milioni realizzata a tempo di record ma soprattutto a tutti i costi. Un impianto che già in partenza presenterebbe un deficit di qualche centinaia di migliaia di euro. Ci sarebbe una lettera d'intenti di Trentino e Alto Adige di supportare le spese, in particolare attraverso il Fondo dei Comuni confinanti. Il meccanismo andrebbe modificato da investimenti a cassa corrente, un'ipotesi che non avrebbe però incontrato il favore dei territori.

 

"E' un'ipotesi di un anno fa", invece Dario Bond, attuale assessore della Regione Veneto e presidente del Fondo dei Comuni confinanti. "Sono situazioni diverse".

 

"Altro che volano economico, le Olimpiadi invernali pare si stiano trasformando in un grosso deficit che anche il Trentino è chiamato a ripianare", commenta Lucia Maestri, consigliera provinciale del Partito Democratico del Trentino. "Nel silenzio della Provincia, del suo rappresentante nella Fondazione Milano-Cortina, del presidente del Comitato Nordic Ski Fiemme".

 

La consigliera del Pd ha depositato oggi una interrogazione per sapere se la Provincia è al corrente della situazione venutasi a creare; se ritiene di dover spiegare come ripianare il debito; a quanto ammontano le entrate per le Olimpiadi in Trentino e con quali meccanismi la Provincia intende autorizzare la spesa di oltre 20 milioni per saldare i debiti della Fondazione Milano-Cortina.

 

A intervenire anche Lucia Coppola. "La narrazione trionfalistica delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina si infrange contro la realtà dei numeri", dice la consigliera provinciale di Alleanza Verdi Sinistra. "Risorse pubbliche che si aggiungono agli ingenti investimenti già sostenuti. In Trentino, infatti, sono stati realizzati interventi rilevanti: dal trampolino di Predazzo allo stadio del fondo del Lago di Tesero, fino al villaggio olimpico e alle infrastrutture viarie. A questi si aggiunge lo stadio del ghiaccio di Miola, riaperto dopo due anni di lavori e destinato a ulteriori investimenti per quasi 30 milioni in vista delle Olimpiadi giovanili del 2028. Opere importanti, certo, ma che non possono oscurare il peso di un’eredità finanziaria tutt’altro che sostenibile. Alla base delle Olimpiadi diffuse c’era l’idea di utilizzare strutture esistenti per evitare il fenomeno del successivo abbandono".

 

La sostenibilità ambientale di queste Olimpiadi "resta una grande criticità per molteplici motivi. Basti pensare che è stato necessario produrre 1,6 milioni di metri cubi di neve artificiale (l’equivalente di 640 piscine olimpioniche riempire di neve). Si è verificato un grande dispendio di energia prendendo grandi quantità di acqua dai fiumi", continua Coppola. "Fortunatamente le nevicate hanno attutito i rischi per l’approvvigionamento locale. A fronte di un patrimonio infrastrutturale stimato in circa 3 miliardi di euro, emerge quindi un modello che scarica sui territori i rischi economici e ambientali, lasciando aperte domande fondamentali sulla gestione delle risorse. Per valutare l’impatto economico ambientale di queste Olimpiadi 'sostenibili' in realtà serviranno anni. E’ necessario un cambio di passo che ristabilisca trasparenza, responsabilità e una valutazione rigorosa dell’impatto reale dei grandi eventi sui territori. Perché il rischio è che, dietro le luci delle Olimpiadi, resti soprattutto il conto da pagare".

 

Un grande evento iniziato con un budget fissato nel 2019 a 1, 4 miliardi che sarebbe poi salito a 1,7 milioni. Non ci sono commenti ufficiali ma intanto è chiaro che sale la preoccupazione nei territori. 

 

"Non che la cosa ci possa più di tanto sorprendere, da sempre le Olimpiadi sforano di molto il budget previsto e la legacy più certa sono i debiti che lasciano ai territori coinvolti", spiega Roberta de Zanna, consigliera comunale di Cortina Bene Comune. "Non sono bastati neanche i 448 milioni extra stanziati dal governo e affidati all’ingegnere Fasiol nominato in extremis Commissario straordinario per le Paralimpiadi, figura e spesa che non erano assolutamente previste nel dossier visto che le spese per le Paralimpiadi rientravano nello stesso budget delle Olimpiadi. Questi soldi sono stati distribuiti in vari modi (per esempio 600 mila euro sono serviti per produrre la neve necessaria allo svolgimento delle competizioni paralimpiche a Cortina d’Ampezzo), di buona parte ha giovato Fondazione Mico ma il debito è rimasto".

 

Già nel 2024 i soci componenti la Fondazione, spiega de Zanna, si erano dimostrati preoccupati per il debito crescente, "preoccupazione che aveva indotto Regione Lombardia, Regione Veneto, Provincia di Bolzano, Provincia di Trento, Comune di Milano e Comune di Cortina d’Ampezzo a rivolgersi col cappello in mano al governo chiedendo l’impegno a ripianare gli eventuali debiti derivanti dalle Olimpiadi. A oggi non sappiamo se ci sia stata una risposta a questa richiesta".

 

Il Comune di Cortina d’Ampezzo "partecipa alla Fondazione Mico con una quota del 7%: significa che, se dovrà partecipare al ripianamento del debito, dovrà sborsare 21,7 milioni di euro, una cifra notevole per il bilancio comunale", aggiunge de Zanna. "Cosa dobbiamo augurarci come cittadini? Per un senso di giustizia, se veramente queste Olimpiadi porteranno tutti quei vantaggi tanto decantati dalla propaganda, se i paesi coinvolti ne trarranno veramente tutti i benefici promessi, perché mai dovrebbero pagare tutti gli italiani? E' giusto che i debiti vengano pagati da chi ha ospitato le Olimpiadi, con il grave rischio di andare in bancarotta. In ogni caso, sempre di soldi pubblici si tratta".

 

A fine mese è convocato il consiglio comunale a Cortina. "Ci aspettiamo che il sindaco faccia chiarezza non solo relativamente a questa questione economica ma anche riguardo il completamento dei lavori, il ripristino del territorio e di tutti quegli impianti (tennis, campo d’atletica e altro ancora) resi inagibili dalle installazioni olimpiche. I cittadini di Cortina d’Ampezzo sono stufi di vivere nell’incertezza e meritano risposte precise", conclude de Zanna.

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