''Mia figlia ha battuto la testa, aveva la faccia insanguinata ed era in lacrime. Nessuno si è fermato, solo un rider l'ha aiutata. Per una cornacchia però tutti si mobilitano''
Lo sfogo di Vania, madre di una 21enne che qualche giorno fa è caduta in bici all'altezza di una rotonda di Pordenone (dove in questi giorni si fa un gran parlare di una cornacchia molesta). ''Ha battuto la testa e i gomiti ed era visibilmente insanguinata, soprattutto in faccia. Sotto shock e in lacrime, ha cercato di rialzarsi. In quel momento passavano tantissime auto. Gli automobilisti rallentavano, guardavano... e poi tiravano dritto''

PORDENONE. Il volto insanguinato, i gomiti feriti, la pioggia che cadeva incessante sulla ragazza rimasta a terra e le macchine che scorrevano con le persone a bordo che la guardavano ma filavano via. Alla fine si è fermato un ragazzo straniero, un rider che nonostante stesse lavorando ha aiutato la giovane ferita a rialzarsi, le ha prestato il telefono, le ha dato dell'acqua e le ha comprato delle salviettine per pulirsi le ferite.
E' ''un episodio che fa riflettere e vergognare'' quello che racconta una mamma rispetto a quanto accaduto alla figlia venerdì. Un brutto incidente in bici, l'indifferenza totale dei passanti e la solidarietà di un altro giovane che in più stava lavorando, tutto mentre proprio in questi giorni decine di persone si stanno mobilitando, con energia e abnegazione, per salvare una cornacchia.
''Sento il dovere di raccontare quello che è successo a mia figlia in viale Grigoletti a Pordenone, sperando che possa toccare la coscienza di qualcuno - racconta Vania, la madre della 21enne vittima dell'incidente -. Sotto la pioggia, a causa dell'asfalto bagnato, mia figlia è scivolata rovinosamente in bicicletta nei presso di una rotonda. Una brutta caduta: ha battuto la testa e i gomiti ed era visibilmente insanguinata, soprattutto in faccia. Sotto shock e in lacrime, ha cercato di rialzarsi. In quel momento passavano tantissime auto. Gli automobilisti rallentavano, guardavano... e poi tiravano dritto. Nessuno si è fermato. Nessuno ha abbassato il finestrino per chiedere se stesse bene o avesse bisogno di qualcosa. L'indifferenza totale''.
Poi, finalmente, qualcuno si è fatto avanti. ''Un barlume di umanità - prosegue la donna -. Si è fermato un ragazzo che lavora per Glovo che parlava un italiano stentato. Nonostante stesse lavorando (e per loro ogni minuto conta), non ci ha pensato due volte: l'ha aiutata a rialzarsi, le ha prestato il suo telefono per chiamarmi, le ha dato la sua bottiglietta di acqua e poi è corso a comprarle delle salviettine per pulirsi le ferite insanguinate. Quando sono arrivata sul posto, gli ho proposto di offrirgli almeno una colazione per ripagarlo per quel gesto gentile. Ha rifiutato con il sorriso, dicendo che lo aveva fatto volentieri e che non voleva nessuna ricompensa''.
''Morale della favola - conclude la madre -. A Pordenone siamo tutti prontissimi a mobilitarci, a mostrare grandissima sensibilità per una cornacchia o per un albero che viene abbattuto. Ma se c'è una ragazzina a terra, sanguinante sotto la pioggia, ci voltiamo dall'altra parte. Un grazie infinito a questo ragazzo, che ha dimostrato cosa significhi davvero essere umani. Agli altri, spero che questo post faccia far loro un piccolo esame di coscienza''.












