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Trento
19 agosto | 06:00

Music Arena, che fatica. I concerti sono dietro l'angolo ma la vendita dei biglietti stenta. L'unico concerto con posti a sedere e numerati verso il sold out, un caso?

Si avvicinano, piuttosto in sordina e con i soliti problemi, i due week end di concerti alla Music Arena. Un paio di appuntamenti si muovono meglio ma la risposta del pubblico sembra anche quest'anno un po' tiepida

Music Arena, che fatica. I concerti sono dietro l'angolo ma la vendita dei biglietti stenta

TRENTO. Non sembra proprio decollare la Music Arena. Piuttosto in sordina si avvicinano infatti gli appuntamenti musicali all'area di San Vincenzo, ma anche quest'anno la corsa ai biglietti non appare sostenuta. Un solo concerto che si avvia al sold out, quello di Luca Carboni (con una "curiosità", che vedremo più avanti) e qualche spunto da quello di Emma. Non ci si sgomita, almeno fino a questo momento, per accaparrarsi il biglietto per gli altri spettacoli in cartellone. Insomma, un déjà vu. Certo, pesa la cancellazione del tour di Claudio Baglioni, ma è andata così. 

 

Non c'è ancora la svolta per la Music Arena dopo il caso dell'esautorazione del Centro servizi culturali Santa Chiara (con commissariamento per sistemare il bilancio finito in sofferenza con un disequilibrio di 2 milioni) per varare il nuovo corso, quello affidato alla Friends & Partners, per tramite della business unit Magellano Concerti (unica partecipante all'avviso di Trentino Marketing/Trentino Sviluppo).

 

A dieci giorni dal primo week end di concerti nella cornice del Trento Live Fest (venerdì 28 agosto: Gemitaiz e Venerus; sabato 29 agosto: Fulminacci e Mobrici; domenica 30 agosto: Luca Carboni e Tropico) c'è mediamente un'ampia disponibilità di biglietti. Un discorso simile si può fare per il secondo ciclo di concerti (venerdì 4 settembre: Madame e Ditonellapiaga; sabato 5 settembre: Emma e Sayf; domenica 6 settembre: Negramaro e Motta).

 

Insomma, nonostante il cambio di calendario (la kermesse è stata spostata a fine agosto e inizio settembre perché luglio era stato giudicato un mese debole per vari motivi, le vacanze dei trentini in primis) e artisti coinvolti da Magellano comunque di livello per quanto riguarda il panorama italiano (molti con un pubblico proprio e altri reduci dalle recenti edizioni di Sanremo) e varietà del genere sul palcola risposta del pubblico è tiepida. Siamo nell'ordine di qualche migliaio di biglietti già venduto. Il rilancio dell'area è lontano, in attesa di affiancare alla proposta musicale le strutture che dovrebbero ridisegnare San Vincenzo per ospitare il super mondiale di ciclismo e il nuovo stadio.

 

La premessa è che gli obiettivi prefissati saranno sulla carta raggiunti perché le richieste, abbastanza vaghe, messe nel bando da 600 mila euro circa un paio di anni fa sono facili: almeno 4 eventi musicali con pubblico pagante e almeno 7 mila spettatori. C'è l'impegno degli organizzatori e non manca quello delle strutture provinciali per allestire l'area ma ci sono anche i soliti problemi che attanagliano la Music Arena.

I prezzi in linea ma alti, la concorrenza di zone vicine più pronte, preparate e punto di riferimento per un certo tipo di offerta. Non c'è il coinvolgimento di qualche band trentina nel palinsesto o l'allestimento di iniziative di carattere culturale per stimolare il settore. La pubblicità non sembra particolarmente capillare e pervasiva. E soprattutto l'area è troppo vasta e per quanto pubblico possa attrarre rischia di esibire sì gli artisti ma anche il solito effetto desolazione. Inoltre se interessa solo un artista (magari il secondo a salire sul palco) comunque è meglio presentarsi all'apertura dei cancelli per posizionarsi nel posto migliore in quanto non ci sono posti numerati. E qui riparliamo del concerto  di Carboni, quello che si muove verso il sold out.

 

Conta molto probabilmente l'artista, ma forse anche un fattore: si tratta dell'unico concerto con posti numerati a sedere. Un elemento che potrebbe far riflettere sulla tipologia di evento più nelle corde del pubblico, quantomeno quello trentino.

 

C'è ancora tempo e forse si potrà assistere al decollo del ticketing ma i fasti del concerto di Vasco Rossi sembrano lontani. Nonostante criticità e ostacoli da superare (tanto da portare poi a definire una capienza molto più ridotta nell'ordine dei 5 mila spettatori), quell'evento è stato un unicum fino a oggi. Non solo perché il Blasco è tra i pochi cantanti italiani che può mobilitare migliaia e migliaia di fan ma anche per una serie di concomitanze e per un lavoro di un certo tipo. E' stato il primo concerto, la data zero, dopo il duro periodo Covid e poi è stata sostanzialmente un'esclusiva, senza altri eventi troppo vicini e potenzialmente concorrenziali.

 

Forse lo stadio oppure una struttura modulare e polifunzionale permetterà di arrivare a definire gli spazi, anche con una copertura, un perimetro identificabile rispetto a un prato e una combinazione di posti a sedere e in piedi, magari aiuterà a sviluppare un'offerta di concerti pure nella stagione invernale e allora la Music Arena avrà il suo rilancio. Intanto c'è l'oggi. Non sarà un flop, non sarà una débâcle ma si rischia una delusione. La Music Arena non tira come si vorrebbe.

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