Ancora niente palco e i biglietti non vanno a ruba, l'area San Vincenzo non sembra decollare e si tira fuori il nuovo stadio per non parlare di Music Arena?
A quasi una settimana dall'avvio dei concerti, il pubblico sembra mostrare una certa freddezza sulla Music Arena. Negli ultimi giorni la vendita dei biglietti è salita ma non sarebbe ancora decollata e il rischio è di un'altra estate flop

TRENTO. Il countdown è quasi finito per i concerti alla Trentino Music Arena, la vendita dei biglietti è migliorata, soprattutto in questi ultimi giorni, ma traspare ancora una certa freddezza. L'area di San Vincenzo non sembra far breccia tra i trentini e, forse anche per questo sembra prospettarsi un'accelerazione sul cambio di destinazione tra stadio, campi sportivi e ciclodromo (Qui articolo). Intanto i costi non mancano e anche le difficoltà di gestione della zona. Manca una settimana all'avvio dell'estate musicale e i lavori per posizionare il palco sono appena cominciati.
Si prospetta un'estate da flop. La media sarebbe tra i 2 e i 3 mila spettatori per concerto. Numeri che riguardano l'esibizione di più artisti per singolo appuntamento. Numeri che rischiano di perdersi in un'area vasta in un colpo d'occhio non felicissimo. Numeri che sarebbero lontani dalle aspettative.
La richiesta messa a bando, da "solo" 600 mila euro di Trentino Marketing e Trentino Sviluppo, prevede almeno 4 eventi musicali con un pubblico pagante di almeno 7 mila spettatori, coinvolgendo artisti di notorietà nazionale o internazionale.
A una settimana dal primo ciclo di concerti (si parte venerdì 27 giugno con Diodato-Lucio Corsi-Mazzariello, il week end è completato da Geolier-Ele A e Rose Villain-Coma_Cose) le vendite sembrano faticare. Non sembra andare tanto meglio per gli eventi successivi (Fabi Fibra il 3 luglio; Tananai - Eugenio in via di Gioia il 4 luglio; Alessandra Amoroso - La Rappresentante di Lista e BigMama il 5 luglio).

Si muove meglio l'appuntamento di Geolier, ma la certezza è che difficilmente ci sarà il tutto esaurito, mentre in questo 2025 l'artista ha già registrato sold out in numerose tappe e triplette di date nei palasport. Si va verso il pieno anche a settembre con il finale del tour all'Arena di Verona, una capienza, a seconda degli allestimenti, che può variare tra i 10 e i 15 mila spettatori.

Il rischio concreto è che il Trento Live Fest non risollevi le sorti dell'area di San Vincenzo che, dopo il mega concerto di Vasco Rossi, è reduce da svariate débâcle e, l'anno scorso, al disequilibrio da più di 2 milioni e il relativo commissariamento del Centro servizi culturali Santa Chiara, oltre a un nuovo inizio per la Music Arena, quello odierno targato Friends & Partners per tramite della business unit Magellano Concerti.
Un colosso sì ma nella gestione del portafoglio degli artisti, quasi tutti reduci dalle apparizioni agli ultimi Festival di Sanremo, più che nell'organizzazione di un evento in senso stretto. L'allestimento dell'area è in corso e si arriverà per tempo, anche se sembra esserci qualche ritardo (ma probabilmente è solo una percezione). Intanto recentemente si è corsi a tagliare e sistemare il prato, per 50 mila euro. In questi anni diverse le risorse investite per allestire e adeguare la zona.
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Gli artisti, italiani, in grado di richiamare migliaia e migliaia di persone non sono tantissimi: Ligabue, Pausini, Jovanotti e Vasco Rossi. A proposito del concerto del Blasco. C'è stato il beneficiato di alcuni aspetti favorevoli, cioè la prima esibizione dopo i lockdown Covid e una sostanziale "esclusiva": non si è esibito, per esempio, a Verona e quindi è diventato appetibile da diverse città. L'esclusiva costa ma è un investimento. In questo caso le line up selezionate per il Trentino possono essere viste altrove (anche nelle "immediate" vicinanze), come Geolier a settembre, appunto, all'Arena di Verona, concorrenza non da poco.
Certo, il pubblico sembra mostrarsi freddo. Perché? I biglietti non sono regalati. La concorrenza di altre location più strutturate e preparate per accogliere spettatori extra provinciali. Poi l'area non sembra attrattiva, un prato in fin dei conti, senza tribune o posti a sedere. Interessa un'esibizione e si vuole essere sotto il palco? Meglio armarsi di pazienza (e, se c'è il sole, di cappellino e magari crema) e prendere il posto con largo anticipo, magari con qualche amico che se c'è un bisogno fisiologico o un po' di sete possa provare a tenere il posto in qualche modo.
La Music Arena non sfonda e non sembra decollare per una città che necessita di spazi per concerti e proposte artistiche nel periodo invernale. In questo la soluzione potrebbe essere rappresentata proprio dallo stadio: combinazione di posti a sedere e prato, un perimetro definito e identificabile, dotato magari di copertura. Stadio che sorgerà, l'annuncio (ancora una volta) della Provincia. Intanto c'è l'oggi e un flop da evitare.












