Fugatti (ri)lancia il nuovo stadio: "Sorgerà all'area San Vincenzo". Il Comune frena: "Serve un progetto unitario, altrimenti non si raggiunge il risultato sperato"
Il presidente della Provincia parla di stadio, campi sportivi e ciclodromo all'area di San Vincenzo. Per il Comune, però, serve un piano: "Non crediamo sia opportuno ipotizzare questa o quella funzione slegata dal contesto generale, siamo convinti che occorra inserire le diverse infrastrutture sportive all’interno di una visione complessiva e organica". E il Briamasco?

TRENTO. La Provincia (ri)lancia: "Stadio all'area San Vincenzo". Il Comune non si oppone ma frena: "Serve un progetto unitario". La stagione estiva dei concerti alla Music Arena è ormai imminente, le prime note devono ancora cominciare e si guarda, più o meno, al futuro dell'area. Una proposta forse di distrazione rispetto agli eventi previsti dalla prossima settimana che non sembrano decollare.
Comunque l'ipotesi nuovo stadio all'area di San Vincenzo è stata già messa sul tavolo nei mesi scorsi. Si parla di circa 45 milioni per la struttura e il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, è tornato sulla questione per rilanciare questa idea.
"Un nuovo stadio per il Trento sorgerà nell’area di San Vincenzo - dice Fugatti - un progetto importante che guarda al futuro dello sport cittadino". Un futuro, per ora senza scadenza. La Provincia ci lavora ma per ora non ci sono ulteriori dettagli. "Gira qualche render - dice Franco Ianeselli, sindaco di Trento - ma ufficialmente al Comune non è arrivato nulla". Una partita complessa che si snoda tra una visione della zona in primis (ci torniamo) e di competenze, cioè il terreno è di proprietà di piazza Dante ma l'urbanistica (e il Prg) è in capo a palazzo Geremia.
Insomma, un accordo va trovato perché altrimenti ci si blocca quasi subito. A ogni modo gli uffici provinciali sono all'opera per definire il volto della zona. "Nella parte sud dell’area è già in fase progettuale - ancora Fugatti - un moderno centro sportivo con sei campi da calcio e spogliatoi". Spazio anche alle bici. "In fase avanzata anche la progettazione del nuovo ciclodromo - ancora il presidente della Provincia - pensato per offrire agli atleti un luogo sicuro dove allenarsi, dopo le troppe tragedie che negli ultimi anni hanno colpito giovani ciclisti sulle strade trentine". E poi si chiude di slogan e hashtag: "Un investimento nello sport, nella sicurezza e nel benessere delle nuove generazioni".
Che l'area di San Vincenzo possa essere valorizzata e che probabilmente necessiti di un volto nuovo trova d'accordo anche l'amministrazione comunale. "Ben venga l’idea di realizzare dei campi da calcio e un ciclodromo", evidenzia Ianeselli. "Anche il Comune vuole che quell’area trovi al più presto la propria vocazione e che venga messa a disposizione della cittadinanza. Però non crediamo sia opportuno ipotizzare questa o quella funzione slegata dal contesto generale, siamo convinti che occorra inserire le diverse infrastrutture sportive all’interno di una visione complessiva e organica”.
Il Comune chiede, però, coerenza di progetto e unitarietà "perché altrimenti per la mia esperienza le opere si spezzettano, non c'è un contesto preciso e non si raggiungono i risultati", prosegue il sindaco di Trento. "Non è solo una questione di opportunità perché, secondo il piano regolatore, gli interventi previsti a San Vincenzo devono necessariamente essere inseriti un un preventivo progetto unitario, che deve essere portato all’attenzione del Consiglio comunale".
Si torna alla visione. Quale vocazione per l'area di San Vincenzo? Il concerto di Vasco Rossi è andato bene, poi però solo delusioni o quasi. La Music Arena ha portato a un disequilibrio nel bilancio del Centro servizi culturali Santa Chiara, la gestione è stata tolta all'ente che è stato commissariato per risolvere la questione. E il progetto unitario ha dei vincoli ben precisi.
"Deve prevedere che nell’area siano garantiti l’equilibrio tra verde e strutture sportive, l’attenzione agli aspetti paesaggistici e all’accessibilità che, come è apparso evidente in occasione del concerto di Vasco Rossi, è oggi del tutto carente", continua Ianeselli. "L’altra condizione prioritaria riguarda la necessità che l’area sia vissuta in modo continuativo, tutti i giorni dell’anno, non solo in occasione di grandi eventi”.
Il Consiglio comunale ha già approvato un progetto unitario nel 2023 che prevedeva a sud tre campi da calcio e uno da softball e nella parte centrale lo spazio per i grandi eventi, con il palco e tre settori per il pubblico, fruibili anche come aree verdi. A nord invece era stato collocato il percorso di avviamento al ciclismo e per skiroll/roller e una fascia di campi sportivi a raso non strutturati (foot volley, volley, calcetto, basket, ginnastica all’aperto) utilizzabile all’occorrenza come per la sosta. Infine c’era il parcheggio vero e proprio che poteva essere utilizzato anche come parcheggio di attestamento.
"E' chiaro che, se questa impostazione cambia deve essere modificato anche il piano unitario. Gli esempi a cui guardare non mancano: penso per esempio al Bosco dello sport a Mestre, che prevede non solo infrastrutture, ma tanto verde, che diventa il tessuto connettivo tra le diverse funzioni sportive”, conclude Ianeselli.
Si apre poi un'altra questione. E il Briamasco? In Provincia bolle qualcosa, anche qui però senza contorni precisi ma il problema poi arriverebbe sul tavolo. In piazza Dante si ragiona ma lì la proprietà è del Comune. Un accordo diventa più che necessario.












