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Trento
13 giugno | 19:09

"La Provincia dica se crede ancora nel sistema delle scuole musicali o se ha deciso di lasciarlo scivolare verso un lento smantellamento"

I consiglieri provinciali Paola Demagri (Casa Autonomia) e Michele Malfer (Campobase) alla Provincia: "Il periodo estivo deve essere usato non come pausa ma come un tempo di riflessione e programmazione in vista del prossimo anno scolastico: il sistema delle scuole musicali va difeso. L'assessora Gerosa non può voltarsi dall'altra parte"

TRENTO. "Finita la scuola per studenti, insegnanti, dirigenti e personale: tutti hanno fatto la loro parte e tutti hanno portato a termine l'anno con responsabilità e impegno. Ora tocca all'assessora Francesca Gerosa e alla Provincia dimostrare altrettanta serietà". Queste le parole di Paola Demagri (Casa Autonomia) e Michele Malfer (Campobase). "Il periodo estivo deve essere usato non come pausa ma come un tempo di riflessione e programmazione in vista del prossimo anno scolastico".

 

La richiesta è di valorizzare di più e meglio in particolare il sistema delle scuole musicali trentine, con focus sul riconoscimento del ruolo educativo e culturale dei docenti ma anche un adeguamento delle risorse destinate alla formazione di base.

 

"Se tutti hanno fatto bene il proprio lavoro, ora è il momento che lo faccia anche chi governa. Il sistema delle scuole musicali trentine è tra le esperienze più significative e originali delle politiche culturali del Trentino. Nel corso degli anni è stato sviluppato un modello peculiare di collaborazione tra istituzione pubblica e iniziativa privata organizzata, attraverso il quale la Provincia e le scuole musicali iscritte al Registro provinciale concorrono a garantire un accesso diffuso, capillare e territorialmente equilibrato alla formazione musicale di base".

 

Si tratta, spiegano Demagri e Malfer, di un sistema che coinvolge realtà giuridicamente diverse (cooperative, associazioni culturali e istituzioni pubbliche) accomunate dalla finalità di promuovere la cultura musicale, la crescita educativa delle persone e lo sviluppo delle comunità locali.

 

"Questo modello assume particolare rilievo in un territorio caratterizzato dalla presenza di aree urbane, vallate periferiche e comunità geograficamente distanti dai principali centri culturali. La presenza delle scuole musicali è strategica perché la formazione artistica non rimane concentrata nelle città maggiori, ma raggiunge in maniera capillare l’intero territorio provinciale. C'è la garanzia di pari opportunità di accesso anche alle popolazioni residenti nelle zone più periferiche".

 

La Provincia di Trento "ha sempre riconosciuto la formazione musicale di base quale elemento di valorizzazione, aggregazione e crescita culturale e sociale delle comunità locali, promuovendone il coinvolgimento nel sistema educativo provinciale", continuano Demagri e Malfer. "Ma oggi questa attitudine sembra affievolirsi, come se la Giunta stesse progressivamente arretrando rispetto a un impegno che per decenni è stato considerato strategico. Il sistema delle scuole musicali trentine costituisce un caso pressoché unico nel panorama nazionale e genera valore collettivo in molteplici ambiti".

 

Sul piano educativo integra e rafforza, infatti, un’offerta scolastica nella quale l’insegnamento musicale occupa spazi limitati; accompagna bambini, ragazzi e adulti nello sviluppo di competenze personali e relazionali quali ascolto, disciplina, responsabilità, collaborazione e consapevolezza del proprio ruolo nella comunità.

 

Sul piano culturale diffonde competenze artistiche e sensibilità musicale; sul piano sociale favorisce inclusione, partecipazione e coesione; sul piano economico sostiene una rete articolata di lavoratori qualificati, famiglie, associazioni, bande, cori e realtà culturali.

 

"Le tredici scuole musicali iscritte al Registro provinciale raggiungono ogni anno migliaia di allievi e collaborano stabilmente con scuole dell’infanzia, istituti scolastici, bande musicali, cori, enti locali, strutture sociali e sanitarie. Se si considerano anche le collaborazioni con il sistema scolastico e con le realtà associative del territorio, il numero delle persone coinvolte supera ampiamente quello degli iscritti diretti ai corsi. Le scuole musicali sono una vera infrastruttura culturale diffusa, costruita nel tempo per l’impegno congiunto della Provincia, delle comunità locali e di centinaia di professionisti della musica e dell’educazione".

 

Non sono semplici luoghi di apprendimento, ma agenzie educative radicate nel territorio, capaci di generare inclusione, cittadinanza attiva, dialogo intergenerazionale e benessere sociale. "Sono presìdi che contrastano l’isolamento, rafforzano il senso di appartenenza e promuovono percorsi di crescita personale per allievi di ogni età. La ricerca accademica conferma che queste istituzioni contribuiscono in modo determinante alla vitalità culturale delle comunità, alimentando un patrimonio di competenze, relazioni e creatività che rappresenta una risorsa strategica per lo sviluppo del Trentino. E' proprio su questo patrimonio che oggi l’assessora Gerosa deve assumersi una responsabilità chiara".

 

Nelle scuole musicali - evidenziano i consiglieri provinciali di Casa Autonomia e di Campobase - i costi aumentano, le risorse provinciali sono ferme da anni, gli enti gestori faticano a garantire la qualità del servizio e i docenti lavorano con stipendi che non consentono prospettive di futuro.

 

"Il limitato incremento di risorse approvato dal Consiglio provinciale con l'emendamento all'assestamento di bilancio 2025-2027, cioè 325.000 euro annui per il triennio 2025-2027, non sembra aver trovato piena attuazione: per il 2025 non risultano infatti assegnazioni aggiuntive alle scuole musicali e per il 2026 sono stati finora destinati soltanto 85.000 euro. Un dato che rende ancora più urgente fare chiarezza sulle reali intenzioni della Giunta nei confronti del comparto".

 

Per questo i consiglieri provinciali Demagri e Malfer hanno depositato un’interrogazione per chiedere alla Giunta di dire "finalmente la verità: se crede ancora nel sistema delle scuole musicali o se ha deciso di lasciarlo scivolare verso un lento smantellamento".

 

Nel documento le opposizioni chiedono alla Provincia perché le risorse degli ultimi cinque anni non tengano il passo con inflazione e costo del lavoro e per quale motivo, a fronte di uno stanziamento aggiuntivo di 325.000 euro annui approvato dal Consiglio provinciale, alle scuole musicali non siano arrivate risorse aggiuntive nel 2025 e siano stati destinati soltanto 85.000 euro nel 2026. Inoltre chiedono perché non sia stata effettuata una valutazione seria sull’adeguatezza dei finanziamenti.

 

"Chiediamo perché i docenti continuano a essere trattati come un costo da comprimere e non come professionisti che sostengono un’intera infrastruttura culturale. Quali misure concrete la Giunta intenda adottare per evitare il collasso di un sistema che ha garantito qualità, equità territoriale e crescita culturale per decenni. E perché, fino a oggi, non è arrivata alcuna risposta".

 

Le scuole musicali "non chiedono privilegi. Chiedono che vengano rispettati gli impegni assunti dalla politica e che le risorse approvate dal Consiglio provinciale trovino effettiva applicazione. Non accetteremo che un’eccellenza trentina venga sacrificata per inerzia politica. Se la Giunta Gerosa ha deciso di non occuparsi delle scuole musicali, lo dica chiaramente. Noi continueremo a difendere questo sistema finché avremo voce", concludono Demagri e Malfer. 

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