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Trento
13 giugno | 20:46

"Carenze formative, carriere e istituti tecnici: riforme rimandate a settembre. Ci sia confronto reale e basta scuola come terreno di scontro politico"

Si è chiuso (quasi per tutti) l'anno scolastico e arriva il tempo dei bilanci. La segretaria della Cisl Scuola, Monica Bolognani: "In occasione dell’assestamento di bilancio saremo ancora in piazza per presentare una piattaforma di richieste e di proposte, e ci auguriamo di farlo in modo unitario, visto il percorso intrapreso"

TRENTO. Il ddl 75 sulle carenze formative dell'assessora Gerosa? "Rimandato a settembre". In compagnia dei disegni di legge sulla carriera docenti e sulla riforma degli Istituti tecnici. Tutto rimandato di un anno. "E proseguiremo i sit-in in occasione dell’assestamento di bilancio con l'obiettivo di richiamare la politica a un confronto autentico", commenta Monica Bolognani, segretaria della Cisl Scuola

 

L'ultima campanella è ormai suonata. Un anno scolastico si è chiuso. Quasi per tutti. Tempo di scrutini e di esami di maturità per gli studenti delle superiori (e quindi anche per larghissima parte del corpo docente). Ma non è ancora finita anche per i bambini e le bambine della scuola dell'infanzia, la frequenza è prevista, infatti, fino al 31 luglio con la decisione provinciale di tenere aperti gli edifici per un mese in più. 

 

Scuole ancora aperte pure per il personale Ata, le varie incombenze non sono finite: procedure amministrative di chiusura dell’anno scolastico, manutenzioni e riordino degli ambienti.

 

"E' stato un anno scolastico impegnativo per tutti", dice Bolognani. "Il Dipartimento istruzione, che ricordiamo avere un organico sottodimensionato rispetto alle esigenze del Sistema scolastico, è stato impegnato e lo è tutt’oggi nelle procedure concorsuali per la stabilizzazione dei precari: docenti della scuola a carattere statale, insegnanti della formazione professionale, amministrativi di segreteria e dirigenti scolastici".

 

Le segreterie scolastiche, "composte spesso da personale precario e sottodimensionato, sono state travolte dalle procedure di ricalcolo dei punteggi relativi alle graduatorie dei docenti di ruolo, circa 6mila, per la determinazione dei perdenti posto, in aggiunta alle procedure che già saturano il tempo lavoro previsto dal contratto collettivo di settore. Anche i docenti sono stati interessati da tutto quanto descritto: carichi di burocrazia, gestione di situazioni molto complesse all’interno delle classi e, nel frattempo, il compito di 'fare lezione' nel rispetto dei piani di studio e delle peculiarità di studenti e studentesse, anche con bisogni educativi speciali. A tutto questo si aggiungono atti politici spesso distanti dalla scuola in quanto tale, che ottengono l’effetto di generare sfiducia nell’amministrazione provinciale".

 

Carenza di personale, precariato, il tempo di compiere passi in avanti e attualizzare la macchina. Sono tanti i nodi portati sul tavolo dai sindacati. Temi ancora irrisolti (Qui articolo). Molto è sul tavolo ma poco si sblocca e spesso le parti sociali hanno evidenziato la necessità di stanziare risorse perché le riforme non possono essere portate a termine a costo zero (Qui articolo). C'è da investire. Ma soprattutto c'è da coinvolgere di più il mondo scolastico, studenti e studentesse comprese.

 

"I sindacati sono stati costantemente sul territorio per incontrare il personale scolastico e ricordare quali siano gli strumenti presenti all’interno del contratto di lavoro: esercizio dei diritti, assolvimento degli obblighi contrattuali, fruizione delle tutele e delle misure conciliative, accesso alla previdenza complementare di Laborfonds e al fondo sanitario integrativo Sanifonds".

 

I sindacati hanno chiesto "e spesso ottenuto momenti di confronto con l’amministrazione provinciale e con la parte politica rappresentata dall’assessore all’istruzione Francesca Gerosa", evidenzia Bolognani. "Tuttavia, quando la scuola diventa il terreno preferito dello scontro politico tra maggioranza e minoranza, oppure argomento di scaramucce all’interno della stessa maggioranza (come il ddl carriere tra Gerosa e Bisesti - qui articolo), diciamo basta".

 

Nel corso dell’anno scolastico sono stati organizzati alcuni sit-in per richiamare la politica e l’amministrazione provinciale al dialogo fattivo e alla costruzione di percorsi condivisi con il personale scolastico. "In occasione dell’assestamento di bilancio saremo ancora in piazza per presentare una piattaforma di richieste e di proposte, e ci auguriamo di farlo in modo unitario, visto il percorso intrapreso".

 

Le richieste per il personale scolastico? "Chiediamo una revisione dei criteri per la composizione dell’organico di tutto il personale scolastico: bisogna considerare che la complessità e i carichi di lavoro incidono fortemente sulla qualità del lavoro", continua la Cisl Scuola. "Occorre prevenire situazioni di stress lavoro-correlato e burnout. La norma sulla dematerializzazione dei documenti nella pubblica amministrazione ha portato alla sovrapposizione, nel tempo, di procedure informatizzate che interessano tutto il personale scolastico. Questo ha aumentato i carichi di lavoro burocratico anche dei docenti, i quali vivono il paradosso di essere presenti nei database dell’amministrazione provinciale, ma di dover dichiarare continuamente generalità, titoli di studio e titoli di servizio per accedere a concorsi e graduatorie".

 

Le organizzazioni sindacali chiedono di costruire un modello di sviluppo professionale che parta dalle esigenze della scuola e da quanto già presente negli istituti scolastici con la previsione di percorsi formativi e incentivi economici adeguati agli incarichi e alla loro complessità. 

 

I prossimi passaggi? "A settembre sarà nuovamente discusso il Ddl Bisesti sul 'Nuovo modello di carriera dei docenti', già ritirato due volte, insieme allo 'Sviluppo professionale' che presenterà Gerosa: due disegni di legge che si scontrano nell’arena della politica, cosa che vorremmo davvero evitare".

Rimandato a settembre anche il Ddl 75 di Gerosa, quello sulle carenze formative. "Ci auguriamo che venga ripresentato in una veste differente, con una maggiore apertura al confronto con il personale docente".

 

E ci sarà da affrontare anche la riforma degli Istituti tecnici che in Trentino slitta di un anno. "Ci auguriamo che questo tempo serva a costruire un modello provinciale che tenga conto delle peculiarità del nostro sistema scolastico e del nostro territorio, con un occhio alla salvaguardia dell’organico e della valenza formativa degli insegnamenti. Chiederemo risorse per implementare le retribuzioni e una revisione del piano triennale dei concorsi, poiché ci sono docenti che attendono l’apertura di un concorso ormai da diversi anni".

 

In questi giorni è ripreso il percorso negoziale in Apran per la revisione della parte normativa del Contratto collettivo provinciale del lavoro di tutto il comparto scuola, e possiamo dire che il confronto è interessante su alcune materie. Siamo impegnati affinché le lavoratrici e i lavoratori abbiano un contratto di lavoro dignitoso, norme dedicate alla conciliazione e una retribuzione con un potere di acquisto maggiore. Dovrebbe essere obiettivo condiviso con l’Amministrazione provinciale rendere di nuovo attrattive tutte le professioni all’interno del Sistema scolastico e formativo del Trentino", conclude Bolognani.

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