Abbandono scolastico e Neet, il progetto Cope resta al palo? Malfer (Campobase): "Basta ritardi, la burocrazia non può fermare il futuro dei giovani"
Interrogazione in consiglio provinciale di Michele Malfer (Campobase): "Abbiamo già perso due anni, occorrono risposte immediate"

TRENTO. Nuvole nere sul futuro e sul presente dei giovani trentini in condizione di fragilità.
Questo denuncia Michele Malfer, consigliere provinciale di Campobase, che nelle ultime settimane ha depositato un'interrogazione in consiglio per chiedere risposte urgenti alla giunta sullo "stato dell'arte" dell'attuazione del progetto Cope+.
Un progetto che al momento sembra essersi inceppato a causa delle lentezze amministrative: "Il precedente progetto Cope - spiega Malfer - si è concluso il 30 giugno 2024. Da allora, nonostante la giunta abbia approvato il nuovo intervento strutturale con una delibera il 17 novembre 2025, l'operatività sul campo rimane un miraggio. Quella delibera peraltro ha ignorato totalmente la parte operativa dell'intervento, nonostante si siano già svolti tre incontri del gruppo operativo. Oggi ci troviamo di fronte all'ennesimo stallo: l'Asuit dovrà ora predisporre un bando pubblico, il ché significa che i tempi si allungheranno ulteriormente. Abbiamo già perso due anni".
Nel frattempo, ricorda il consigliere di Campobase, i numeri dell'abbandono scolastico continuano a crescere e gli interventi attuali restano sporadici e non organici. "Mancano misure mirate. Non esistono oggi interventi strutturati per i ragazzi che abbandonano la scuola a 16 anni, e manca informazione. Le famiglie e i giovani non ricevono indicazioni chiare sui percorsi di recupero".
Il rischio concreto è quello di acuire problemi già presenti: "Il ritardo dell'attuazione del progetto Cope+ rischia di disperdere il patrimonio di relazioni e competenze costruito negli anni precedenti. Il valore aggiunto della scelta politica è giusto e vincente, è corretto trasformare Cope+ in un intervento più strutturale e multi-professionale coinvolgendo sanità, istruzione, agenzia del lavoro e sociale: tuttavia, non possiamo permetterci il lusso di aspettare ancora. I giovani che sono in abbandono hanno bisogno di risposte adesso, non tra altri sei mesi o un anno. La Giunta chiarisca immediatamente il cronoprogramma e definisca gli aspetti operativi ancora in sospeso".












