Via libera alle modifiche della legge sulla caccia: stambecco, oca selvatica e piccione cacciabili. La Lac: "Sfacelo". Europa Verde: "La destra prepara un massacro"
Dopo l’approvazione in Commissione al Senato degli emendamenti al disegno di legge 1552 sulla caccia arrivano le reazioni di Lac e Europa Verde. L'associazione: "Si è scelto di raschiare il fondo del barile anziché salvaguardare il patrimonio faunistico". Andrea Zanoni: "Ennesimo schiaffo alla biodiversità e ritorno alla barbarie"

ROMA. Dure prese di posizione ambientaliste e politiche e dopo il via libera di oggi, 13 maggio, in Commissione al Senato, agli emendamenti al disegno di legge 1552 sulla caccia.
La Lega Abolizione Caccia, nel suo intervento, parla di una riforma che allargherebbe in modo drastico specie, luoghi e modalità dell’attività venatoria, denunciando tra le novità l’inserimento dello stambecco e dell’oca selvatica tra le specie cacciabili e il declassamento della tutela del lupo.
Sulla stessa linea anche Andrea Zanoni di Europa Verde, che definisce il provvedimento “uno schiaffo alla biodiversità” e annuncia battaglia contro modifiche che, secondo Europa Verde, metterebbero a rischio fauna selvatica ed equilibri ambientali.
LA LEGA ABOLIZIONE CACCIA: "PRENDE FORMA IL TESTO FINALE DELLA RIFORMA VERGOGNA SULLA CACCIA"
"Col voto in commissione per sparare anche agli Stambecchi prende forma il testo finale della riforma-vergogna sulla caccia, da trasmettere all'aula", inizia la dura nota della Lac che sottolinea come nel disegno di legge n.1552, nella versione finale emendata, "è stato aggiunto alle specie cacciabili lo Stambecco e inoltre verrebbe inserita anche la rara oca selvatica, oggi protetta, mentre il lupo viene cancellato dall'elenco delle specie particolarmente protette".
Parlando dello stambecco, la Lac spiega come questo sia una "specie sinora particolarmente protetta grazie al ruolo dei Savoia, della riserva reale istituita nel 1836 e poi della nascita del Parco Nazionale del Gran Paradiso, che salvò la specie allora sull'orlo dell'estinzione per poi consentirne la ripresa numerica sull'arco alpino, che oggi conta circa 15mila individui sul versante italiano".
Poi l'associazione fa l'elenco "lunghissimo" di quelli che definisce "gli orrori della riforma sparatutto della caccia italiana, promossa da tutti i capigruppo di maggioranza in Senato".
"Questo spazia – spiega la Lac – dall'apertura della caccia nelle foreste demaniali alla presenza dei cacciatori nel demanio marittimo, alla massima mobilità regionale dei cacciatori di specie migratrici, all'apertura dell'attività venatoria nei valichi montani e sui terreni innevati".
Ad essere introdotta, continua la nota, "la caccia da natanti a remi e si autorizzano i sistemi di puntamento a conversione o amplificazione della luce residua, proibiti dalla Convenzione di Berna sulla vita selvatica ratificata dall'Italia nel 1981. Si vuole abolire anche l'attuale opzione obbligatoria in forma esclusiva che prevede di scegliere stagionalmente fra tre tipi di caccia: vagante in zona Alpi, da appostamento fisso con richiami vivi, nelle restanti altre forme".
Il senso generale delle modifiche, a detta della Lega Abolizione Caccia, è quello di "dilatare in modo esasperato giorni, modalità e luoghi di caccia, realizzando una pressione venatoria assolutamente insostenibile per i residui ecosistemi naturali ed agricoli italiani".
"Si è scelto di raschiare il fondo del barile – conclude il duro comunicato – anziché salvaguardare il patrimonio faunistico costituito dai mammiferi ed uccelli selvatici, solo per blandire il consenso di corporazioni egoiste e consumiste. Per la Lac un testo del genere non è migliorabile, ma è soltanto uno sfacelo per la natura: occorre che non venga posto in votazione nell'aula del Senato".
LA PRESA DI POSIZIONE DI EUROPA VERDE: "VERO E PROPRIO OBBROBRIO GIURIDICO E NATURALISTICO, ENNESIMO SCHIAFFO ALLA BIODIVERSITÀ"
“Siamo di fronte a un vero e proprio obbrobrio giuridico e naturalistico: l’approvazione in Commissione al Senato degli emendamenti al disegno di legge 1552 rappresenta l'ennesimo schiaffo alla biodiversità e un ritorno alla barbarie”.
Queste invece le parole di Andrea Zanoni, Coordinatore dell’Osservatorio Diritti Animali di Europa Verde, che commenta il via libera alle modifiche della legge nazionale sulla caccia su proposta dell’eurodeputata vicentina Bizzotto e altri, che puntano a inserire oca selvatica, stambecco e piccione tra le specie cacciabili, declassando contemporaneamente la protezione del lupo.
“L’inserimento dell’oca selvatica nell’elenco delle specie cacciabili è una follia. Parliamo – prosegue Zanoni – di popolazioni migratorie presenti in numeri modesti, è un affronto alle migliaia di birdwatcher che ogni anno scelgono le lagune veneziane e friulane per osservarle. Poiché sono animali abituati alla presenza umana, non sarà caccia, ma una carneficina: si mette a rischio la stabilità di una specie già colpita dalla distruzione degli habitat”.
Zanoni punta poi il dito contro la scelta di aprire la caccia allo stambecco e la gestione del lupo: “Lo stambecco è il simbolo delle nostre Alpi, un animale maestoso e spesso così fiducioso da lasciarsi avvicinare a pochi metri: sparargli sarà come sparare a dei cuccioli in un recinto. Contemporaneamente, togliere al lupo lo status di specie particolarmente protetta conferma il desiderio di questa destra di fare terra bruciata della fauna selvatica, ignorando la scienza e il buon senso”.
Il Coordinatore di Europa Verde solleva inoltre un caso di illegittimità comunitaria riguardante il piccione di città, inserito tra le specie cacciabili: “La Commissione Europea – osserva – rispondendo a una mia interrogazione, è stata chiarissima: i piccioni rientrano nella direttiva ‘Uccelli’ e sono specie protetta. Inserirli nell’elenco dei cacciabili è una violazione palese delle norme Ue. Cosa vogliono fare, dare il via libera alle doppiette in Piazza San Marco?”.
“Come Alleanza Verdi e Sinistra – conclude Zanoni – daremo battaglia ferocissima in Aula al Senato e poi alla Camera. Questa legge vuole trasformare boschi e campagne in un deserto faunistico. La destra si conferma ancora una volta nemica giurata della natura, preferendo le lobby venatorie alla tutela del nostro patrimonio ambientale”.












