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Trento
13 maggio | 17:24

La partita più breve di sempre: Marco - Sopramonte dura due minuti (di recupero) dopo la sospensione di due mesi fa. E i lagarini pareggiano con un'autorete

Il 15 marzo il direttore di gara aveva sospeso la partita al quarto dei sei minuti di recupero. Il Giudice Sportivo (oltre a tantissime squalifiche, alcune delle quali annullate dalla Corte d'Appello) aveva dato ragione alle due società e disposto che il match fosse portato al termine. Dunque sono stati disputati 120 secondi, durante i quali il Marco ha pareggiato con un'autorete: si ripartiva dal 2 a 1 in favore del Sopramonte, sceso appositamente a Marco per giocare... due minuti

MARCO. Se non è la partita di calcio più breve della storia poco ci manca.

 

Nella serata di martedì 12 maggio Marco e Sopramonte si sono ritrovate sul campo lagarino per concludere ciò che avevano iniziato e non avevano terminato il 15 marzo.

 

Il match, valevole per il girone A del campionato di Prima Categoria trentino, era stato infatti sospeso dal direttore di gara quando mancavano appena due minuti al termine dei 6' di recupero concessi.

 

Il motivo della chiusura anticipata dell'incontro? Secondo la versione dell'arbitro in campo si era scatenato un vero e proprio "Far West" in stile "tutti contro tutti": ne erano seguite una serie incredibile di squalifiche (due dirigenti del Marco e altrettanti del Sopramonte, il tecnico del Marco, cinque calciatori dei lagarini e quattro dei trentini), 350 euro di multa a ciascuna delle società e la "doppia" sconfitta a tavolino.

 

La vicenda non era finita lì, perché Marco e Sopramonte, emettendo una nota congiunta, avevano contestato in toto la versione fornita dal direttore di gara e presentato reclamo, esibendo anche un video a riprova di quanto affermavano (Qui articolo).

 

Ebbene, la Corte d'Appello, a cui si erano rivolti i due club, aveva confermato le squalifiche a dirigenti e tecnico, annullato alcuni dei provvedimenti riguardanti i calciatori (alcuni dei quali, però, nel frattempo, avevano già "scontato" le rispettive sospensioni) e annullato la doppia sconfitta a tavolino, disponendo che la partita venisse conclusa, disputando il tempo mancante.

 

Cioè i due minuti di recupero non giocati il 15 marzo. Un'assurdità "totale", ma il regolamento questo prevede, così come il fatto di mantenere le medesime condizioni al momento della sospensione: quindi dieci giocatori per ogni squadra (erano state comminate due espulsioni, una per parte), stesso posizionamento in campo e ripresa del gioco da effettuarsi con una rimessa laterale dalla posizione in cui - due mesi fa - il pallone era uscito dal campo.

 

Il Marco è arrivato al campo mezz'ora prima del calcio d'inizio, i giocatori si sono riscaldati come prima di un normale allenamento, indossando la maglia gara solamente per i due minuti richiesti (per poi una volta, finita, iniziare l'allenamento vero e proprio). I calciatori del Sopramonte, invece, hanno dovuto sobbarcarsi una trasferta settimanale, arrivando anch'essi poco prima del "calcio di ripresa" con - almeno - due ore spese tra trasferimento, riscaldamento (almeno un minimo), doccia e rientro a casa e per giocare due minuti.

 

E, incredibile ma vero, nei 120 secondi disputati, la squadra di casa, che si trovava in svantaggio, è riuscita a pareggiare. L'ha fatto grazie a quella che, di fatto, è un'autorete: conclusione sbilenca di Fiorini, una sorta di pallone buttato in area per vedere "cosa succede poi" e sfortunata deviazione di un difensore del Sopramonte che ha reso la traiettoria imprendibile per il proprio portiere.

 

Subito dopo il direttore di gara (che non era lo stesso di metà marzo) ha sancito la fine, stavolta definitiva, dell'incontro, con il Sopramonte che ha visto sfumare la possibilità di festeggiare la salvezza aritmetica in categoria: con i tre punti, infatti, la squadra del Bondone avrebbe portato a sette le lunghezze di margine sulla terzultima piazza a due sole giornate dalla fine.

 

Oltre al danno, dunque, pure la beffa. E, a rimetterci, dopo un referto arbitrale (da cui hanno avuto origine le decisioni del Giudice Sportivo in primo grado) "pesantissimo" che la Corte d'Appello ha "mitigato" in modo sostanziale, sono state - a conti fatti - solamente le due società.

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