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Trento
20 marzo | 21:41

Il match finisce in rissa: 14 squalificati. Partita persa ad entrambe le società che smentiscono: "Quanto riportato non rappresenta in alcun modo l'accaduto"

La sfida di Prima Categoria tra Marco e Sopramonte è stata sospesa dall'arbitro al 94', in pieno recupero, per una rissa generale che ha coinvolto praticamente tutti i giocatori e dirigenti. Questo dice il referto e il Giudice Sportivo ha avuto la mano pesantissima: 14 squalifica da due mesi a due giornate, partita persa a tutte e due. Ma le due società emettono una nota congiunta e promettono ricorso. E ci sarebbe anche un video

TRENTO. A leggere il comunicato ufficiale della Figc pare proprio che la partita tra Marco e Sopramonte, disputata domenica 15 marzo e valevole per il campionato di Prima Categoria trentino, sia terminata con una rissa generale.

 

O, per citare la decisione del Giudice Sportivo, di una "mass confrontation" "che coinvolgeva numerosi calciatori in campo, i calciatori delle panchine di entrambe le società e vari dirigenti".

 

Praticamente un "tutti contro tutti", in stile scazzottata in un saloon ai tempi del Far West, che ha indotto il direttore di gara a dichiarare chiusa anzitempo la contesa al 94', dunque in pieno recupero, in quanto "venendo meno le condizioni di sicurezza per la prosecuzione della gara, disponeva la sospensione definitiva dell'incontro per motivi di ordine pubblico e per la tutela della propria e altrui incolumità".

 

Ne è seguita la sconfitta a tavolino per entrambe le formazioni, un punto di penalizzazione in classifica sia per il Marco che per il Sopramonte, 350 euro di multa ad ognuna delle due società e una valanga di squalifiche a tesserati, nella fattispecie a due dirigenti del Marco ed altrettanti del Sopramonte, all'allenatore del Marco, a ben cinque calciatori della formazione lagarina e quattro di quella trentina.

 

Insomma, uno "stillicidio" e, nelle motivazioni che hanno portato a decretare la doppia sconfitta a tavolino, il Giudice Sportivo parla di calciatori "che si afferravano violentemente al collo", di dirigenti che "invece di adoperarsi al ripristino dell'ordine, partecipavano attivamente alla rissa", di "contesto di violenza diffusa" e di "tafferugli prolungati".

 

Le squalifiche vanno da due mesi a due giornate, ma a dire "no", preannunciare reclamo, pronte ad esporre anche un video dell'accaduto, sono entrambe le società che hanno emesso - evento più unico che raro nel panorama calcistico dilettantistico - un comunicato congiunto.

 

Nel quale, di fatto, a firma dei due presidenti Gasperotti e Agostini, smentiscono praticamente in toto quanto deciso dal Giudice Sportivo sulla base del referto arbitrale. 

"Le società Us Marco Asd e Us Sopramonte Asd - scrivono i due sodalizi nel comunicato stampa - intendono esprimere congiuntamente la propria posizione in merito ai provvedimenti disciplinari pubblicati a seguito della gara disputata tra le rispettive squadre. Entrambe le squadre riconoscono che, al termine dell'incontro, si è verificato un episodio di tensione originato da un gesto individuale, che ha generato un momento concitato tra alcuni tesserati, senza tuttavia degenerare in alcuna forma di rissa o situazione assimilabile. Le società ritengono, tuttavia, che quanto riportato nel comunicato ufficiale non rappresenti in alcun modo la reale dinamica dei fatti, i quali sono rimasti circoscritti e sono stati rapidamente riportati alla normalità grazie all'intervento dei presenti. Si evidenza inoltre come diversi tesserati sanzionati - tra cui giocatori, allenatori e dirigenti - non abbiano posto in essere alcun comportamento violento o offensivo, ma siano intervenuti esclusivamente con finalità di separazione e contenimento della situazione. Us Marco Asd e Us Sopramonte Asd ribadiscono con fermezza la propria condanna verso qualsiasi gesto antisportivo; al contempo esprimono forti perplessità in merito all'estensione e alla severità delle sanzioni adottate. Le società comunicano pertanto che valuteranno le opportune iniziative nelle sedi federali competenti, nel pieno rispetto degli organi di giustizia sportiva, con l'obiettivo di ottenere una corretta e completa ricostruzione dei fatti. Entrambe le società confermano infine i rapporti di reciproco rispetto e collaborazione, auspicando che episodi simili non abbiano a ripetersi".

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