Un orso sulla Vigolana: ''Probabilmente un giovane maschio che ha attraversato la valle dell’Adige''. In aprile rinvenuti tre lupi morti in Trentino
Il punto sui grandi carnivori per il mese di aprile. Tra gli episodi di predazione il surplus killing avvenuto a Comano Terme dove dei lupi hanno ucciso o ferito 58 ovini che erano in un recinto ma privo di corrente elettrica

TRENTO. Un orso avrebbe attraversato la valle dell'Adige per risalire poi il massiccio della Vigolana. La notizia è confermata dalla Provincia poiché il plantigrado, ''si tratta probabilmente di un giovane maschio in fase di dispersione'', è stato filmato ''il 20 aprile con fototrappola da un volontario del gruppo Pat-Muse per il monitoraggio dei grandi carnivori, nel territorio del comune di Folgaria''. Nel report mensile sui grandi carnivori viene anche chiarito che ''non si sono avute ulteriori segnalazioni al momento; l’animale potrebbe essersi spostato anche di molto, come essere ancora in zona''.
Per il resto nel mese di aprile sono pervenute poche segnalazioni di avvistamenti di orsi. ''Con il progressivo ritorno alla piena attività degli orsi - si legge - sono peraltro aumentati gli eventi di danno, che hanno riguardato un asino, quattro pollai, recinzioni a delimitazione di coltivi o pollai e, soprattutto, alveari perlopiù dislocati temporaneamente nei meleti per la fioritura. Degli alveari colpiti, due erano protetti da recinzione elettrificata apparentemente funzionante, altri due erano protetti ma le arnie erano collocate troppo vicine ai fili elettrificati, quindi l’orso è riuscito a capovolgerle comunque, infilando una zampa sotto la recinzione; infine ulteriori otto apiari danneggiati non erano protetti''.
Il 15 aprile sono stati rinvenuti pochi resti (cranio e poche ossa) di un giovane orso morto da molto tempo in Val Marcia nel Bleggio superiore. Per quanto riguarda i lupi diversi sono stati gli avvistamenti in tutto il territorio provinciale. Dieci gli eventi di predazione registrati a carico di bestiame da reddito; sono stati coinvolti perlopiù ovicaprini, ma anche tre asini e un pony.
Tra i vari episodi spicca il caso avvenuto a Comano Terme, di cui vi avevamo dato notizia. Qui i lupi si sono introdotti all’interno di una vasta recinzione (che era priva di elettricità e dunque totalmente inadeguata a proteggere il gregge) collocata in prossimità del bosco, uccidendo o ferendo un totale di 58 capi ospitati all’interno. ''In tali eventi - spiega la Pat - denominati surplus killing, i predatori uccidono gli animali domestici in soprannumero rispetto a quanto si verificherebbe con le prede selvatiche, a causa della scarsa capacità di difendersi e/o fuggire dei domestici, in conseguenza di millenni di selezione da parte dell’uomo in favore della mansuetudine. In tali circostanze, se il predatore riesce ad introdursi all’interno di recinzioni, le recinzioni stesse possono aggravare questo fenomeno, in quanto i domestici tendono ad addossarsi ad esse mentre tentano la fuga, facilitando ulteriormente il compito al predatore''.
Per l’orso come per il lupo, si ricorda la possibilità di avvalersi di aiuti provinciali sotto forma di recinzioni elettrificate in comodato d’uso gratuito o a finanziamento; finanziamenti possono essere concessi anche per l’acquisto di cuccioli di cani da guardiania. Sono tre i lupi rinvenuti morti nel mese di aprile 2026: un maschio adulto a San Martino di Castrozza, un maschio giovane a Vigo Lomaso, un indeterminato giovane a Contà. Gli animali sono stati consegnati all’Istituto Zooprofilattico delle Venezie per le indagini del caso.
Infine vi è lo sciacallo. Il 9 aprile è stato fototrappolato uno sciacallo dorato a Seregnano, in alta Valsugana; il 13 e il 21 aprile un ulteriore esemplare è stato fototrappolato a Presson in Val di Sole; sono inoltre stati fototrappolati più volte, da uno dei membri del gruppo volontari grandi carnivori Pat-Muse, sciacalli appartenenti al nucleo riproduttivo della Val di Fiemme, tra i quali la femmina in evidente stato di gravidanza. Il 28 aprile è stato infine segnalato e ripreso uno sciacallo dorato in difficoltà, verosimilmente a seguito di investimento stradale, sulla strada della Maza tra Nago e Bolognano d’Arco; in zona è presente un ulteriore nucleo riproduttivo.
Si ritiene che le aree colonizzate dalla specie, le nuove coppie e i nuclei riproduttivi presenti in provincia siano sottostimati, nel quadro di una rapida espansione dello sciacallo dorato in tutta l’Europa occidentale.












