''Adesso sali sulla schiena di Gesù e chiedigli: 'Aiutami a restare accanto alla mia mamma, al mio papà al mio fratellino''': addio a Lucas morto a soli 6 anni. Il ricordo dei genitori
Il funerale questo pomeriggio a Sedico è stato molto partecipato con una comunità intera che si è stretta alla famiglia De March dopo il tragico incidente di qualche giorno fa. I genitori: ''Sei nato per aiutare gli altri, per far conoscere un amore infinito a me e al tuo papà, per rendere migliore questo mondo e chi ti incontrava e ora che sei in cielo puoi aiutare altri bambini bisognosi del tuo aiuto. Grazie Lucas, amore mio grande''

SEDICO. “Non serve più che tu chieda alla mamma di chiedere a don Fabiano qualcosa di Gesù: ora tu sai com’è il volto di Cristo. E allora sono io a farti una richiesta, piccolo amico: li vedi, mamma e papà con i tuoi cari? Prova a fare una delle tue acrobazie, arrampicati sulla schiena di Gesù e sussurragli all'orecchio ‘Vedi la mia bella mamma e il mio grande papà? Il mio fratellino e i miei nonni? Gesù, so che per i bambini hai un debole: aiutami a far sì che possa stare loro accanto, e quando faranno più fatica, so che tu mi darai ancora più man forte”.
Risuona spezzata la voce di don Fabiano del Favero, parroco di Longarone, che ha celebrato il funerale del piccolo Lucas De March, morto a soli 6 anni travolto da un muletto pochi giorni fa. La cerimonia è avvenuta questo pomeriggio nella chiesa arcipretale di Sedico, gremita di persone così come la piazza antistante, perché la pioggia non ha fermato il senso di comunità. E non avrebbe potuto, in una tragedia che ha scosso l’animo di tutti nel territorio. “Siamo in tanti Lucas, oggi, per te e i tuoi cari” ha detto don Fabiano, arrivato a Sedico perché fu lui, solo sei anni fa, a battezzare il bimbo a Rivamonte, luogo di origine della mamma. Quello stesso don Fabiano che ascoltava i vocali del piccolo mentre gli porgeva domande su Gesù, con la curiosità spontanea dei bambini.
Lo si coglie questo legame, nell’abbraccio ai genitori ma anche durante la celebrazione, quando dalla sua voce traspare, quasi impercettibile, il dolore. In un’omelia che è diventata un dialogo con Lucas, la sua famiglia e con Dio, don Fabiano ha raccontato la nascita del bambino. “Lucas, piccolo amico - ha esordito - pensare a te significa vederti sulle spalle di papà Gabriele, con accanto mamma Jennifer e il fratellino Nicola. Significa salutarti a Rivamonte, dove tutti abbiamo contemplato il sorriso dei tuoi genitori e vissuto la trepidazione di quell’attesa mista a desiderio infinito di poterti accogliere tra le braccia. Ricordo quando mamma Jennifer mi ha parlato di te come un miracolo apparso nelle loro vite affaticate, e forse un po’ sfiduciate. Allora i tuoi genitori sono stati accompagnati in questa avventura straordinaria e così, anche oggi, non sono soli”.
Le molte persone presenti hanno infatti dimostrato ancora una volta, con rispetto e commozione, quanto i legami sociali rimangano fondamentali per dare forza a chi di quella comunità è parte. Lo hanno fatto anche ascoltando la mamma di Lucas leggere, con enorme dignità, la loro lettera per il figlio. “Adesso puoi chiedere al nonno bis Dino come faceva sulla moto a cambiare marcia con un solo braccio e puoi aiutare la nonna bis Margherita a spaccare la legna per tenerla al caldo anche in agosto”. E tutte quelle persone si sono riconosciute in queste parole, tutti coloro che hanno figli, nipoti, e chiamano la propria nonna “nonna bis” solo perché quei figli e nipoti finiscono per accentrare su di loro tutte le attenzioni.
“Chiunque ti abbia avuto vicino - sono state ancora le parole dei genitori - è stato inebriato dalla tua energia, la tua sete di conoscenza, la tua testardaggine e la tua impazienza, la tua voglia di fare, il tuo meraviglioso sorriso. Sei nato per aiutare gli altri, per dare il dono della natalità, per far conoscere un amore infinito a me e al tuo papà, per rendere migliore questo mondo e chi ti incontrava e ora che sei in cielo puoi aiutare altri bambini bisognosi del tuo aiuto”.
“Vogliamo insieme a te ringraziare e soprattutto scusarci - hanno ribadito - con tutti i corpi dello Stato, i professionisti sanitari, per aver fatto prevalere nelle prime ore il dolore all’educazione e al rispetto. Ringraziamo anche tutti voi, per il coraggio, la solidarietà e la vicinanza dimostrateci. E grazie Lucas, amore mio grande”.
E se il sindaco di Sedico solo ieri ha chiesto di non giudicare e non ferire dietro uno schermo (qui l’appello), quelle scuse hanno dimostrato ancora di più quanto nessuno dovrebbe giudicare il dolore di una famiglia, in qualunque circostanza sia nato. “Quando venerdì ho letto la notizia - ha concluso don Fabiano - un fremito mi ha attraversato. Ho capito e non ho saputo fare altro che andare in chiesa a Longarone, presso l'immagine della Madonna martoriata che ha accompagnato le vite spezzate del Vajont. Alla quale, tra le lacrime, ho detto semplicemente ‘tu sai’. Non serve dire altro, neanche oggi”.












