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Belluno
14 maggio | 09:16

Trasporto pubblico locale, Cisl contro l’accorpamento tra Belluno e Treviso: “No a tagli dei servizi. E gli utili siano reinvestiti nei territori”

Dopo la condanna del Pd regionale, anche Fit Cisl prende posizione contro l’ipotesi di creazione di un bacino unico per il trasporto pubblico locale tra Treviso e Belluno: il sindacato ribadisce che la priorità devono essere i residenti e chiede un confronto con i presidenti delle due Province per incentivare il reinvestimento delle risorse in nuove corse e maggiori servizi

BELLUNO. Non si placa il dibattito sul trasporto pubblico locale (tpl), con quello bellunese che rischia l’accorpamento in un bacino unico con Treviso. “È necessario un confronto con i presidenti delle Province di Belluno e Treviso, affinché possiamo contribuire alla costruzione del futuro del tpl. L’obiettivo è condividere idee e possibili soluzioni per migliorare sia il servizio sia le condizioni di lavoro del personale, guardando ai Paesi europei che stanno investendo su integrazione tariffaria e agevolazioni per giovani, studenti e anziani. Una direzione che dovrebbe diventare un obiettivo prioritario per il Veneto”.

 

L’appello arriva da Fit Cisl che, dopo la recente presa di posizione del Partito democratico regionale (qui l’articolo), interviene contro ogni ipotesi di taglio dei servizi, penalizzazioni territoriali o trasferimenti di risorse da una provincia all’altra in merito alle prospettive di riorganizzazione del tpl previste dalla riforma regionale e l’ipotesi di un bacino unico.

 

“Come organizzazione sindacale – spiega Stefano Bergamin, segretario della federazione dei trasporti Cisl – il primo pensiero va ai dipendenti di Dolomiti Bus e Mobilità di Marca, ma è evidente che un trasporto pubblico efficiente e capace di valorizzare il personale significa anche un servizio migliore alla cittadinanza. Per questo è fondamentale chiarire che qualsiasi ipotesi di riorganizzazione nelle province non dovrà tradursi in penalizzazioni territoriali e tagli ai servizi. Al contrario, è necessario favorire l’integrazione fra i vettori in un sistema intermodale coordinato, anche con piattaforme integrate per la vendita dei titoli di viaggio e dei servizi di sosta”.

 

Un punto sottolineato anche dal consigliere regionale Alessandro Del Bianco, che aveva evidenziato la necessità di rafforzare le linee urbane ed extraurbane per cittadini, studenti e lavoratori, piuttosto che depotenziarle. “Solo partendo da questo principio - aggiunge ora la Cisl - si possono sviluppare ulteriori opportunità, comprese quelle legate al turismo, senza dimenticare che il focus principale resta il servizio ai residenti”.

 

Un’apertura, semmai, è verso una maggiore sinergia tra i territori: secondo il sindacato, potrebbe infatti aumentare le possibilità di far fronte alla carenza di personale, che interessa soprattutto il Bellunese, e favorire sistemi tariffari integrati e biglietti unici tra territori, facilitando gli spostamenti tra Belluno e Treviso. “Resta però fondamentale - spiega Bergamini - mantenere un forte radicamento territoriale, con una realtà dedicata a Belluno e una a Treviso, nel rispetto delle differenze tra una provincia montana e una prevalentemente pianeggiante. Questo non esclude forme di governance più integrate, già sperimentate con risultati positivi in Lombardia, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna”.

 

Fit Cisl chiede inoltre di reinvestire le risorse economiche nei territori. Tema affrontato anche dallo stesso amministratore delegato di Dolomiti Bus nella recente intervista a Il Dolomiti, durante la quale ha spiegato come l’azienda intende implementare le tecnologie sui mezzi per rendere il servizio più adatto alle esigenze locali (qui il video).

 

Infine la sollecitazione, visti anche gli oltre 2 milioni di utile con cui Dolomiti Bus ha chiuso il bilancio 2025. “Comprendiamo che la presenza di soci privati risponde anche a logiche imprenditoriali e di mercato - conclude Bergamin - ma Comuni e Province, in quanto enti pubblici partecipanti, devono assumersi la responsabilità di reinvestire nei rispettivi territori le risorse e gli utili derivanti dai bilanci aziendali. E per noi questo deve tradursi in nuove corse, maggiori servizi, investimenti sul personale e nel miglioramento dell’offerta per i cittadini”.

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