Dalle vallate alpine alla Sicilia: storia degli artigiani Claudio e Sabrina Widmann, da 60 anni nel loro laboratorio realizzano e decorano a mano mobili in legno
Sabrina Widmann racconta la storia di 'Artigianato Trentino', l'impresa di famiglia: "Siamo rimasti gli unici sul territorio a produrre e decorare i mobili a mano con lo stile trentino, che nasce dall’incontro tra l'influenza austriaca e quella veneziana. Mio padre ha più di 80 anni ed è ancora in falegnameria, io passo le giornate in laboratorio con i pennelli in mano"

TRENTO. "Io dico sempre che questo lavoro per me è quasi un hobby, perché mi piace davvero tantissimo: passo le giornate con i pennelli in mano e non guardo gli orari, sto in laboratorio dalla mattina alla sera". L'artigiana Sabrina Widmann inizia a raccontare così a il Dolomiti il legame con il suo "Artigianato Trentino", storica attività con sede in via Inama a Coredo di Predaia, in val di Non, specializzata da quasi sessant'anni nella realizzazione di mobili in legno – dagli armadi alle cassapanche, dalle credenze alle cassettiere, fino a letti, culle e librerie – decorati a mano secondo lo stile tradizionale trentino.
La storia artigiana di famiglia inizia nel 1968 con il padre Claudio Widmann, classe 1941 e ancora oggi presente ogni giorno in laboratorio accanto alla figlia Sabrina che, dopo anni di lavoro, nel 2019 è diventata titolare dell'attività. "Papà ha sempre avuto la passione per il legno – spiega Widmann – e finite le scuole è andato a lavorare in una falegnameria a Sanzeno. Poi, pian piano, si è messo in proprio qui a Coredo dove siamo ancora oggi: all'inizio realizzava soprattutto mobili in abete e cirmolo, poi negli anni Settanta ha iniziato ad avvicinarsi al mobile decorato trentino".
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Attraverso un lungo lavoro di ricerca e approfondimento, che si mescola con vicende personali, nasce quello stile nella decorazione che ancora oggi caratterizza l’azienda di famiglia. "Mia mamma Ancilla – prosegue Widmann – era della Val di Fassa e attraverso il legame con lei mio padre ha conosciuto alcuni decoratori delle valli ladine: da lì ha iniziato a specializzarsi nelle decorazioni tradizionali, documentandosi molto anche sulla storia del mobile trentino, e da quel lavoro di ricerca è nato il 'nostro' mobile nuovo in stile trentino".
E la storia dell'impresa ripercorre quella della famiglia Widmann. "Io e mia sorella Micaela siamo letteralmente cresciute dentro il laboratorio di nostro padre, in mezzo ai colori e ai pennelli. Poi abbiamo studiato all’Istituto d'Arte di Pozza di Fassa: io pittura e lei scultura, e dopo il diploma abbiamo iniziato entrambe a lavorare nell’azienda di famiglia".
E poi le strade delle due sorelle si dividono, con Micaela che sceglie un altro percorso e Sabrina che dopo anni di lavoro in laboratorio raccoglie definitivamente il testimone dal padre: "Lavoro in azienda dal 1988 e nel 2019 ho preso ufficialmente in mano l’attività anche se papà è ancora qui tutti i giorni: ha più di ottant’anni ma è super attivo e continua a lavorare nella falegnameria".
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Lasciando per un attimo il binario della storia, chiediamo a Sabrina di entrare nel merito del proprio lavoro, sospeso tra arte e artigianato: oggi infatti "Artigianato Trentino" continua a realizzare armadi, cassapanche, credenze, cassettiere, cristalliere, letti, culle e librerie, ma anche tavoli, panche, scrittoi, pensili, scarpiere e complementi d’arredo di ogni tipo, tutti rigorosamente decorati a mano. "Ormai siamo rimasti praticamente gli unici sul territorio – spiega – a portare avanti questa tradizione in modo così strutturato: abbiamo circa 200 modelli tra cui scegliere e ogni modello può essere realizzato in diverse colorazioni".
Uno stile che affonda le proprie radici nella storia delle vallate alpine: "Lo stile trentino nasce dall’incontro tra due influenze: quella austriaca, con colori più forti e fiori grandi, e quella veneziana, fatta di tinte più delicate e decorazioni più leggere. Noi, in particolare, abbiamo preso un po' da entrambe e ne è nato questo stile caratterizzato dalle tipiche roselline".

La tradizione, racconta l'artigiana, risale addirittura al Settecento quando sul territorio inizia a diffondersi l'usanza di decorare i cassoni nuziali da regalare alle spose. "Ancora oggi – spiega – ci chiedono spesso di personalizzare i mobili con iniziali, date o decorazioni particolari: a volte realizzo armadi dipinti con le quattro stagioni oppure motivi richiesti direttamente dai clienti".
Ma facciamo un tuffo vero e proprio nel laboratorio di Sabrina Widmann. "Dietro ogni mobile c’è un lavoro completamente manuale e composto da numerosi passaggi – spiega l'artigiana – e spesso ci avvaliamo di modelli sui quali io lavoro, ma in caso di richieste specifiche papà in falegnameria prepara e modifica il mobile, che poi passa a me per le decorazioni: posso dire senza esagerare che dal momento in cui prendo in mano un pezzo a quando lo finisco lo tocco almeno tredici volte".
E dalla preparazione si passa alla verniciatura finale, tutti step che richiedono tempo, precisione e soprattutto pazienza. "Ci sono tantissimi passaggi: il fondo, la carteggiatura, il colore, le bordature, il decoro, l’anticatura, la verniciatura finale e nel laboratorio lavoro sempre contemporaneamente su tre o quattro pezzi, perché bisogna rispettare anche i tempi di asciugatura".
Grande attenzione, spiega Widmann, viene dedicata anche alla scelta dei materiali: "Uso colori all’acqua e materiali ecologici sia per i fondi sia per il decoro e la verniciatura finale, una scelta importante anche perché realizziamo molte camerette per bambini e vogliamo prodotti sicuri, naturali e senza odori forti".
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Ma quali sono i mobili decorati più richiesti al giorno d'oggi? Tra questi, spiega l'artigiana, spiccano soprattutto gli armadi di tutte le dimensioni, dal piccolo a un’anta fino ai grandi a quattro o cinque ante e, accanto ai modelli standard, l’azienda continua a realizzare anche molti lavori personalizzati.
"Se un cliente ha richieste particolari – precisa Sabrina Widmann – mio papà prepara la struttura e poi io mi occupo della decorazione su misura e realizziamo di tutto: tinelli, camere, complementi d’arredo e oggetti decorativi che possono stare sia nelle case private sia nelle strutture turistiche".
Ma c'è un “mondo” anche al di fuori del laboratorio di Coredo, e un aspetto da sottolineare è come negli anni "Artigianato Trentino" abbia portato il proprio lavoro ben oltre i confini regionali partecipando a fiere in tutta Italia e anche all’estero.

"Per diciotto anni – racconta – siamo stati presenti a Roma con manifestazioni come Moa Casa, Roma Sposa e Natale Oggi e abbiamo partecipato anche al Salone del Mobile di Milano, al Macef, a fiere a Verona, Firenze, Parma e anche all’estero, tra Monaco di Baviera e Nizza. Attualmente, ci tengo a sottolinearlo, partecipiamo da venticinque anni alla fiera Arredamont di Longarone".
Esperienze, sottolinea l'artigiana, che hanno contribuito a far conoscere il laboratorio trentino in tutta Italia: "Le fiere per noi sono state fondamentali, anche se oggi ne facciamo meno, perché ci hanno fatto conoscere ben oltre il Trentino e oggi serviamo clienti da tutta la penisola, dalla Sicilia alla Sardegna". Una crescita, sottolinea Widmann, che ha tenuto conto anche delle evoluzioni del settore e che oggi passa anche attraverso internet e i social network: "Direi che il 70-80 per cento delle vendite arriva dal sito o dai social, e ci capita infatti di lavorare spesso con persone che non abbiamo mai incontrato di persona".
Nonostante questo il rapporto umano rimane centrale: "Non abbiamo un e-commerce vero e proprio perché preferisco parlare con il cliente: voglio spiegargli come lavoriamo, mandargli fotografie del mobile mentre lo sto realizzando e fargli vedere tutte le fasi e questo ai clienti piace moltissimo perché si crea un rapporto diretto anche a distanza".
E lo stesso accade durante le consegne, che spesso vengono effettuate direttamente dalla famiglia Widmann: "Fino a Roma andiamo direttamente con il nostro furgone. Una consegna speciale? Due anni fa siamo arrivati perfino ad Alberobello per portare un mobile dentro un trullo".

"Per me questa è una parte bellissima del lavoro – conclude – perché alla fine quando arrivi dal cliente sembra quasi di conoscerlo da sempre: magari ci siamo sentiti solo per telefono o su WhatsApp, ma a crearsi è un rapporto umano vero. L’artigianato, mi permetta di dirlo, oggi ha ancora valore proprio per questo: rivolgersi ad un artigiano non è solo comprare un oggetto, ma entrare in contatto con il mondo di chi lo realizza".
Infine uno sguardo al futuro, con la speranza che la lunga storia artigiana della famiglia Widmann possa continuare ancora a lungo.
"Tra qualche anno andrò in pensione anch'io – chiosa Sabrina Widmann – ma c’è mia figlia Kristel che, anche se ha intrapreso un altro percorso, ha 25 anni e ama tantissimo questo lavoro ed è appassionata di decorazioni: chissà se ci sarà una continuazione oppure no, naturalmente la speranza è che una storia così lunga non venga interrotta".











