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Trento
11 marzo | 09:04

La riforma sulle carenze formative in stand by, Gerosa: "Nuovi momenti di ascolto". La Cisl Scuola: "Va costruito un patto educativo"

La previsione dei tempi di discussione in Aula non consentirebbe di partire con l'inizio del prossimo anno scolastico e l'assessora Francesca Gerosa ha annunciato così la sospensione del ddl carenze formative per un ulteriore approfondimento: "Nuovi confronti con docenti, dirigenti scolastici e organizzazioni sindacali: c'è attenzione al mondo della scuola". La segretaria della Cisl Scuola, Monica Bolognani: "Bene e intendiamo essere parte attiva di questa misura"

TRENTO. Il disegno di legge sulle carenze formative viene messo in stand by, l'assessora Francesca Gerosa ha scelto di ricalendarizzare i lavori consiliari per aprire una nuova fase di ascolto della dirigenza scolastica, del personale docente e delle organizzazioni sindacali.

 

"Risale al mese di novembre l’approvazione in Giunta del disegno di legge sulle carenze, al quale è seguito il percorso in V Commissione, che ha visto una serie di audizioni e il finale parere favorevole", il commento di Gerosa. "La trattazione in Aula era stata stabilita in accordo con le minoranze entro il mese di febbraio, stante l’obiettivo dell’assessorato di darne applicazione già con l’inizio dell’anno scolastico 2026/2027, una volta approvato". 

 

Una decisione che arriva anche a valle delle preoccupazioni espresse a più livelli dal mondo della scuola dai sindacati ai docenti in forma autonoma con una petizione (Qui articolo).

 

"A seguito delle dinamiche delle ultime settimane e vista la calendarizzazione dei lavori consiliari, risulta evidente che difficilmente la chiusura del ddl potrà avvenire prima del mese di aprile, con l’impossibilità quindi, se approvato, di dare applicazione da settembre, dato il lavoro collegato riguardante le linee guida da dare alle scuole e tutte le altre attività strutturali e di formazione legate alla riforma. E' quindi mia intenzione anche a seguito di una serie di confronti costruttivi con le forze politiche della coalizione di centrosinistra di fare slittare di un paio di mesi i lavori d’Aula e chiedere la ricalendarizzazione nel mese di maggio, immaginando l’avvio del nuovo impianto di recupero delle carenze per le prime classi da settembre 2027, mantenendo con settembre 2026 l’avvio della parte riguardante le capacità relazioni che prevede l’armonizzazione con il quadro normativo nazionale".

 
Durante le audizioni sono emerse alcune criticità che sono state superate da emendamenti depositati dalle minoranze delle opposizioni, quali l’inserimento della previsione di una copertura finanziaria, l’introduzione della definizione di votazione, l’abrogazione del concetto di continuità nelle attività di monitoraggio e alcune modifiche relative alle modalità di comunicazione delle carenze e degli esiti.

 

"Nonostante ritenga che questi emendamenti risolvano gran parte delle preoccupazioni che da due settimane apprendo dalla stampa, voglio valorizzare questo tempo per promuovere nuovamente una fase di ascolto della dirigenza scolastica, dei docenti e delle organizzazioni sindacali. Ho già dato indicazione di convocare la dirigenza scolastica il 16 marzo e i sindacati il 19 marzo, e di prevedere uno spazio di confronto con una rappresentanza dei docenti, per la quale sto ragionando sulle modalità, il 10 aprile", aggiunge Gerosa. "Svolgerò quindi in questo periodo un approfondimento ulteriore e aggiuntivo a quelli già ampiamente fatti, così da ritornare in aula nel mese di maggio con un quadro che a questo punto auspico possa essere più condiviso e chiaro per tutti, e nella ferma volontà però di fare chiarezza e togliere tutta l'ambiguità che si annida nelle informazioni (o disinformazioni) che stanno girando in queste settimane, solo dopo la chiusura dei termini di presentazione degli emendamenti".

 

Un time out salutato favorevolmente dalle organizzazioni sindacali. "Esprimiamo soddisfazione per questo annuncio", dice Monica Bolognani, segretaria della Cisl Scuola. "Intendiamo farci parte attiva in questo percorso al fianco dei docenti e dirigenti scolastici, ognuno nelle proprie competenze. Il Ddl va rivisto dal punto di vista pedagogico tenendo sempre in debita considerazione la Legge 5/2006 sul 'Sistema educativo di istruzione e formazione del Trentino', la quale presenta al suo interno una serie di indicazioni e attenzioni con l'obiettivo di raggiungere il successo formativo di studentesse e studenti, riconoscendo l’unicità di ognuno e favorendo l’acquisizione di competenze e conoscenze con la finalità di valorizzare le peculiarità di ciascuno".

 

La stessa Legge "ci ricorda che la valutazione ha come finalità: accompagnare, orientare e sostenere gli studenti, promuovere l'autovalutazione, monitorare i processi d'insegnamento e certificare gli esiti del percorso scolastico. Tutto questo dovrebbe favorire una progressiva responsabilizzazione dello studente verso il proprio percorso formativo del quale dev’essere protagonista e non soggetto passivo. I docenti hanno ben presenti questi aspetti, probabilmente vanno rinnovati gli strumenti e le strategie per contrastare l'insuccesso e l’abbandono scolastico e per questo va aperto il dialogo con chi si occupa nel concreto di valutazione e di personalizzazione dell’insegnamento, nonché di tutte le 'scartoffie' che accompagnano questi processi".

 

Da tempo le organizzazioni sindacali evidenziano le tante proposte da valutare e il poco spazio di confronto per apportare dei correttivi alle varie misure. Per quanto riguarda il ddl sulle carenze formative sono state molte le criticità sollevate e gli aspetti delicati portati al tavolo. Questa sospensione dovrebbe permettere di superare alcuni scogli per migliorare un sistema che richiede interventi ma con grande attenzione.

 

"Inoltre il processo di valutazione interessa anche le famiglie degli studenti, oltre agli studenti stessi, in quanto sono puntualmente informate e va costruito insieme un patto educativo che favorisca la collaborazione e non la competizione o peggio il conflitto. Dal punto di vista sindacale avevamo sollevato già in V Commissione la preoccIntupazione per il carico di lavoro che una riforma di questo tipo avrebbe causato da qui alla fine dell’anno scolastico, in quanto i docenti avrebbero dovuto preparare appunto nuovi strumenti e strategie per l’attuazione del nuovo sistema di recupero delle carenze. Accogliamo positivamente la messa in stand by  del Ddl e l’apertura del confronto. E' opportuno dedicare un momento di riflessione condivisa dalle parti che caratterizzi la costruzione di nuovi percorsi e modelli basandosi sull’analisi della realtà e delle necessità della scuola. E' necessario ascoltare i docenti, coloro i quali ogni giorno incontrano i nostri ragazze e le nostre ragazze nelle aule con le loro singolarità, complessità e aspirazioni, in classi a volte numerose che rendono difficoltosa la relazione educativa. Attendiamo di incontrare l'Assessore Gerosa per entrare finalmente nel vivo della questione", conclude Bolognani.

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