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29 aprile | 16:21

Il Friuli Venezia Giulia in campo per sostenere l'ingresso del Montenegro nell'Ue, Roberti: ''Opportunità di cooperazione tra le due sponde dell'Adriatico''

La visita dell'assessore in Montenegro avviene in un momento particolarmente significativo per tutta l'area che dal punto di vista internazionale oggi vede i Balcani occidentali rappresentare il centro di una nuova sfida per l'Europa. Un legame reso ancora più forte dal fatto che Cattaro ospita una propria minoranza italiana autoctona, oggi rappresentata dalle comunità degli italiani del Montenegro

TRIESTE. L'assessore regionale alla sicurezza e autonomie locali Pierpaolo Roberti a Cattaro, in Montenegro per sostenere la candidatura del Paese balcanico a entrare nell'Unione Europea. Una nuova sfida strategica per l'Europa su un terreno nel quale, nonostante le endemiche difficoltà della regione, l'Unione è chiamata a competere anche in termini di attrattività e possibilità future evitando, così, che cadano sotto la sfera d'influenza di esterne, Russia in primis.

 

Basti pensare che nei giorni scorsi si è tenuta a Lubiana la conferenza del gruppo diplomatico “Amici dei Balcani occidentali” e in tale circostanza l'ex presidente della repubblica di Slovenia Borut Pahor ha definito i Balcani occidentali “una sorta di buco nero di sei paesi che non fanno parte dell'Ue”, pur essendo circondati da paesi che invece la compongono. Concetto rafforzato da questa ulteriore dichiarazione: ''L'Unione dovrebbe capire che deve essere innovativa nella strategia di allargamento” verso quei paesi.

 

Ecco quindi che in una situazione di stagnazione per quanto riguarda le richieste di adesione all'Unione Europea da parte dei Balcani occidentali, presentate a momenti alterni ormai circa vent'anni fa, tutto è rimasto pressoché immobile ad eccezione dell'ingresso della Croazia nel 2013. Dal canto suo il Montenegro risulta lo Stato più “avanti” nell'avanzamento della pratica, aspetto in grado di favorire una sinergia con la regione Friuli Venezia Giulia, come evidenziato da Roberti, che ha dichiarato: “La significativa accelerazione dei negoziati per l’adesione del Montenegro all’Unione Europea, e la conseguente prospettiva di giungere al termine dell’iter entro il 2028, rappresenta un’enorme opportunità per il Friuli Venezia Giulia in termini di ampliamento e consolidamento degli ambiti di cooperazione territoriale tra le due sponde dell’Adriatico”.

 

Un legame reso ancora più forte dal fatto che Cattaro ospita una propria minoranza italiana autoctona, oggi rappresentata dalle comunità degli italiani del Montenegro. Giova inoltre ricordare, in effetti, come l'esodo, spesso quasi dimenticato, degli italiani di Cattaro precedette storicamente tutti gli altri. Pertanto, la preservazione dell'elemento italiano nell'area rappresenta secondo Roberti un valore autentico di democrazia, in linea col modello europeo: “Il sostegno alle comunità italiane nei Balcani, e in particolare alle nove sezioni attive nel Montenegro, assume – rimarca l'assessore – una duplice valenza politica e culturale, che riflette le volontà, da un lato, del Governo nazionale di accelerare il processo di integrazione europea e, dall’altro, del Governo regionale di tutelare e valorizzare un patrimonio, materiale e immateriale, che ha unito i nostri popoli nel corso della storia. Un processo che non potrà che rafforzarsi con l’ingresso del Montenegro nell’Unione Europea, che consentirà di estendere lo spettro d’azione con iniziative più ad ampio raggio sull’intero territorio nazionale e coinvolgere un maggior numero di attori istituzionali”.

 

All'incontro, tenutosi nell'ambito della XXI Assemblea annuale dell’Unione delle comunità degli italiani del Montenegro erano presenti anche l'ambasciatore d'Italia a Podgorica Andreina Marsella, il sindaco Vladimir Jokic, il presidente dell’Uzicg – l’Associazione delle comunità degli italiani del Montenegro – Aleksandar Dender e gli studenti del Liceo di Cattaro, istituzione particolarmente attiva nella promozione della lingua e della cultura italiana, oltre che il presidente dell’Università Popolare di Trieste Edvino Jerian e dal segretario generale Fabrizio Somma, che hanno affiancato Roberti quale fondamentale “ponte con la città di Cattaro sin dal 2004 – ha detto Roberti - più in generale, regista di un ricco calendario di iniziative finalizzate a mantenere viva l’identità e la cultura italiana attraverso le 54 comunità presenti in Slovenia, Croazia, Serbia e Montenegro”.

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