Bivacchi fashion per cacciatori di selfie? Non in questo caso. "Troppi incivili lasciavano rifiuti e non pulivano e abbiamo tolto tutto. Così la struttura è tornata alle sue origini"
Una scelta forte, ma assolutamente condivisibile quella operata dal Gruppo Alpini di Sabbionara, che gestisce il bivacco Vignolet, sul Monte Baldo. "Adesso all'interno vi sono il caminetto, un tavolo, le panche e tre letti a castello. Insomma, il bivacco è tornato ad essere quello di un tempo. Gli incivili sono pochi, ma ci sono". E, intanto, qualcuno ha utilizzato le assi dello steccato per accedere il fuoco. "Stiamo riparando il danno"

AVIO. Nell'epoca dei bivacchi "fashion", che richiamano ormai frotte di persone (sarebbe sbagliato chiamarli escursionisti o alpinisti, perché tra di loro ci sono anche tanti, troppi "improvvisati" o "camminatori della domenica"), che vanno a caccia di un selfie o dello scatto "sensazionale", con il solo scopo di emulare il vicino di casa o l'amico, c'è chi ha deciso di "togliere tutto" e lasciare all'interno della struttura il minimo indispensabile.
Restituendo, insomma, al bivacco la propria funzione originaria, quella di punto d'appoggio, di ristoro, di riparo d'emergenza per chi frequenta la montagna.
Gli incivili sono pochi, una minoranza (per fortuna), ma ci sono e, allora, la scelta operata dal Gruppo Alpini di Sabbionara è stata decisamente "forte".
E assolutamente giustificata, visto che, in diverse occasioni (troppe), chi ha utilizzato il bivacco Vignolet (ex Casera Vignola), la struttura situata sul versante meridionale del Monte Vignola, a quota 1.360 metri, ha lasciato lì i propri i rifiuti e non si è preso nemmeno il disturbo di lavare il piano cottura, le padelle e gli utensili dopo averli utilizzati per cucinare un pasto.
Il Gruppo Alpini della frazione del comune aviense, che proprio recentemente hanno festeggiato il 70esimo compleanno (Qui articolo), hanno allora deciso di togliere tutto quanto non sia assolutamente indispensabile: sono stati rimossi il fornello e la relativa bombola di gas, la macchinetta del caffè, le padelle e gli utensili e un armadietto. Adesso all'interno vi sono il caminetto e tre letti a castello con relativi materassini.
"Prima di tutto ci tengo a dire una cosa - esordisce Luca Cristoforetti, presidente del Gruppo Alpini Sabbionara -: la stragrande maggioranza delle persone si è sempre comportata benissimo e ha lasciato il bivacco in condizioni migliori rispetto a quando l'ha trovato. Sarebbe sbagliato fare di tutta l'erba un fascio, perché la montagna è frequentata da tantissime brave persone che hanno rispetto dell'ambiente e delle persone che vi operano. Detto questo, però, è altrettanto innegabile che i maleducati e gli incivili ci sono. E, infatti, è capitato diverse volte che i fruitori del bivacco, che è utilizzabile da tutti ed è aperto a chi ne ha bisogno, si comportassero in maniera decisamente inopportuna, lasciando i propri rifiuti sul posto e non prendendosi nemmeno la "briga" di lavare le pentole che utilizzavano. E, allora, abbiamo deciso di restituire al "Vignolet" la propria destinazione originaria: è una struttura dove ci si può riparare, si può scaldarsi, si può dormire e si può sostare per riposarsi. Adesso è scarno, ce ne rendiamo conto, ma la funzione di un bivacco è questa. E, devo dire, in tantissimi hanno approvato questa decisione".
Gli incivili, però, continuano a frequentare la montagna, compreso il bivacco situato sul Vignola: proprio domenica alcuni Alpini hanno raggiunto il Vignolet per riparare la staccionata della struttura: una parte di essa è stata infatti divelta e il legno utilizzato per accendere il fuoco nel caminetto situato all'interno del bivacco. Incredibile ma vero.
"Abbiamo iniziato la riparazione - prosegue Cristoforetti - e, quando il falegname ci consegnerà i pezzi, completeremo l'opera. E' successo proprio questo: qualcuno, per accendere il fuoco, anziché spostarsi di qualche metro, impiegare dieci minuti del proprio tempo e andare nel bosco per raccogliere i rami secchi, ha deciso che era più intelligente staccare alcuni pezzi e bruciarli. Molto più comodo così - conclude amareggiato -, con totale disprezzo della struttura, delle persone che la utilizzano e di chi la gestisce, in maniera assolutamente volontaria. E, aggiungo, senza pensare che qualcuno è già salito e dovrà salire almeno un'altra volta, impiegando il proprio tempo libero, per rimediare ad un comportamento incivile che poteva e doveva essere evitato".












