Al Cervino non basta essere una delle montagne più belle del mondo: così il "laser show" verrà riproposto per tutte le sere di agosto, ignorando gli effetti dell'inquinamento luminoso

Sembra quasi che, per riuscire ad apprezzare una tra le montagne più celebri al mondo, sia necessario trasformarla per qualche minuto nello sfondo di uno spettacolo luminoso. Per emozionarsi la notte, di fronte a una montagna, è sufficiente lasciare che gli occhi si adattino alle ombre permettendo al profilo scuro del rilievo di navigare su un mare di stelle

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
La montagna, da sola, non basta più. Nemmeno se è una tra le più alte delle Alpi; nemmeno se il suo profilo slanciato è diventato un simbolo di respiro globale, influenzando il nostro stesso modo di immaginare i rilievi; nemmeno se quella montagna si chiama Cervino.
Di conseguenza, proprio perché un Cervino "acqua e sapone"/"roccia e ghiaccio (anche se ormai poco) non sembra più sufficiente per appagare i desideri dei villeggianti, per tutte le sere di agosto, al calar del sole, verrà riproposto il laser show organizzato in occasione del 90° anniversario della Funivia Breuil-Cervinia – Plan Maison.
Insomma, sembra quasi che, per riuscire ad apprezzare una tra le montagne più celebri al mondo, sia necessario trasformarla per qualche minuto nello sfondo di uno spettacolo luminoso. Sicuramente suggestivo, ma obiettivamente non necessario perché, per emozionarsi la notte di fronte a una montagna, è sufficiente lasciare che gli occhi si adattino alle ombre permettendo al profilo scuro del rilievo di navigare su un mare di stelle.
La navigazione si interrompe tuttavia bruscamente se, quel mare baluginoso, viene costantemente annacquato dall'utilizzo di luci artificiali che, tra le altre cose, possono avere forti ripercussioni sulla fauna. Scrive la naturalista Chiara Bettega a commento dell'iniziativa:
"La notte significa per molte specie riposo, e per molte altre alimentazione, esplorazione, interazione con i propri simili e con altre specie. L'inquinamento luminoso è un problema serio per gli animali (dagli insetti fino ai mammiferi più grandi), dimostrato da un'ampia letteratura scientifica: interferisce con i loro ritmi circadiani e con lo svolgimento delle normali attività biologiche nel caso degli animali notturni. Se poi l'inquinamento luminoso è dato da fasci di luci in continuo movimento, aggiungete agli effetti anche un notevole stress".
Spesso – in ambito turistico, ma non solo – le dipendenze dal superfluo trovano slancio da un'offerta non richiesta. Si corre quindi il rischio che, il laser show, da evento connesso a un anniversario, si trasformi in un'abitudine irrinunciabile per i turisti.
Irene Borgna, in Cieli Neri, racconta come l'inquinamento luminoso sta rubando la notte ai firmamenti d'Europa: come emerge dal libro, in molti casi, a privarci del buio e delle stelle, è una progettazione distratta oppure sono proprio iniziative che eccedono dai margini del bisogno.
Di conseguenza, spegnere le luci in eccesso e, più in generale, limare il superfluo, potrebbe rivelarsi una soluzione salvifica per un'umanità bulimica, che non si rende ancora sufficientemente conto di cosa provocano le esagerazioni.












