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Itinerari | 08 agosto 2026 | 19:00

Crinali che non fanno notizia ma, dividendo due mondi, nascondono laghi, dossi erbosi e offrono grandi cieli

Sopra il viavai di Brusson, una bella salita conduce fino ai 3022 metri del Corno Bussola, per chiudere un anello lungo un'aerea cresta fino al Colle di Palasina. Un itinerario impegnativo, immerso tra le cime che separano la Val d'Ayas dalla Valle di Gressoney

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
L'itinerario
Valle d’Aosta
EE (escursionisti esperti)
1150 m
4 h
Estoul (1871 m)
Corno Bussola (3022 m)

con l'autostrada A5 si entra in Valle d'Aosta fino all'uscita di Verres, da dove si risale al Val d'Ayas fino a Brusson, deviando per Estoul

Crinali che non fanno notizia, non hanno la fama dei Quattromila appena di fronte, ma custodiscono un mondo di laghi, dossi erbosi e grandi cieli. Siamo nel settore montuoso che, sopra Brusson, separa la Val d'Ayas dalla Valle di Gressoney, una cresta di confine lunga diversi chilometri, punteggiata da cime che sfiorano o superano i tremila metri – il Corno Vitello, il Corno Bussola, la Punta Palasina, la Punta Cris – tutte generosamente rivolte, sul versante opposto, verso la mole del Monte Rosa. Da queste parti la montagna non ha l'asprezza dei giganti glaciali, è un paesaggio più dolce, fatto di conche e pascoli d'alta quota, pietraie e lunghe creste rocciose, ma non per questo meno affascinante. Il punto di partenza per esplorare quest'area è Estoul, una piccola frazione di Brusson adagiata a poco più di 1800 metri ai piedi di questo settore che fa da spartiacque naturale, e insieme da confine storico e culturale, tra due valli che per secoli hanno guardato la stessa montagna, solo da prospettive diverse.
Non è un caso che tanti toponimi di queste montagne raccontino di incontri e di scontri. Il primo dei laghi che si incrociano salendo si chiama Lago della Battaglia, e la tradizione locale lo lega proprio a un'antica contesa per i diritti di pascolo tra le comunità di Ayas e di Gressoney, separate da questo crinale, ma da sempre costrette a condividerne le risorse d'alpeggio nei mesi estivi. Sul versante opposto della cresta, appena al di là dello spartiacque, la Valle di Gressoney è terra di colonizzazione Walser fin dal XIII secolo, e su entrambi i versanti i sentieri che oggi percorriamo per salire sulle montagne erano tracciati dei pastori per spostare le mandrie, e dei valligiani per scambiare merci e notizie, a volte mogli e mariti.


La croce di vetta sul Corno Bussola (3022 m). © Franco56

Dai laghi alla vetta

Per salire ai 3022 metri del Corno Bussola, che grazie alla sua posizione e alla quota consente una vista davvero incredibile, e non solo sul Rosa, servono buone gambe, certo, ma soprattutto serve esperienza e dimestichezza con il terreno roccioso ed esposto, sia durante la salita, con un breve tratto attrezzato sul finale, sia volendo compiere l'anello per la lunga cresta orientale. Partendo dal piazzale di Estoul, però, nella prima parte è un'escursione davvero facile e adatta a tutti. Si inizia con una larga sterrata, impossibile sbagliare, che sale con pendenza regolare verso il rifugio Arp, all'interno di un rado bosco di larici, o costeggiandolo sulla traccia più ripida in ambiente più aperto. È il piccolo comprensorio sciistico di Estoul, che si attraversa verso nord, per poi volgere subito a nordest. Superato un primo bivio – da trascurare, sulla destra, la deviazione per il Lago Literan – si prosegue tenendosi sulla traccia più bassa, che risale il fianco sinistro idrografico della valle, con qualche scorcio già aperto sulle cime che chiudono l'orizzonte verso l'alta Valle d'Aosta. Poco prima del rifugio, oltrepassato il torrente su un ponticello, si tiene la sinistra (il segnavia è il n° 3B/5) per imboccare un sentiero tra i prati che risale decisamente verso gli alpeggi soprastanti (si può anche seguire – più lungamente – la sterrata). Il terreno si fa più ripido, tra erba e rododendri, e oltre una valletta verso ovest si raggiunge la conca del Lago della Battaglia, a 2487 metri di quota, una specchio d'acqua incorniciato dai pascoli d'alta quota che nelle giornate terse restituisce, capovolti, i profili delle montagne circostanti. Da qui, ignorata la deviazione per il Colle di Palasina – che sarà la via di rientro –, si prosegue in leggera salita toccando prima il piccolo Lago Pocia (2518 m) e poi il più esteso e suggestivo Lago Lungo (2632 m), le cui acque assumono una tonalità verde scura, quasi cupa, per la profondità e per il fondale di detriti scuri. Superato il lago sulla sinistra, il sentiero si porta ai piedi di un marcato crestone che scende verso nordest. L'ambiente si fa più severo, di pietrame e magra vegetazione d'alta quota, e un ultimo traverso su un pendio detritico conduce al panoramico intaglio del Colle Bussola (2824 m). Dal passo la salita punta decisamente a nord, incontrando quasi subito un breve salto roccioso, il primo tratto attrezzato della giornata, superabile con l'aiuto di un cavo e di alcuni gradini. Oltre questo passaggio, che richiede attenzione e abitudine all'esposizione, ma non oppone difficoltà per chi ha un minimo di dimestichezza con il terreno alpino, si piega a destra e si affronta l'ultimo tratto, ripido ma breve, che porta alla croce di vetta del Corno Bussola. Il panorama qui è tra i più ampi di questo settore delle Alpi: il Monte Rosa, con Lyskamm, Dufour e Zumstein, domina l'orizzonte a nord, il Cervino svetta più a ovest, e nelle giornate limpide lo sguardo spazia fino al Gran Paradiso, all'Emilius, al Rutor e alle vette del Monte Bianco.


La cima del Corno Bussola vista dalla cresta orientale, lungo la variante di discesa. © Pampuco

Cavalcando la cresta

Per la discesa, suggeriamo di non ripercorre la via di salita, se non per un breve tratto: si ridiscende infatti per una cinquantina di metri di dislivello lungo il sentiero fino a incrociare un secondo tracciato, il sentiero n° 3D, che si stacca verso sinistra (est) e sale direttamente sulla cresta. È il tratto più lungo e affascinante dell'intero anello: un susseguirsi di saliscendi, sempre rigorosamente sul filo del crinale, in un continuo cambio di prospettiva lungo questa sottile linea di roccia ed erba. Il percorso, mai banale, alterna tratti erbosi a brevi risalti rocciosi, fino a un secondo passaggio attrezzato con cavo e gradini metallici, gemello di quello incontrato in salita, che permette di superare un altro breve salto di roccia, mantenendo sempre un'esposizione moderata e mai realmente pericolosa in condizioni normali, pur richiedendo passo sicuro e assenza di vertigini. Superato questo secondo tratto, una ripida rampa erbosa conduce infine al Colle di Palasina (2668 m), ampio intaglio da cui la vista abbraccia contemporaneamente i laghi e il fondovalle di Estoul. Da qui si può scegliere se scendere direttamente verso il rifugio Arp, ripercorrendo un tratto di mulattiera più dolce tra gli alpeggi, oppure calare più direttamente verso il Lago della Battaglia, ricongiungendosi in breve con il sentiero di salita. Non resta che seguire il percorso fatto in precedenza, tornare verso il basso, dopo una lunga escursione che richiede gambe allenate per il dislivello complessivo, attenzione ed esperienza in alcuni brevi tratti, ma che regala in cambio uno dei più begli anelli di cresta di tutta questa porzione della Val d'Ayas, sospeso tra due valli, due culture e, per chi sa leggerli, due modi diversi di raccontare la stessa montagna.

 

IL PERCORSO
Regione: Valle d'Aosta
Partenza: Estoul (1871 m)
Arrivo: Corno Bussola (3022 m)
Accesso: con l'autostrada A5 si entra in Valle d'Aosta fino all'uscita di Verres, da dove si risale al Val d'Ayas fino a Brusson, deviando per Estoul
Dislivello: 1150 m
Durata: 4 h
Difficoltà: EE (escursionisti esperti)

 

Immagine di apertura: i laghi Lungo (in primo piano), Pocia e della Battaglia visti dal Corno Bussola. © Visit Monterosa

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