Con l’arrivo dell’autunno e il calo delle temperature, per i rifugi d’alta quota si presenta il momento più delicato dell’anno: la chiusura. Al rifugio Semenza, che si trova poco sotto le creste dell'Alpago, a 2020 metri di altitudine, in provincia di Belluno, questo passaggio ha il volto e le mani di Nadia Benetti, rifugista originaria di Recoaro Terme che, da otto anni, gestisce il rifugio con passione, senza nascondere le difficoltà che questo lavoro porta con sé.
La chiusura di un rifugio è un momento operativo e rituale insieme: è un lavoro lungo e meticoloso, fatto di gesti precisi e scelte che seguono il ritmo della montagna. Si smontano le grondaie, si svuotano le cisterne d’acqua, si proteggono i vetri con pannelli d’acciaio, si riparano panche e tavoli dal freddo. Tutto deve essere pronto per resistere ai mesi di neve e vento, quando il Semenza scompare sotto metri di bianco. È un’operazione che richiede forza, tempo e collaborazione: un impegno condiviso con gli amici che ogni anno salgono a dare una mano.
"Per me quello della chiusura è sempre un momento malinconico", racconta la rifugista. "Sai che non avrai più questo tuo mondo fantastico, qui. Però a fine stagione la fatica si sente".
"Non c’è niente di facile, quassù", continua. "È difficile chiudere così come aprire, ma anche le cose più semplici sono difficoltose. La maggior parte delle persone che arriva qui, però, si accontenta e capisce che è difficile tirare fuori un pasto caldo. Questo ti dà una grande soddisfazione”.
Per Nadia, però, la chiusura non è solo fatica. Ottobre diventa il tempo della solitudine, delle notti senza rumore, della consapevolezza che il rifugio è più di un luogo di lavoro. "Il Semenza è il posto in cui mi sento in pace", racconta. "È rimasto, e volevo che rimanesse, un rifugio in cui puoi trovare ospitalità e accoglienza e capire che si può fare a meno di molte cose. C’è quello che c’è. Basta guardarsi intorno e sei nell’immensità di questa montagna grandiosa".
Nel quinto episodio della video rubrica di In alto, un rifugio, Nadia Benetti ci accompagna nel dietro le quinte della chiusura di fine stagione del Semenza: un momento poco conosciuto da chi vive la montagna solo d’estate, ma che rivela tutta la cura, la dedizione e l’amore che tengono in vita i rifugi.


