Le mostre al Festival de L'Altramontagna: la "Giovane transumanza" e "il lavoro in montagna" del fotografo Daniele Mosna, la flora sul monte Baldo e l'acqua nei rifugi con la Sat

Sono quattro i percorsi espositivi a palazzo Baisi durante il Festival de L'Altramontagna "Il Fiore del Baldo". Prevista anche la proiezione del docufilm "Piante al limite - Come i cambiamenti climatici ridefiniscono i confini della vita vegetale" della Fondazione Museo Civico di Rovereto. Il territorio protagonista della mostra con alcune aziende, alcune delle quali presenti al punto gastronomico con i prodotti locali

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Il Festival L'AltraMontagna "Il Fiore del Baldo" significa anche arte e mostre (Qui programma completo). La splendida cornice di Palazzo Baisi a Brentonico (TN) ospita, infatti, quattro percorsi espositivi e la proiezione di un docufilm.
Protagonista con Giovane transumanza e Una montagna di lavoro, l'agricoltura nelle terre alte è Daniele Mosna, il quale si appassiona alla fotografia da bambino seguendo le orme del papà Remo, impegnato a documentare le gare di ciclismo, atletica e sci. Figlio d'arte, Mosna inizia a lavorare come fotografo professionista nel 2004 con il Corriere Trentino e collabora con alcune testate locali - il Dolomiti nel periodo di apertura del quotidiano e l'Adige - per seguire le maggiori manifestazioni istituzionali, sportive e culturali in Trentino Alto Adige e con diverse aziende per il turismo del Trentino.
La mostra Giovane transumanza segue quattro pastori, Michael, Manuel, Alex e Andrea, lungo antiche ma invisibili strade battute per migliaia di anni e oggi percorse da questi giovani che hanno scelto la transumanza, prima come passione e, poi, come attività economica. Il racconto tocca anche delle difficoltà di questa attività, riconosciuta nel 2019 come patrimonio Unesco.
La cura dei dettagli e la passione accompagnano i visitatori poi in Una montagna di lavoro, l'agricoltura nelle terre alte. Un viaggio in alcune aziende agricole presenti sull'Altopiano di Brentonico. Due in particolare, Sondelaite e Vies Beer possono essere scoperte dal pubblico del Festival anche al punto gastronomico allestito nell'area del palco al giardino del palazzo.
Si parla poi della flora presente sul Monte Baldo con le sue caratteristiche e le sue peculiarità, studiato fin dal Cinquecento per la sua ricchezza botanica. Il Baldo ricopre appena lo 0,2% dell'arco alpino ma ospita il 40% della flora alpina e va considerato il più importante rappresentante dell’elemento endemico prealpino, fondamentale per la tutela e la conservazione ambientale ma anche ecologica dell’intera area alpina. Sono ben 3 le specie endemiche esclusive - cioè che al mondo crescono esclusivamente sul massiccio baldense (Brassica baldensis, Callianthemum kernerianum e Gypsophila papillosa).
Il viaggio con la Fondazione Museo Civico di Rovereto si completa con il docufilm Piante al limite che racconta come i cambiamenti climatici stiano ridefinendo i confini della vita vegetale.
E poi il tema dell'approvvigionamento idrico nei rifugi - di grande attualità - è centrale nella sezione espositiva che presenta Le nostre case assetate. Ai rifugi manca l'acqua con la Società alpinisti tridentini.
Le mostre aprono giovedì 4 giugno, mentre l'inaugurazione è prevista alle 10 di venerdì 5 giugno con un aperitivo organizzato dalla Pro Loco Brentonico Monte Baldo.
La sede di palazzo Baisi è inoltre la location dei talk e degli approfondimenti che scandiscono i quattro giorni di Festival prima di spostarsi a teatro e più in quota al Rifugio Fos-ce (Qui i luoghi e le informazioni per raggiungere Brentonico).

"GIOVANE TRANSUMANZA" di DANIELE MOSNA
La transumanza è una forma di allevamento itinerante che prevede spostamento stagionale degli animali (capre, pecore, vacche) tra diversi pascoli. Avviene in tutto il mondo. Da sempre. In Trentino si parla di transumanza verticale: parte dal fondo valle e sale in alpeggio durante l’estate per poi riscendere in inverno. Le tracce di questa pratica attraversano tutto l’arco alpino: parte dalla preistoria, dal graffitismo rupestre e dai ripari temporanei, passa per i diritti consuetudinari medievali e diventa una delle tante risorse delle società tradizionali della montagna di cui resistono ancora oggi determinati aspetti. Oggi la transumanza viene progressivamente reintegrata nelle nuove prospettive di ripopolamento e di reimmaginazione delle terre alte. Le antiche e invisibili strade battute dai pastori per migliaia di anni oggi sono percorse da giovani che hanno scelto la transumanza, prima come passione e poi, come attività economica. Lentamente e in controtendenza, questi allevatori si stanno adattando alla montagna cercando di abitarla e comprenderla nel fragile equilibrio ecologico che la sostiene. Un pastore non può lavorare bene e garantire il benessere degli animali in un territorio degradato. Con la transumanza non viaggiano solo animali e persone, ma anche relazioni: politiche, sociali e culturali. Relazioni spesso conflittuali che rendono la transumanza aliena e sgradita al mondo contemporaneo, proprio in queste difficoltà esistono migliaia di preziose esperienze di convivenza che cercano di ridefinire il rapporto tra l’uomo, gli animali e l’ambiente. La transumanza è un patrimonio bio-culturale riconosciuto dall’Unesco nel 2019, mai realmente dimenticato, che sta ricostruendo la sua immagine a livello sociale non più solo in ottica consumistica o turistica, ma come risorsa concreta per una rinnovata vita della montagna.

"UNA MONTAGNA DI LAVORO, L'AGRIGOLTURA NELLE TERRE ALTE" di DANIELE MOSNA
Lavorare in montagna richiede determinazione, capacità di adattamento e una profonda conoscenza del territorio. Le condizioni climatiche, la conformazione dei terreni e le difficoltà logistiche rendono ogni attività più complessa rispetto alla pianura.
Questa sfida quotidiana alimenta la passione di chi ha scelto di restare, investire e costruire il proprio futuro a Brentonico, trasformando i limiti in opportunità e custodendo un patrimonio di saperi che rischierebbe altrimenti di andare perduto.
La mostra è un itinerario tra alcuni di questi coraggiosi imprenditori che hanno scelto di eleggere il monte Baldo come risorsa di vita e di lavoro. Cinque aziende e un mulino-museo che producono non solo qualità, ma anche cultura, allineandosi alle nuove esigenze di consumo consapevole.

Hanno partecipato:
Angelo Zeni, Mulino Zeni, Località Sorne, Baldensis. Erbe aromatiche e officinali del monte Baldo, Brentonico
Giacomo Antonini e Diana Dal Savio, Azienda agricola Sondelaite – Il monte Baldo nel calice, Frazione di Crosano
Orazio Schelfi, Azienda agricola (caseificio), Località Festa
Troticoltura Tonioni, Località Sorne
Carlo Viesi, Azienda agricola Viesi Carlo - Frazione di Castione
"IL FIORE DEL BALDO. IL GIARDINO D'EUROPA" di FONDAZIONE MUSEO CIVICO DI ROVERETO
Nel paesaggio del Monte Baldo, sospeso tra il Lago di Garda e le vette sopra i 2000 metri, la natura custodisce una straordinaria ricchezza botanica. Questa piccola mostra fotografica nasce dal desiderio di raccontare, attraverso le immagini, la delicatezza e la varietà dei suoi fiori più rappresentativi.
Il percorso si sviluppa in tre sezioni. La prima è dedicata alle orchidee spontanee, forme eleganti e sorprendenti che popolano prati e boschi con colori e geometrie raffinate. La seconda raccoglie le specie endemiche, piante rare che vivono solo in territori limitati e che testimoniano l’unicità ecologica del Baldo. L’ultima sezione è dedicata alle specie "baldensis", il cui stesso nome richiama il profondo legame tra il "botanico monte" e lo studio della flora negli ultimi 500 anni.
Ogni fotografia vuole essere non solo uno sguardo estetico, ma anche un invito all’osservazione e alla tutela di un patrimonio naturale prezioso, fragile e irripetibile.
"PIANTE AL LIMITE - COME I CAMBIAMENTI CLIMATICI RIDEFINISCONO I CONFINI DELLA VITA VEGETALE" (ITALIA /2025 / 17') di FONDAZIONE MUSEO CIVICO DI ROVERETO
Un documentario che ci porta in vetta, dove gli effetti del riscaldamento globale sono più evidenti che altrove: i ghiacciai ritirano, gli ecosistemi cambiano, le piante cercano nuove strategie di adattamento.
Tra rischi di estinzione e possibilità di sopravvivenza, il film ci mostra una natura che lotta per resistere.
"LE NOSTRE CASE ASSETATE. AI RIFUGI MANCA L'ACQUA" di SOCIETA' ALPINISTI TRIDENTINI
Questa mostra indaga la storia di alcuni rifugi di proprietà della Società degli Alpinisti Tridentini attraverso un lungo lasso temporale – dal 1881 a oggi – con particolare attenzione all’evoluzione del loro approvvigionamento idrico che, nel corso di quasi un secolo e mezzo, è radicalmente cambiato.
Un guanto di sfida ci viene lanciato oggi dal drastico mutamento climatico che, unito al recente aumento del numero di frequentatori di strutture alpine in alta quota, ed alla contestuale diminuzione della portata delle sorgenti che per decenni ne avevano garantito la sopravvivenza, ha reso manifesta la necessità di cambiamento.
Un sfida che la Sat ha deciso di accettare, raccogliendo quel guanto. L’iniziativa intende fornire al lettore, per ogni pannello, informazioni sulle modalità di approvvigionamento d’acqua. Poiché ogni rifugio è dotato di un medesimo impianto di "potabilizzazione" interno all’edificio che tramite un sistema di filtri (come il noto a sabbie) ed un debatterizzatore (disinfezione tramite raggi ultravioletti) mantiene standard igienici conformi per gli usi alimentari, la mostra si concentrerà sulle difficoltà a cui, con il passare degli anni, si è fatto fronte per reperire quell’acqua all’esterno e per condurla al rifugio.
Dati i fabbisogni medi di ogni struttura, dai 2.000-3.000 ai 13.000- 15.000 litri giornalieri, trattasi forse dell’apparato più importante.
È stato possibile organizzare il Festival grazie al prezioso supporto di Comune di Brentonico, Trentino Marketing, Azienda per il turismo Rovereto, Vallagarina, Monte Baldo, Comunità della Vallagarina, Fondazione Museo Civico, Parco naturale Locale del Monte Baldo, Coro Soldanella, la Parrocchia di Brentonico, Sat, Muse, Corpo nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico, Vigili del fuoco volontari di Brentonico, Pro Loco Brentonico Monte Baldo, Parco Naturale Adamello Brenta, Ordine dei Farmacisti del Trentino, Società Botanica Italiana, Società Italiana di Scienza della Vegetazione, Associazione Nazionale Musei Scientifici, Premio Itas, People e Gruppo Dolomiti Energia.
La manifestazione ha inoltre ottenuto la certificazione "Eco Eventi del Trentino", rilasciato dall'Agenzia Provinciale per la Protezione dell'Ambiente della Provincia di Trento (Qui informazioni sul marchio Eco-Eventi Trentino).
Il Festival L'Altramontagna "Il Fiore del Baldo" si impegna quindi a ridurre l'impatto ambientale, così come a sensibilizzare gli ospiti, il pubblico e la comunità verso uno stile di vita più sostenibile in modo concreto.













