Contenuto sponsorizzato
Cultura | 31 maggio 2026 | 18:00

"Avevo voglia di suonare con i miei coetanei, ma dovevo fare almeno 50 chilometri per la scuola di musica più vicina". Il documentario sulla storia del mandolinista Francesco Mammola

"Non voglio che i ragazzi di oggi abbiano gli stesssi problemi che avevo io", dice il Maestro abruzzese, che suona in tutto il mondo e ha portato la sua musica anche al Palazzo del Quirinale: la sua esperienza rappresenta un esempio significativo di "restanza", con la scelta di vivere e investire nel proprio territorio, dove ha fondato l'Accademia Musicale dell'Alto Sangro, offrendo opportunità formative e artistiche alle giovani generazioni

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

"Non voglio che i ragazzi di oggi abbiano gli stesssi problemi che avevo io, che avevo voglia di suonare con i miei coetanei ma dovevo fare almeno cinquanta chilometri per la scuola di musica più vicina" dice Francesco Mammola, oggi musicista mandolinista di rilievo internazionale, protagonista del documentario "Energie in movimento – Le note della Terra", con la regia di Beatrice Corti.

Mammola è nato a Pescocostanzo (AQ), un paese dell'Appennino abruzzese a quasi 1.400 metri sul livello del mare, e lì ha deciso di vivere: la sua esperienza rappresenta un esempio significativo di "restanza", con la scelta di vivere e investire nel proprio territorio, dove ha fondato l’Accademia Musicale dell’Alto Sangro, offrendo opportunità formative e artistiche alle giovani generazioni. La narrazione del documentario intreccia storie di giovani, famiglie, artigiani e tradizioni locali e memorie, ed è capace di restituire uno spaccato vivo del territorio e di mostrare come la cultura, insieme ad altre pratiche sociali, possa generare inclusione, partecipazione e nuove traiettorie di sviluppo, rafforzando il senso di comunità.

"Le note della Terra" va anche ad esplorare l’impatto sociale e ambientale dell’arte e della musica nei territori montani, mettendo in luce come possano diventare leve concrete di rigenerazione, capaci di contrastare marginalità e spopolamento e di restituire prospettive. "L'Accademia ha le porte aperte per offrire uno spazio di condivisione, di arte e di musica a tutte le persone che vogliano provare uno strumento o diventare musicisti" dice Mammola.

 

Il documentario è stato presentato al pubblico il 16 maggio a Gagliano Aterno (AQ), nell’ambito della settimana del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2026, organizzato da ASviS (Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile), durante l’evento "Energie in Movimento – Arte e cultura, motori di rigenerazione territoriale", promosso e patrocinato dai Comuni di Gagliano Aterno e di Pescocostanzo, dalla Provincia dell’Aquila, dall’Ufficio Speciale per la Ricostruzione dei Comuni del Cratere (USRC) e da ASviS stessa.

Il Maestro Francesco Mammola in concerto sul Lago della Montagna Spaccata nei pressi di Alfadena (AQ)

L’iniziativa è frutto del percorso avviato dal progetto documentaristico "Energie in Movimento", prodotto da Terzo Tempo Film, e ha contribuito a mettere in relazione i territori della Valle Subequana e dell’Alto Sangro, dando vita a un progetto di ricerca-azione per esplorare il ruolo dell’arte e della cultura come infrastrutture sociali capaci di generare coesione, opportunità formative e sviluppo sostenibile nelle aree interne.

 

Dopo la proiezione del documentario, a Gagliano Aterno c'è stato anche un concerto che ha visto impegnati il Maestro Mammola -che suona in tutto il mondo e ha portato la sua musica anche al Palazzo del Quirinale, di fronte a Sergio Mattarella- insieme al Maestro Alfonso Brandi, con la partecipazione delle allieve e degli allievi dell’Accademia Musicale dell’Alto Sangro: "Continuiamo a seminare musica" spiega Mammola in uno dei passaggi del documentario, nel quale scorrono immagini di lui ragazzo mentre suona il mandolino con gli anziani del paese, uomini che mandavano la musica a memoria, che probabilmente non l'avrebbero mai trascritta se non ci fosse stato lui, paziente, ad imparare da loro. "Se non avessi preso io questo testimone - dice Mammola - magari tanta musica sarebbe andata via, perdura". "Le note della Terra" aiuta a capire anche questo: identità e tradizione non guardano solo al passato, ma sono parole che possono essere declinate al futuro.

Contenuto sponsorizzato