Lo sci estivo sullo Stelvio pronto a partire per la prima volta in decenni senza il suo direttore, Umberto Capitani: "Sensazione strana non essere lassù"
Dopo 26 anni alla direzione della società impianti, Umberto Capitani ha compiuto un passo indietro: "Mi dedico al residence a Bormio al nuovo nipotino". Gli ultimi anni sono stati caratterizzati dalla sospensione temporanea tra scarse precipitazioni invernali e temperature elevate in quota: "Ma il problema maggiore è la strada"

PASSO DELLE STELVIO. "E' una sensazione un po' strana". Questo il commento di Umberto Capitani. Il periodo dello sci estivo è alle porte ma per la prima volta da decenni l'ex direttore non è in plancia di comando della stazione. "E' insolito non essere in quota a preparare le piste e programmare la stagione".
La data di apertura dei tornelli è quella di sabato 30 maggio ma il mese scorso si è chiusa un'epoca sullo Stelvio, Capitani ha annunciato di aver concluso l'esperienza sullo Stelvio. Un capitolo lungo ben 26 anni da direttore di stazione mentre "ho cominciato a esercitare l'attività di maestro di sci nel 1987, una montagna che conosco e che frequento con passione da 40 anni. E' veramente una situazione particolare ma è stata una scelta personale. Mio fratello ha acquistato le quote di maggioranza della società e ho deciso di compiere un passo indietro per evitare fraintendimenti e perché trovo corretto che possa prendere le decisioni che ritiene più opportune per la stazione".
Un cambiamento certo, "ma ho avuto la fortuna di avere un nipotino, il quinto, e mi concentro sulla stagione estiva del nostro residence a Bormio". Per il resto lo Stelvio "resta sempre nel cuore di chi lo vive e dà delle soddisfazioni uniche". Un legame che non si spezzerà mai.
Una montagna che si è modificata, lo Stelvio è rimasta l'unica stazione in Italia a consentire di sciare d'estate sul ghiacciaio. Resiste. Nel 2007 ha alzato bandiera bianca la Marmolada, poi l'anno successivo il Presena. Una storia durata di più ma nel 2013 ci si è arresi anche in Val Senales.
Il valico più alto d'Europa e storica palestra dei campioni dello sci italiano ha conosciuto però momenti recenti particolarmente complessi. Inoltre la pratica estiva negli ultimi 20 anni è diventata sempre più di nicchia. Nelle ultime stagioni non sono mancate le sospensioni dell'apertura della stazione per ragioni di sicurezza tra temperature elevatissime e un ghiacciaio sempre più stremato dai cambiamenti dettati dalla crisi climatica. Nonostante il posizionamento dei teli, strumento che serve più a preservare le piste che il ghiacciaio in senso stretto (Qui approfondimento).
"Sicuramente abbiamo affrontato tante criticità e diverse sfide, ma ritengo che il problema non sia tanto l'eccessivo caldo dell'estate, quanto le scarse precipitazioni che hanno attanagliato l'intero arco alpino negli ultimi inverni. Non ci siamo mai arresi e abbiamo garantito il massimo impegno. E' normale che siano delle difficoltà durante una stagione, in particolare a 3.200 metri perché le variabili sono superiori che altrove".
Si è continuato a investire e finalmente dovrebbero entrare in funzione anche le due nuove sciovie Geister fornite dalla ditta Graffer. Il cambiamento climatico, infatti, non è il nodo maggiore per l'ex direttore di Sifas.
"Rispetto a tutte le altre destinazioni ci sono pochi margini di manovra. Lo Stelvio è vincolato a una strada e ancora adesso l'estate è l'unica stagione per far vivere la montagna, così come per far lavorare la società, gli alberghi e la filiera, l'indotto in generale. Ci sono date indicative ma non si è mai a conoscenza delle aperture e delle chiusure perché ogni anno è diverso, dipende dalle precipitazioni e da altre situazioni. Ma avviare il motore della macchina di una stazione è complesso, serve più di un mese di lavoro per preparare l'area e non ci sono mai grandi certezze sulla programmazione", conclude Capitani.













