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Trento
20 agosto | 06:00

Per la prima volta sulle Alpi non si scia d'estate, il glaciologo: "Si sono arresi un po' tutti e il cambiamento climatico rende questa attività sempre più anacronistica"

Poche precipitazioni e temperature elevate: niente sci estivo sulle Alpi. Il glaciologo, ricercatore e componente del comitato scientifico de L’Altramontagna, Giovanni Baccolo: "Un'attività sempre più anacronistica, lontana dalle nuove condizioni dell’alta montagna. La chiusura di tutti gli impianti fotografa la sofferenza dei ghiacciai. E quanto accade allo sci estivo dovrebbe essere un campanello d’allarme per l'inverno"

Per la prima volta sulle Alpi non si scia d'estate, il glaciologo

TRENTO. "Si sono arresi un po' tutti. Il simbolo dell'evoluzione di una situazione estremamente complessa". Queste le parole di Giovanni Baccolo, glaciologo, ricercatore e componente del comitato scientifico de L’Altramontagna. E' la prima volta che sulle Alpi non si può praticare lo sci estivo in nessuna località perché le condizioni sono proibitive a causa del contesto meteoclimatico. "Il clima è cambiato e così lo stato dei ghiacciai, questo rende lo sci estivo un'attività sempre più anacronistica, lontana dalle nuove condizioni dell’alta montagna. La chiusura di tutti gli impianti fotografa la sofferenza dei ghiacciai".

 

A inizio agosto hanno alzato bandiera bianca gli impianti del Plateau Rosa, ai piedi del Cervino con le impressionanti immagini pubblicate dalla campionessa olimpica Federica Brignone e la colonna sonora del film Titanic (Qui articolo), mentre a Ferragosto è toccato alle piste dello Stelvio (Qui articolo), tracciate sul ghiacciaio del Livrio. Zero termico a quote elevate, precipitazioni liquide e una fase estremamente prolungata di caldo sopra la media hanno portato le stazioni sciistiche a sospendere le attività in attesa di tempi migliori. In questo momento è troppo difficile rispettare gli standard di sicurezza e di qualità per gli operatori. Le seggiovie girano per portare in quota gli escursionisti ma non più per sciare.

 

"Il trend è ormai evidente. Questa estate è arrivata dopo una stagione di accumulo già in partenza abbastanza fiacca e fin da maggio le temperature sono schizzate in alto, producendo forti tassi di fusione. Anche le porzioni più alte dei ghiacciai, dove era possibile esercitare lo sci alpino estivo, sono pelate, mostrano ghiaccio vivo invece della neve”, dice Baccolo. "Non si esclude che magari nei prossimi anni arriveranno estati un poco più favorevoli, o meglio, meno negative, ma sul lungo periodo il trend è tracciato. I prossimi anni saranno caratterizzati da difficoltà sempre crescenti nella gestione di questa pratica ormai poco in equilibrio con il nuovo clima alpino".

 

In queste ultime stagioni sono state registrate sospensioni e riprese a causa delle temperature elevate, tuttavia questa è la prima volta che tutte le stazioni per lo sci alpino si sono arrese agli effetti del cambiamento climatico. Un punto simbolico che racconta di quanto rapidamente le cose stiano mutando in alta quota.

 

"I ghiacciai alpini arretrano a velocità davvero impressionanti. Stando così le cose è naturale interrogarsi sul futuro dello sci estivo", aggiunge Baccolo. "Anche perché mantenere sciabili i pochi ghiacciai ancora utilizzati in tal senso è sempre più difficile e costoso. Non conosco in dettaglio i bilanci delle società che gestiscono gli impianti, ma posso immaginare che tra i maggiori sforzi da profondere e la riduzione della stagione buona, i margini di profitto diventino sempre più risicati”.

 

Qui si parla di sci estivo ma le riflessioni possono essere allargate anche alla stagione invernale, che però può contare sull'innevamento programmato. 

 

"Quanto accade allo sci estivo dovrebbe essere un campanello d’allarme per lo sci invernale. La quota neve si sposta sempre più in alto e la durata del manto nevoso si riduce. Il tutto si traduce nel progressivo aumento dei prezzi che tutti conosciamo". E c'è da considerare il contesto. Sciare tra versanti bianchi è innevati è sicuramente un’attività suggestiva e affascinante, possiamo dire lo stesso per piste che sempre più spesso si snodano come bianchi serpenti tra boschi e pascoli e marroni, bruciati dal freddo e privi della più piccola copertura nevosa?

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