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Trento
02 agosto | 11:14

"Alpi sempre più calde e zero termico oltre i 5 mila metri, i ghiacciai si sciolgono sempre più in fretta: Marmolada, Adamello e Monte Bianco casi simbolo della fragilità in quota"

Parte con un flashmob sull'Adamello l'anteprima della campagna Carovana dei ghiacciai 2026 di Legambiente: "Le Alpi si stanno riscaldando il doppio rispetto alle medie globali e le comunità montane devono essere aiutate e sostenute: chiediamo al Governo di stanziare risorse economiche necessarie per attuare il piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici insieme a politiche locali forti e incisive. Serve anche una governance europea per i ghiacciai, beni comuni da tutelare e proteggere"

Alpi sempre più calde e zero termico oltre i 5 mila metri, i ghiacciai si sciolgono sempre più in fretta

 TRENTO. “Alpi sempre più calde e fragili, temperature elevate e i ghiacciai fondono a ritmi preoccupanti: Adamello, Marmolada e Monte Bianco sono i casi simbolo della fragilità in quota”. A dirlo è Carovana dei Ghiacciai di Legambiente che sull'Adamello a 3000 metri di altitudine ha organizzato un flash mob durante il quale ha presentato la prima piattaforma nata in Italia per i ghiacciai, le terre emergenti e il futuro delle montagne.

 

Ad essere messe nero su bianco sono state alcune evidenze: un'estate “da bollino rosso” anche per le Alpi e lo scioglimento continuo dei ghiacciai favorito da temperature elevate, zero termico oltre i 4800 metri, ridotto innevamento residuo e siccità primaverile, “tutti figli della crisi climatica”.

 

Sull’intero arco alpino, spiega Legambiente, “aumentano le anomalie termiche generalmente comprese tra +2°C e +4 °C rispetto alla media climatica 1991-2020, così come i periodi di siccità e la precocità del caldo estremo, quest’ultimo già evidente dalla seconda metà di maggio”. Emerge poi un'altra evidenza: “Lo zero termico in quota dalla seconda metà di giugno si è mantenuto frequente tra 4.800 e oltre 5 mila metri, favorendo una fusione precoce della neve e condizioni critiche per i ghiacciai alpini e più in generale le vette”.

 

Tra quelle più in sofferenza, viene specificato, ci sono il Monte Bianco (il Tetto d’Europa), la Marmolada (la Regina delle Dolomiti) e l’Adamello (il ghiacciaio più grande delle Alpi Italiane) che sono sotto costante osservazione.

 

“Serve un’assunzione di responsabilità collettiva – scrive Legambiente – e azioni concrete a partire da una governance europea per i ghiacciai e il riconoscimento dei giganti bianchi come beni comuni, in quanto inseriti all'interno di sistemi ecologici, idrologici e territoriali strettamente interdipendenti”.

 

Questo il messaggio chiaro promosso da Carovana dei ghiacciai di Legambiente che contestualmente al flash mob - organizzato insieme al Cai, a Cipra Italia e alla Fondazione Glaciologica Italiana e molte altre sigle -  ha presentato la piattaforma Governare le Alpi che cambiano”, che si pone come obiettivo quello di promuovere una nuova visione della governance delle aree glaciali e di avviare un percorso per il riconoscimento dei ghiacciai come beni comuni, attraverso una specifica iniziativa legislativa elaborata con il contributo della comunità scientifica e di esperti del settore

LA SITUAZIONE DEI GHIACCIAI: MONTE BIANCO, MARMOLADA E ADAMELLO

 

L’anteprima della campagna di Legambiente, in programma dal 17 agosto al 3 settembre, ha messo al centro tre casi simbolo: Monte Bianco, Marmolada e Adamello.

 

Sulla vetta del Monte Bianco, viene spiegato, il 18 giugno è stata registrata una temperatura di circa +0,8 °C, mentre il 24 giugno la temperatura media oraria ha raggiunto circa +2°C. Condizioni termiche eccezionali anche sulla Marmolada, dove alla stazione di Punta Rocca (3.265 m) la temperatura è rimasta sopra lo zero dal 16 giugno, con punte prossime ai +5°C. Queste condizioni, sottolinea Legambiente, hanno favorito una rapida fusione della neve residua e un’accelerazione dell’ablazione del ghiacciaio.

 

Le temperature elevate, prosegue Legambiente, rendono più sottile e fragile anche il ghiacciaio dell’Adamello: dalla fine degli anni Novanta la velocità di ritiro della fronte dell’Adamello – Mandrone è notevolmente aumentata (760 m tra il 1997 e il 2025) con un’ulteriore accelerazione nell’ultima decade (550 metri in soli 10 anni), 265 metri nel solo triennio 2023-2025.

 

Le annate 2024-2025, per quanto abbiano registrato accumuli invernali tra i più favorevoli degli ultimi anni, si sono comunque chiuse con un bilancio di massa moderatamente negativo e inoltre, dalla Piccola Età Glaciale, il ghiacciaio ha perso metà della sua superficie e la sua lingua principale, quella del Mandrone si è ritirata di 2,8 chilometri.

 

“Dal crollo di una parte del ghiacciaio dell’Ortles avvenuto in questi giorni alla cascata di acqua dalla vetta del Cervino (4478 m s.l.m) all’Adamello (3.539 m s.l.m) in forte ritirata, anche in alta quota la crisi climatica lascia sempre di più il segno con effetti che si ripercuotono a valle – commenta Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente e in particolare le Alpi si stanno riscaldando il doppio rispetto alle medie globali e le comunità montane devono essere aiutate e sostenute. Per questo anche dall’Adamello torniamo a chiedere al Governo di stanziare al più presto le risorse economiche necessarie per attuare il piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici insieme a politiche locali forti e incisive. Allo stesso tempo serve una governance europea per i ghiacciai, beni comuni da tutelare e proteggere, e un costante monitoraggio dell’alta quota sempre più fragile a causa della crisi climatica”.

 

Ad affrontare il tema del riconoscimento dei ghiacciai come bene comune è Vanda Bonando, responsabile nazionale di Legambiente e presidente di Cipra.

 

“Riconoscerli come beni comuni – spiega Bonardo – significa considerarli patrimoni collettivi essenziali per l'equilibrio ecologico, la sicurezza delle comunità, la regolazione delle risorse idriche, la tutela della biodiversità, del paesaggio e dei diritti delle generazioni future. Significa anche riconoscere che le aree glaciali e proglaciali non possono essere governate esclusivamente secondo logiche proprietarie o di mercato, ma richiedono forme di responsabilità condivisa e di gestione orientate all'interesse generale. Per questo  oltre a chiedere una governance europea per i ghiacciai, chiediamo anche che i ghiacciai vengano riconosciuti come beni comuni da tutelare e difendere”.

 

Ad analizzare la situazione dei ghiaccia italiani i è invece il presidente della Fondazione Glaciologica Italiana Walter Maggi. "Il quadro dei ghiacciai italiani nel 2025 – dichiara – conferma una tendenza ormai consolidata: la quasi totalità dei circa 900 ghiacciai alpini censiti presenta bilanci di massa negativi, con oltre il 90% ridotto a una superficie inferiore a 0,5 chilometri quadrati. L'Adamello, il più esteso ghiacciaio delle Alpi italiane, ne è l'esempio più evidente, con una perdita stimata di circa 12 milioni di metri cubi d'acqua nel corso dell'ultimo anno. Sono dati che descrivono non un'anomalia, ma un processo di regressione ormai strutturale legato al riscaldamento climatico in atto."

 

“I cambiamenti climatici ed i loro effetti sono, per chi frequenta la montagna, sempre più evidenti – commenta infine Maria Grazia Gavazza, Presidente della Commissione Centrale Tutela Ambiente Montano del CAI –  e la riduzione delle masse glaciali e la degradazione del permafrost hanno come conseguenza l’aumento dell’instabilità naturale. Molti ecosistemi si sono spostati verso quote maggiori e l’equilibrio dell’ambiente montano a cui eravamo abituati è in crisi e occorre essere coscienti di questo per adottare strategie di adattamento e modificare i nostri comportamenti".

 

TAPPE CAROVANA DEI GHIACCIAI 2026 

 

Dopo l’anteprima di oggi sull’Adamello, Carovana dei Ghiacciai 2026 di Legambiente darà ufficialmente il via alla sua settimana edizione dal 17 agosto al 3 settembre 2026. Cinque le tappe in programma: si partirà dalla Francia (dal 17 al 20 agosto) dai ghiacciai della Vanoise, per poi spostarsi in Valle D’Aosta (dal 20 al 24 agosto) sui ghiacciai del Monte Bianco, in Lombardia (dal 24 al 26 agosto) sul ghiacciaio dei Forni, in Friuli Venezia Giulia (dal 26 al 29 agosto) sul ghiacciaio del Montasio, e infine in Piemonte (dal 31 agosto al 3 settembre) sul ghiacciaio di Coolidge – Monviso.

 

Anche quest’anno, spiega Legambiente, la campagna porterà al centro i temi legati alla crisi climatica, all’aumento degli eventi meteo estremi, l’overtourism, la tutela della biodiversità, senza dimenticare le buone pratiche di sviluppo sostenibile.

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