“Era già compromesso, ora il ghiacciaio ha subito un'altra grossa perdita di massa: due foto scattate a un solo anno di distanza e la drammatica accelerazione della fusione”
Il confronto fotografico è stato condiviso dagli esperti del Servizio glaciologico lombardo e mostra la situazione sul ghiacciaio di Ponciagna: “L'apparato, completamente privo della neve residua dell'inverno, sta andando incontro a un veloce disfacimento, come mostrano le finestre rocciose che fanno capolino sempre più numerose”

SONDRIO. Mentre l'estate 2026 si conferma la più calda mai registrata in diverse zone italiane (Trentino compreso, Qui Articolo), gli effetti delle alte temperature e dello scarso innevamento invernale si fanno sentire – o meglio, vedere – soprattutto negli ambienti più vulnerabili agli effetti della crisi climatica: i ghiacciai.
Nelle ultime settimane il Dolomiti ha già riportato lo stato di sofferenza di diversi corpi glaciali sull'arco alpino (Qui Articolo), riportando anche gli impressionanti confronti fotografici legati al ritiro del ghiacciaio della Presanella (Qui Articolo) e dell'Adamello (Qui Articolo). Un processo, aveva spiegato il fondatore del Servizio glaciologico lombardo Antonio Galluccio, ormai “violento e inarrestabile”, di fronte al quale non si può non individuare la firma dell'uomo (Qui Articolo).
E proprio dagli esperti del Sgl arriva ora un altro confronto fotografico estremamente eloquente, per quanto riguarda il ghiacciaio di Ponciagna, situato sul versante nord-orientale del Pizzo Stella, in Val di Lei (provincia di Sondrio). Già negli scorsi anni il corpo glaciale era stato protagonista di un impressionante racconto visivo documentato dai canali social del Servizio glaciologico (Qui Articolo), mostrando come in appena 30 anni il cambiamento del panorama in quota sia stato drastico – e il ritiro del ghiaccio inesorabile.
In questo caso le due immagini mostrano il cambiamento ad appena un anno di distanza: tra il 2025 e il 2026.

“Le due fotografie – scrivono infatti gli esperti del Sgl – scattate a solo un anno di distanza, mostrano come la fusione dei ghiacciai alpini sia drammaticamente accelerata negli ultimi anni a causa dell'aggravarsi del riscaldamento climatico di origine antropica. Il ghiacciaio di Ponciagna, già ampiamente compromesso nel 2025, ha subito nell'ultimo anno un'ulteriore significativa perdita di massa, dovuta alle precipitazioni invernali sotto media e alle elevate temperature estive”.

L'apparato, concludono: “Completamente privo della neve residua dell'inverno, sta andando incontro a un veloce disfacimento, come mostrano le finestre rocciose che fanno capolino sempre più numerose”.


















