Il ritiro del ghiacciaio in due foto: “Tre anni un tempo brevissimo, ma in alta montagna sono sufficienti per assistere a trasformazioni profonde”
Le immagini – scattate il 23 luglio 2023 e il 18 luglio 2026 – sono state condivise sui social dalla Commissione glaciologica Sat e mostrano il settore superiore del piano basale del ghiacciaio della Presanella: ecco cosa è cambiato in appena tre anni

TRENTO. Mentre gli effetti della crisi climatica continuano a colpire duramente l'Italia – e l'Europa – in quota le conseguenze del continuo innalzamento delle temperature si manifestano ormai a distanza di appena pochi anni, fornendo una testimonianza diretta della velocità dei cambiamenti a cui sono sottoposti, in particolare, gli ambienti montani.
Lo dimostra chiaramente il caso della Presanella dove, dice la Commissione glaciologica della Sat, in appena tre anni si è assistito a una trasformazione profonda del paesaggio glaciale: “Le due immagini – scrivono gli esperti condividendo sui social una comparazione fotografica del ghiacciaio – sono state scattate rispettivamente il 23 luglio 2023 e il 18 luglio 2026 e mostrano il settore superiore del piano basale del ghiacciaio della Presanella”.
Tre anni fa, spiegano: “Erano ancora visibili estese porzioni di ghiaccio affiorante sotto i detriti, ormai non più alimentate dal ghiacciaio a monte. Si osservava inoltre l'evoluzione di un collasso circolare, con un piccolo lago frontale le cui acque defluivano attraverso la rete di drenaggio interna al ghiacciaio verso il lago inferiore”.
A distanza, appunto, di soli tre anni, quel ghiaccio residuo è completamente scomparso: “Il collasso si è ulteriormente ampliato – dicono dalla Commissione glaciologica – i bacini si sono uniti in un unico lago e la fronte glaciale si è ritirata, addossandosi sempre più alla parete della montagna. È interessante osservare come nel 2026 la copertura nevosa appaia leggermente migliore rispetto al 2023. ma questo non modifica il dato più evidente: la rapida perdita di spessore e di superficie del ghiacciaio”.
“Tre anni – concludono – sono un tempo brevissimo. Eppure, in alta montagna, sono ormai sufficienti per assistere a trasformazioni profonde del paesaggio glaciale”.













