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Bolzano
21 luglio | 13:30

Il ghiacciaio si ritira e riemergono chili di rifiuti sepolti da decenni: sullo Stelvio il dramma ambientale (FOTO), volontari in azione per ripulire la montagna ferita

Poiché una parte dei rifiuti raccolti si trovava in zone di difficile accesso, il trasporto del materiale è stato effettuato anche con l’ausilio di un elicottero; il successivo smaltimento a norma è stato curato congiuntamente dai Comuni di Stelvio e Bormio

BOLZANO. Rifiuti di ogni genere,  vecchie tracce del passaggio dell’uomo e un chiaro segnale sui cambiamenti in atto sulle Alpi. Il ritiro dei ghiacciai sta restituendo quello che per decenni era rimasto nascosto. Proprio partendo da questa emergenza ambientale che un gruppo di volontari della provincia di Lecco, insieme al Servizio forestale altoatesino e a numerosi partner, ha deciso di salire sullo Stelvio per ripulire i ghiacciai.

 

“Sin dall’inizio il Servizio forestale provinciale ha accolto con favore questa iniziativa, sostenendo fattivamente la realizzazione di questa particolare azione ambientale”, ha spiegato il direttore dell’Ispettorato forestale di Silandro Andreas Platter. “Già in altre occasioni – ha continuato - a intervalli regolari, gli addetti del Servizio forestale provinciale avevano provveduto a raccogliere e smaltire i rifiuti. Il progressivo arretramento dei ghiacciai ha però riportato alla luce grandi quantità di immondizie, in particolare alle pendici della Punta del Naso e sulla Vedretta del Madaccio, sotto il ghiacciaio del Livrio”.

Ecco allora che tra giovedì 16 e sabato 18 luglio, è scattata l’iniziativa di pulizia congiunta: la data dell’operazione è stata volutamente fissata in piena estate in quanto il progressivo arretramento dei ghiacciai aveva fatto riemergere importanti quantità di rifiuti che erano rimasti intrappolati nel ghiaccio per decenni. All’operazione, coordinata dalla comandante della Stazione forestale di Prato allo Stelvio, Barbara Folie, hanno partecipato numerosi partner e aiutanti: oltre al gruppo di volontari guidato da Giovanni Calvi e Cesare Mauri della provincia di Lecco, all’opera c’erano anche gli addetti del Servizio forestale provinciale guidati dal caposquadra Fabian Stecher.

 


“Questa iniziativa rappresenta un progetto esemplare di cooperazione transfrontaliera tra l’Alto Adige e la Lombardia”, sottolinea l’assessore provinciale alle Foreste Luis Walcher: “Tutte le organizzazioni coinvolte perseguono il comune obiettivo di liberare dai rifiuti lo straordinario paesaggio di alta montagna attorno all’Ortles e di contribuire alla salvaguardia di questo delicato ambiente naturale”.

 

Oltre alla rimozione dei rifiuti, l’iniziativa ha anche inteso sensibilizzare l’opinione pubblica sulle conseguenze del cambiamento climatico. I rifiuti portati alla luce hanno infatti dimostrato in maniera evidente quali tracce possano lasciare le attività umane anche nelle regioni di alta montagna e quanto sia fondamentale avere un approccio responsabile nei confronti della natura. 

L’operazione si è conclusa con un bilancio positivo, con i partecipanti che hanno dato un prezioso contributo alla conservazione del paesaggio naturale e culturale unico della zona dello Stelvio.

 


L’iniziativa è stata supportata dal Soccorso Alpino della Guardia di Finanza delle caserme di Silandro e Bormio ed anche le due società di gestione degli impianti di risalita nell’area dello Stelvio. Poiché una parte dei rifiuti raccolti si trovava in zone di difficile accesso, il trasporto del materiale è stato effettuato anche con l’ausilio di un elicottero; il successivo smaltimento a norma è stato curato congiuntamente dai Comuni di Stelvio e Bormio.


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