Rifiuti e mozziconi a quasi 3.000 metri: “Ero posizionato in attesa di fotografare il gipeto quando mi sono visto davanti questo”
Lattine, bottigliette, mozziconi di sigaretta, bucce di banana e altri rifiuti abbandonati alla Tibet Hütte, sul Passo dello Stelvio, a circa 3.000 metri di quota. A documentare e a denunciare lo scempio è stato il fotografo Alberto Urbani: “Ero posizionato in attesa di fotografare il gipeto quando mi sono visto davanti questa orribile immagine”

PASSO DELLO STELVIO. Lattine, bottigliette di plastica e di vetro, mozziconi di sigaretta, confezioni abbandonate, bucce di banana e altri rifiuti sparsi: tutto lasciato su un tavolino esterno e, in parte, caduto o volato anche a terra.
È questa la scena (disgustosa) che si è presentata davanti agli occhi del fotografo Alberto Urbani nei giorni scorsi alla Tibet Hütte, rifugio alpino situato a circa 2.800 metri di quota in Alto Adige.
Urbani si trovava sul posto per fotografare e immortalare il gipeto, l’iconico rapace delle Alpi, quando ha notato l’accumulo di rifiuti vicino a sé: una situazione che ha deciso di documentare e condividere con Il Dolomiti per denunciare un comportamento che continua a ripetersi anche in ambienti di alta montagna, dove il rispetto per la natura dovrebbe essere una priorità per tutti.
“Ero posizionato dietro alla Tibet Hütte, al Passo dello Stelvio, in attesa di fotografare il gipeto – racconta il fotografo – quando mi sono trovato davanti questa orribile immagine. L’immondizia in quel luogo regna sovrana. La prossima volta che salirò porterò con me dei guanti e tre sacchi per raccogliere tutto”.

Tra i rifiuti presenti si notano appunto lattine, bottigliette di plastica e di vetro, mozziconi di sigaretta e altri scarti lasciati sia sul tavolino utilizzato dai visitatori sia sul terreno circostante: “Mi dà davvero fastidio vedere tutta quella spazzatura a quasi 3.000 metri - aggiunge Urbani - Con molta probabilità i rifiuti sono stati abbandonati da alcuni turisti o motociclisti che hanno approfittato del punto panoramico per fare una sosta o un picnic”.
Poi, però, hanno lasciato senza alcun rispetto e ripensamento i propri scarti sul tavolino e nei dintorni: un gesto di inciviltà, come purtroppo se ne sentono e leggono di molti altri, che assume un peso ancora maggiore in un ambiente d’alta quota, frequentato da molti turisti e caratterizzato da ecosistemi delicati.
Nei giorni precedenti, tra l’altro, un gruppo di volontari della provincia di Lecco, insieme al Servizio forestale altoatesino e a numerosi partner, è salito sul ghiacciaio dello Stelvio per rimuovere i rifiuti riaffiorati a causa del progressivo arretramento del ghiacciaio dovuto alle alte temperature (Qui l’articolo coi dettagli): un’iniziativa che ha dimostrato, ancora una volta, come l’impatto umano e le attività antropiche possano lasciare segni evidenti sul territorio e quanto sia importante e fondamentale adottare un approccio il più possibile rispettoso dell’ambiente.













