Sacchi stracolmi e rifiuti abbandonati lungo il torrente dopo i picnic e le grigliate di Ferragosto: “Non è una discarica. Quello che si porta su, poi lo si riporta a casa”
“Il Leno non è una discarica. Non è il giardino privato di chi arriva per Ferragosto. Se a casa propria qualcuno è abituato a vivere circondato dalla spazzatura, è un problema suo. Ma il nostro territorio merita rispetto”. Questa la denuncia condivisa da una residente della zona visto il comportamento di chi, dopo i festeggiamenti, ha preferito abbandonare i propri rifiuti senza curarsi dell'ambiente circostante

ROVERETO. Si tratta dell’ennesimo caso in cui, sul ciglio della strada, dopo Ferragosto, i festeggiamenti, le grigliate e i ritrovi lungo fiumi e laghi, ecco che compaiono i rifiuti di chi si diverte senza rispetto per l'ambiente circostante. Sacchi neri, buste stracolme, lattine di birra e bottigliette.
Una storia senza fine, un disco rotto: sembra che le persone non comprendano ancora la criticità della questione.
L’appello, anzi, la denuncia, è stata lanciata sul gruppo Facebook “Se te sei di Rovereto”: una partecipante e abitante della zona si è ricollegata a quanto condiviso in precedenza da un suo vicino, ripubblicandone le fotografie scattate proprio sul torrente Leno e sulle rive dei suoi laghetti naturali (mete ambitissime per trovare refrigerio durante le giornate estive).
“Un luogo meraviglioso, ancora incontaminato, dove la natura dovrebbe essere la vera protagonista. Un posto che noi abitanti del paese viviamo e cerchiamo di preservare tutto l’anno”, scrive Denise Pastore sul gruppo social.
Eppure, come sottolinea anche lei, ogni weekend e soprattutto nelle giornate festive come quella appena trascorsa si assiste sempre di più alla stessa tristissima scena: episodi che si ripetono, sacchi di spazzatura lasciati lì da chi non si preoccupa di portarli via e di lasciare il posto così come lo ha trovato.
“Persone che arrivano da fuori, si godono il fresco, fanno grigliate, mangiano, bevono e passano una bella giornata per poi lasciare dietro di sé sacchi di immondizia, bottiglie, confezioni e rifiuti di ogni genere”, continua l’iscritta al gruppo Facebook.
Si tratterebbe di una questione semplicissima però: “Quello che porti su, te lo riporti a casa”, scrive ancora Denise Pastore. Ma quella che per molti dovrebbe essere un’azione scontata sembra risultare particolarmente complicata da mettere in pratica.

Il punto è che “se hai le forze di portarti fino al Leno casse, cibo, bevande, griglie e tutto il resto, non vedo quale sia la difficoltà nel riportare indietro anche i rifiuti che hai prodotto. Non è complicato. È semplicemente rispetto”, sottolinea ancora Pastore.
E, di fatto, i casi registrati questa estate sono stati parecchi, dovunque. Il rispetto verso alcuni ambienti sembra essere completamente passato in secondo, se non terzo, piano: inciviltà e maleducazione dilagano in luoghi naturali, bellissimi, che si dovrebbero trattare con la massima cura. Questa è la triste realtà.
Continua poi l’iscritta al gruppo social: “Mi auguro davvero che questa situazione venga presa finalmente sul serio e che vengano intensificati i controlli da parte della Polizia Locale, soprattutto nei periodi di maggiore afflusso. Se possibile, sarebbe importante verificare anche la provenienza dei qui presenti rifiuti abbandonati e sanzionare chi viene individuato come responsabile”.
Viene inoltre richiesto dalla residente che vengano installate telecamere nelle zone più problematiche, dove la situazione è diventata difficile da gestire. In alcune aree sono già presenti, “ma sarebbe ora di utilizzare tutti gli strumenti possibili per impedire che questo comportamento continui”, prosegue Pastore.
“Il Leno non è una discarica. Non è il giardino privato di chi arriva per Ferragosto. Se a casa propria qualcuno è abituato a vivere circondato dalla spazzatura, è un problema suo. Ma il nostro territorio merita rispetto – conclude Denise Pastore –. Portatevi a casa quello che avete portato su. La natura non ha bisogno dei vostri rifiuti!”














