Scout campeggiano in quota, a terra restano bottiglie di plastica, lattine e cartacce: "Ma il rispetto dell'ambiente non dovrebbe essere una loro priorità? Che rabbia"
La rabbia dei gestori dei rifugi del Catinaccio: "Questo è quanto rimasto a terra dopo che uno dei tanti gruppi scout di passaggio in questo periodo ha lasciato dopo aver campeggiato"

POZZA DI FASSA. "Questo è quanto è rimasto a terra all’indomani di uno dei tanti campi scout che scelgono il Catinaccio per fissare le loro tende e campeggiare tra queste montagne".
Il commento alle immagini dei rifiuti abbandonati sulle meravigliose montagne della Val di Fassa è carico di rammarico e di rabbia, e arrivano per voce di chi quel territorio lo cura e ho ha a cuore ogni giorno, il gruppo dei rifugi del Catinaccio.
Responsabili del brutto gesto di abbandono di bottiglie, lattine e cartacce, come testimoniato dalle scritte su alcuni fogli, gli scout di un clan scout di Brescia in "route di strada" in Val di Fassa.
"Crediamo che amare questi luoghi, significhi soprattutto rispettarne l’ambiente e questo certamente potrebbe essere uno dei primi doveri e compiti di chi come gli scout ispirandosi ad un sistema educativo globale e uno stile di vita fondato da Robert Baden-Powell, imperniato su servizio al prossimo, vita all’aperto ed autoeducazione, dovrebbe avere come priorità. Queste immondizie le ha raccolte e le porterà a valle chi gestisce il rifugio vicino, la guida alpina che per prima le ha viste e fotografate con molta rabbia. La montagna esige rispetto ed educazione. Ed è di tutti".














