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Trento
08 settembre | 18:52

Il ghiacciaio si ritira e compaiono bombe di ogni tipo: rinvenuti 600 chili di materiale bellico (FOTO) della Grande Guerra. ''Era un pilastro del sistema difensivo austro-ungarico''

La storia continua ad emergere dal ghiaccio, in questo caso, da uno dei fronti più estremi della Guerra Bianca. Le operazioni di bonifica sono state condotte dal 2° reggimento genio guastatori "Julia" assieme al supporto sanitario dei corpi militari Veneto e Trentino Alto Adige

Il ghiacciaio si ritira e compaiono bombe di ogni tipo: rinvenuti 600 chili di materiale bellico della Grande Guerra
di Margherita Tomadini

TRENTO. Sul Caré Alto la montagna continua a restituire le tracce della Prima guerra mondiale. Proiettili, vecchie munizioni e ordigni inesplosi sono emersi dal ghiacciaio, rendendo necessario un delicato intervento di bonifica che ha già consentito di recuperare complessivamente circa 600 chilogrammi di materiale bellico

 

Le operazioni sono state condotte dal 2° reggimento genio guastatori “Julia”, impegnato in quota per recuperare i residuati e mettere in sicurezza l’area: dal 31 agosto al 3 settembre il personale specializzato ha potuto contare anche sul supporto sanitario del corpo militare volontario della croce rossa italiana del Veneto, che ha condiviso alcune immagini dell’attività e del materiale rinvenuto.

 

Il Caré Alto, imponente vetta del gruppo dell’Adamello, raggiunge i 3.465 metri di altitudine e si trova tra la Val Rendena e la Val di Fumo. Durante la Grande Guerra rappresentò un importante pilastro del sistema difensivo austroungarico: da queste quote le truppe controllavano le vie di accesso alle retrovie e organizzavano rifornimenti e operazioni militari in uno dei fronti più estremi del conflitto, quello passato alla storia come Guerra Bianca

 

A ricordare ancora oggi quel periodo c’è anche il celebre cannone Skoda da 150 millimetri, rimasto alla Bocchetta del Cannone (FOTO), a circa 2.890 metri di quota, sopra il Rifugio Caré Alto. Ma a più di un secolo dalla fine delle ostilità, il terreno e soprattutto il ghiacciaio continuano a custodire una quantità significativa di materiale abbandonato durante i combattimenti. 

Gli ultimi ritrovamenti infatti ne sono una testimonianza impressionante. Tra rocce e ghiaccio sono riaffiorati numerosi ordigni e tutto il materiale è stato 'preso in carico' dagli specialisti del Genio, chiamati a operare in condizioni particolarmente difficili sia per l’altitudine sia per lo stato del ghiacciaio.  

 

"Le attività di bonifica hanno consentito di recuperare circa 600 kg di materiale bellico - si legge nella nota diffusa dal corpo militare volontario -. Le operazioni, tuttavia,  sono destinate a proseguire nelle settimane successive, con il supporto sanitario dei Corpi militari “Veneto” e “Trentino Alto Adige”

 

A complicare l’intervento però sono state le condizioni del ghiacciaio. La fusione e il progressivo arretramento di questo, dovuto all'emergenza climatica, stanno infatti modificando profondamente l’ambiente nel quale gli operatori sono chiamati a muoversi. Allo stesso tempo però, proprio la perdita di ghiaccio contribuisce a riportare alla luce ciò che per decenni era rimasto sepolto e conservato ad alta quota. 

Sul Caré Alto, dunque, la storia continua letteralmente a emergere dal ghiaccio: una storia fatta di postazioni, artiglieria e munizioni che raccontano di una guerra combattuta ad alta quota.

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