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Trento
13 giugno | 11:59

“Sette erano a caricamento chimico”: bonificati 42 ordigni della Grande Guerra in quota. Le operazioni delle forze armate

Le operazioni di bonifica si sono concluse negli scorsi giorni a Valbiolo, nel comune di Vermiglio, spiegano le forze armate: in tutto sono stati messi in sicurezza 42 ordigni della Prima Guerra Mondiale, di cui sette a caricamento chimico

TRENTO. Ben 42 ordigni della Prima Guerra Mondiale sette dei quali addirittura a caricamento chimico. È questo il bilancio delle operazioni di bonifica portate avanti dalle forze armate a Valbiolo, nel Comune di Vermiglio – poco lontano dal Passo del Tonale.

 

L'intervento – spiega l'Esercito – condotto dagli artificieri del 2° reggimento genio guastatori alpini della Brigata Alpina 'Julia' e dagli specialisti del Centro tecnico logistico interforze di Civitavecchia, si è svolto nel mese di maggio nell'ambito dell'operazione 'Valbiolo 2026', finalizzata alla sicurezza della popolazione e alla tutela del territorio”.

 

L'operazione ha visto la partecipazione del Corpo permanente dei vigili del fuoco di Trento, del Corpo forestale della Pat, di Trentino emergenza, della Croce rossa italiana, dell'Arma dei carabinieri e della Guardia di finanza, che hanno operato in stretta sinergia con gli specialisti dell'Esercito per garantire lo svolgimento in sicurezza di tutte le attività.

 

“La località di Valbiolo – dicono le autorità – è stata ritenuta idonea per la distruzione degli ordigni, evitando così il trasporto di munizionamento a carico chimico e riducendo ulteriormente i rischi connessi alle operazioni. La scelta del sito è stata il risultato dell'attività di coordinamento sviluppata dal Commissariato del governo per la Provincia di Trento, dal Comando territorio nord dell'esercito e dal Comune di Vermiglio”.

 

L'intervento, continuano, ha richiesto l'adozione di rigorose misure di sicurezza, tra cui l'interdizione dell'area interessata per un raggio di mille metri e l'applicazione di specifiche procedure tecniche per la gestione di munizionamento a carico chimico. Per tutta la durata delle operazioni infatti il personale specializzato ha operato con dispositivi di protezione individuale dedicati e secondo specifiche procedure per la gestione di munizionamento a carico chimico, con l'obiettivo di garantire la massima tutela degli operatori, della popolazione e dell'ambiente.

 

A supporto delle attività sono stati inoltre predisposti assetti sanitari e tecnici specialistici per la gestione delle emergenze: “Al termine di ogni giornata operativa – spiega in conclusione l'Esercito – sono stati effettuati controlli sulla qualità dell'aria e del suolo, che non hanno evidenziato alcuna contaminazione, né criticità ambientale, confermando l'efficacia delle misure adottate e la piena sicurezza delle operazioni svolte. La bonifica dei residuati bellici rappresenta una delle attività permanenti svolte dall'Esercito Italiano a favore della collettività. Ogni anno gli artificieri dell'Esercito intervengono su migliaia di ordigni rinvenuti sul territorio nazionale, contribuendo concretamente alla sicurezza dei cittadini e alla tutela dell'ambiente”.

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