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Trento
29 aprile | 14:02

Operazione di sgombero e pulizia nell'area ex Sloi: rinvenute 14 baracche e 8 letti di fortuna. Nessuna persona all'interno al momento dell'intervento

Gli operatori di Dolomiti Ambiente stanno provvedendo alla bonifica della zona: da quanto risulta non è stata trovata alcuna persona all'interno di quello che è un vero e proprio accampamento. Sono state rinvenute 14 baracche, 8 letti di fortuna e tantissimi rifiuti. L'operazione era programmata da tempo ed è stata effettuata in quanto l'area è sottoposta attualmente a sequestro e, dunque, in nessun modo può essere occupata

TRENTO. Forze dell'ordine e personale di Dolomiti Ambiente sono intervenuti nella mattinata di oggi - mercoledì 29 aprile - nell'area ex Sloi di Trento Nord per un'operazione di sgombero e polizia.

 

Sul posto presenti gli agenti della Polizia di Stato, i carabinieri, la Polizia Locale Trento Monte Bondone e gli addetti di una società di vigilanza privata.

 

Gli operatori di Dolomiti Ambiente stanno provvedendo alla bonifica della zona: da quanto risulta non è stata trovata alcuna persona all'interno di quello che è un vero e proprio accampamento.

 

Sono state rinvenute 14 baracche, 8 letti di fortuna e tantissimi rifiuti.

 

Il personale incaricato sta provvedendo a liberare completamente una zona - situata nei pressi di via Maccani, con "doppio ingresso" - che, già tre anni fa, era stata oggetto di uno sgombero.

 

"Dal mattino presto é in atto uno sgombero alla ex Sloi ad opera di Polizia di Stato, Carabinieti, Polizia Urbana e una ditta di security. Da questi ho appreso che questa volta “faranno le cose per bene” - aveva segnalato in mattinata Renata Attolini, consigliera comunale di Alleanza Verdi e Sinistra sui propri canali ufficiali -. Sapevo della presenza di quelli che chiamo i miei vicini; ci incontriamo e ci salutiamo. Perché non ho denunciato la loro presenza? Perché non sappiamo dare loro un minimo di accoglienza dignitosa in questa città dove pullulano edifici pubblici vuoti".

 

"L'operazione era programmata da tempo - spiega il sindaco di Trento Franco Ianeselli - ed è risultata necessaria, in quanto l'area in oggetto è sottoposta a sequestro".

 

Il consigliere comunale di Fratelli d'Italia Daniele Demattè sottolinea come il tema fosse stato sollevato in aula del Consiglio Comunale una decina di giorni fa proprio dall'opposizione, accusando la Giunta di ritardi e mancata programmazione.

 

"Non si può ignorare un dato politico evidente - scrive Demattè in una nota ufficiale -: questo intervento arriva a circa dieci giorni dalla presentazione, da parte del sottoscritto, di un'interrogazione in Consiglio Comunale con cui chiedeva conto degli accampamenti presenti all'interno di quelle aree, nonché della situazione di un sito sottoposto a sequestro probatorio fin dalla fine del 2023 e affidato in custodia giudiziaria alla Dirigente del Servizio Transizione Ecologica del Comune. Ancora una volta, l’Amministrazione Comunale interviene solo a seguito di un atto formale e prima ancora che il tema venga discusso in aula. Un copione già visto, che solleva interrogativi sul metodo e sulla capacità di prevenzione e programmazione: possibile che si debba sempre attendere una sollecitazione consiliare per affrontare situazioni note e potenzialmente critiche? Il risultato di oggi è certamente positivo, ma resta la necessità di un cambio di passo: la sicurezza, il rispetto della legalità e la gestione di aree così delicate non possono essere reattive, bensì devono diventare oggetto di un’azione amministrativa costante, trasparente e anticipatoria".

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