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FVG
03 aprile | 16:18

Granate di artiglieria della seconda guerra mondiale riemergono durante i lavori al porticciolo (FOTO): cento barche spostate, in azione gli artificieri

Non si esclude che altri materiali simili possano essere in parte ancora presenti nell'area: "Plausibile che gli ordigni siano stati abbandonati al momento del ritiro delle truppe britanniche"

TRIESTE. Sono granate di artiglieria di origine britannica i residui bellici riemersi in questi giorni durante i lavori di dragaggio in prossimità del porticciolo di Barcola, a Trieste, e che sono stati al centro di un'importante operazione di bonifica e rimozione ultimata nella mattina di oggi, 3 aprile.

 

“Le operazioni compiute in questi giorni erano necessarie – ha dichiarato l'assessore regionale all'ambiente Fabio Scoccimarro –  e quanto emerso nel Porticciolo di Barcola è stato un ritrovamento decisamente inatteso: in quella zona non vi è mai stata infatti attività bellica diretta e il bunker non è mai entrato in funzione. È quindi plausibile che, considerando l'origine delle munizioni e la storia di Trieste, gli ordigni siano stati abbandonati al momento del ritiro delle truppe britanniche".

L'intervento sui residuati bellici e la messa in sicurezza, avvenuto all'interno di un quadro più ampio di manutenzioni finanziate dalla regione lungo i fondali e sulle vie di navigazione a ridosso della linea di costa, è stata condotta dagli artificieri del Terzo reggimento del Genio Guastatori di Udine, che hanno rinvenuto 17 proiettili d'artiglieria definiti “ad alto potenziale di fabbricazione inglese”, riconducibili al periodo della guerra.

 

Le prossime fasi ora si caratterizzeranno da un livello di attenzione ancora maggiore anche nei confronti di questo genere di materiali, che non si esclude possano essere in parte ancora presenti nell'area, al fine di scongiurare ogni sorta di pericolo, come ha rimarcato Scoccimarro.

 “Ora si procederà con il cosiddetto 'debombing': i tecnici – spiega – sono al lavoro su un progetto operativo e la Regione ha già le risorse necessarie per effettuare una verifica bellica completa dell'area, così da escludere la presenza di ulteriori ordigni"

 

Scoccimarro ha infine sottolineato che "fortunatamente gli accertamenti compiuti dal Genio Guastatori hanno appurato che non si tratta di ordigni risalenti alla Prima Guerra Mondiale, circostanza che avrebbe potuto rallentare ulteriormente le operazioni di bonifica a causa della possibile presenza di gas tossici".

 

L'intervento ha inoltre comportato la chiusura e lo spostamento dal porticciolo di Barcola di circa un centinaio di natanti ormeggiati, ma la regione ha reso noto di essere al lavoro per trovare loro una sistemazione temporanea avendo già avviato un'interlocuzione con l'Autorità portuale.

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