La tecnologia della startup trentina Elixe conquista Jindal, colosso indiano e leader mondiale nella produzione di ferro e acciaio
La startup fondata a Trento nel 2021 realizzerà innovativi impianti di verniciatura per tre stabilimenti del gruppo siderurgico indiano. La tecnologia, unica al mondo, riduce la polimerizzazione a soli trenta secondi e “nulla viene disperso nell’ambiente - spiega l’imprenditore Alessandro Condini -. Siamo molto orgogliosi del nostro lavoro, consapevoli delle sfide che ci aspettano”

TRENTO. Da startup innovativa a partner tecnologico di uno dei maggiori gruppi siderurgici mondiali: Elixe, startup fondata a Trento nel 2021 da Alessandro Condini, ha ottenuto un’importante commessa da parte di Jindal Saw Ltd, colosso industriale indiano e leader mondiale nella produzione di tubi in ferro e acciaio.
L’azienda trentina è stata scelta per introdurre una tecnologia innovativa di verniciatura all’interno di alcuni dei principali stabilimenti del gruppo indiano, superando la concorrenza di grandi player internazionali (olandesi e tedeschi): “Siamo stati gli outsider della trattativa – racconta Alessandro Condini, fondatore e amministratore delegato di Elixe –. Jindal ha riconosciuto nelle nostre competenze tecniche e scientifiche il valore aggiunto che stava cercando”.
Il confronto tra le due aziende è durato circa un anno e si è concluso con l’affidamento a Elixe di un progetto che interessa tre stabilimenti del gruppo Jindal: uno in India, uno degli Emirati Arabi Uniti e uno negli Stati Uniti (con possibili sviluppi futuri). La commessa prevede la fornitura di macchinari industriali destinati all’applicazione sui tubi metallici di una speciale vernice protettiva a base di fotopolimeri, si tratta di una tecnologia unica al mondo, sviluppata all’interno di Elixe grazie ad un progetto di ricerca promosso da Alessandro Condini e portato avanti in collaborazio e con l’Università di Trento e il Politecnico di Torino, con il cofinanziamento della Provincia autonoma di Trento.
“Le soluzioni che abbiamo sviluppato presentano caratteristiche tecnologiche superiori e ci permettono di dialogare con le più importanti multinazionali nel settore dell’acciaio e dell’energia– sottolinea l’imprenditore –. Siamo molto orgogliosi del nostro lavoro, consapevoli delle sfide che ci aspettano”.
Elixe non si occuperà soltanto della tecnologia di verniciatura, ma progetterà e realizzerà l’intero impianto produttivo. Il cuore del sistema sarà costituito da una linea automatizzata capace di movimentare i tubi metallici a una velocità compresa tra 15 e 30 metri al minuto, effettuando in successione pretrattamento delle superfici, verniciatura e polimerizzazione.
Uno dei principali elementi di innovazione riguarda la drastica riduzione dei tempi di lavorazione: la tecnologia messa a punto da Elixe permette infatti di completare la polimerizzazione in appena trenta secondi attraverso l’impiego dei raggi ultravioletti, mentre isistemi tradizionali richiedono generalmente almeno due ore per completare le varie fasi.
I vantaggi però interessano anche la sostenibilità ambientale: le vernici impiegate sono prive di solventi, richiedono un consumo energetico inferiore rispetto ai processi tradizionali e permettono il recupero completo del materiale: “Nulla viene disperso nell’ambiente – precisa il fondatore Condini –. Non ci sono emissioni in atmosfera e le industrie che adottano i nostri impianti non devono investire nell’installazione di costosi impianti di aspirazione”.
Agli stabilimenti del gruppo indiano verranno forniti gli impianti completi, entro la metà del 2027, ma dietro a questo sorprendente e meritato risultato ci sono voluti tre anni di ricerca e sviluppo: è così che un progetto di ricerca ad alto contenuto scientifico si è dunque trasformato in una soluzione industriale concreta, competitiva e capace di confrontarsi con i maggiori operatori globali.
Importanti saranno anche le ricadute sul territorio trentino perché per affrontare una commessa di questa portata, Elixe ha scelto di creare una rete di collaborazioni locali: al progetto collaborano uno studio di progettazione meccanica di Rovereto, una società di Trento specializzata nell’automazione industriale e un’impresa incaricata degli aspetti elettrici e impiantistici.
“Ci siamo mossi come collettori di competenze – conclude Condini –. Realizziamo il cuore tecnologico della macchina e coordiniamo il lavoro degli altri partner. È una sfida enorme, ma rappresenta anche la dimostrazione che dall’innovazione sviluppata in Trentino possono nascere soluzioni capaci di competere ai massimi livelli internazionali”.


















