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Trento
27 maggio | 19:18

Fraido, dal Trentino a Forbes Italia: una nuova startup del settore medico-sanitario inserita nella classifica “Under 30”

Progettare un tubo orotracheale per le intubazioni difficili che si adatti alla trachea del paziente. Ecco l’idea dell’infermiere di pronto soccorso Antonio Maria Vizioli e dell’ingegnere dei materiali Elia Fregolese. Un’innovazione scientifico-sanitaria premiata da Forbes Italia. Entro fine anno lo studio su manichini e cadaveri; nel frattempo, i due sono alla ricerca di nuovi investitori per raccogliere e pubblicare dati sull'efficacia della tecnologia 

di Margherita Tomadini

TRENTO. Sviluppare un tubo orotracheale a diametro modulabile per le intubazioni difficili, questo l’obiettivo dell’infermiere di pronto soccorso Antonio Maria Vizioli e dell’ingegnere dei materiali Elia Fregolese. Dopo la loro partecipazione al programma "Trentino Startup Valley", anche Forbes Italia premia l'idea innovativa dei due ragazzi. 

 

Due anni fa, Antonio Maria Vinzioli e Elia Fregolese, sono arrivati in Trentino con progetto innovativo ben chiaro in mente: brevettare un dispositivo medico utile per ridurre i tempi di intubazione. Così, dopo aver partecipato alla quinta edizione del programma “Trentino Startup Valley” di Trentino Sviluppo, brevettano la loro invenzione e fondano Fraido: la startup medtech che potrebbe effettivamente cambiare e velocizzare di parecchio le modalità di intubazione. 

 

Oggi, anche Forbes Italia riconosce il potenziale di Vizioli e Fregonese, inserendoli nella classifica “Under 30 2026” dei giovani talenti che stanno cambiando il volto del Paese nell’ambito scientifico-sanitario.  

 

“I dispositivi a forma di tubo o cannule – spiega Antonio Maria Vizioli – in medicina sono sempre stati a diametro fisso, non si adattano perfettamente al paziente. Il loro utilizzo comporta difficoltà al momento dell’inserimento e la necessità di un tempo di procedura lungo a causa di eventuali dispositivi accessori necessari”.  

 

I due neoimprenditori stanno quindi sviluppando un tubo orotracheale a diametro modulabile che permetterà di diminuire il tempo di intubazione. Come funzionerà? Secondo la spiegazione dei due ideatori, questo tubicino entrerà inizialmente con diametro ridotto per non danneggiare le pareti anatomiche, poi, una volta inserito e in sede, verrà dilatato meccanicamente, adattandosi alla trachea del paziente.  

 

Oggi Vizioli e Fregolese partecipano al programma I3P-Incubatore di Imprese Innovative” del Politecnico di Torino e sono arrivati nei primi dieci tra le 181 startup del programma “Switch to Product” del Politecnico di Milano. Tra gli advisor anche medici anestesisti e docenti universitari che operano in 11 ospedali italiani – come Giacomo Bellani professore dell’Università di Trento e direttore di una delle Unità operative di Anestesia di ASUIT – e 3 inglesi tra cui il Saint Mary's Hospital di Londra, che fa parte dell'Imperial college, e l'University Hospital of Southampton.

 

I due giovani si stanno attualmente occupando di perfezionare il dispositivo per poter effettuare entro fine anno uno studio su manichini e cadaveri. Nel frattempo però sono alla ricerca di nuovi investitori: “Abbiamo già raccolto cento mila euro dei tremila che necessitiamo per raggiungere il primo obiettivo: il test contro lo stato dell’arte per raccogliere e pubblicare dati sull’efficacia della tecnologia” spiega Vizioli. 

 

Il passo successivo? Effettuare l’industrializzazione del prodotto e cercare di portare il dispositivo negli ospedali per migliorare il processo di cura iniziando dalle intubazioni.  

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